Biografia

Nato nel 1936, a ventun anni si trasferisce a Chicago dove incontra i maggiori esponenti della scena blues della città: Freddy King, Muddy Waters, Otis Rush e Magic Sam, che lo presenta al capo della Cobra Records Eli Toscano. Buddy realizza così due singoli per la casa discografica: "This is the end" e "Try to quit you baby". Successivamente passa alla Chess dove incide canzoni come "First time I met the blues" e "Broken hearted blues", arricchendo così la sua produzione che – dal 1960 e il 1967 – rappresenta la parte più significativa della carriera.
Dopo aver lasciato la Chess proprio nel 1967, Guy firma con la Vanguard; produce così il suo primo LP, A MAN AND THE BLUES, seguito da THIS IS BUDDY GUY e HOLD THAT PLANE!, meno soddisfacenti rispetto al primo. Nel 1969 incide BUDDY AND THE JUNIORS assieme a Junior Wells con il quale poi realizza anche il famoso disco dal vivo DRINKIN’TNT ‘N’ SMOKIN’ DYNAMATE tratto dal Montreux Jazz Festival del 1974. Passato all’Atlantic, pubblica invece BUDDY GUY & JUNIOR WELLS PLAY THE BLUES, nel 1972.
Una ventina d’anni dopo Guy ritorna sulle scene, prima vincendo il Grammy con DAMN RIGHT, I’VE GOT THE BLUES e poi apparendo in diversi show televisivi come il David Letterman e Jay Leno. Nel 1993 esce FEELS LIKE RAIN, seguito l’anno successivo da SLIPPIN’IN e da LAST TIME AROUND: LIVE AT LEGENDS (1998), album acustico con lo storico collaboratore Junior Wells. Per un nuovo album bisogna attendere tre anni: SWEET TEA esce nel 2001, mentre BLUES SINGER è del 2003, ancora un album acustico che vince un altro Grammy. Nel 2005 viene pubblicato BRING’EM IN. L’ultimo lavoro è SKIN DEEP, uscito il 22 giugno 2008.
Nel 2008, Guy è stato inserito nella Louisiana Music Hall of Fame, esibendosi al Texas Club di Baton Rouge per commemorare l'evento. Nell'ottobre 2009, ha eseguito "Let Me Love You Baby" con Jeff Beck al concerto del 25° anniversario della Rock & Roll Hall of Fame.
Nel 2010 pubblica “Living Proof”, il suo quindicesimo album in studio, seguito da “Rhythm & Blues” del 2013.
Il 2 dicembre del 2012, Guy riceve il Kennedy Center Honours. Alla sua nomina, David Rubenstein, il presidente del Kennedy Center, ha dichiarato: "Buddy Guy è un titano del blues ed ha avuto un'enorme influenza su praticamente chiunque abbia preso in mano una chitarra elettrica nell'ultimo mezzo secolo". Il 28 gennaio 2014, Guy è stato inserito nella Musicians Hall of Fame and Museum.
Il suo diciassettesimo studio album, “Born to Play Guitar” (2015), ha vinto un Grammy Award nel 2016 come Best Blues Album. Il 2018 è l’anno di “The Blues Is Alive and Well”, diciottesimo e ultimo disco in studio di Buddy Guy. (28 giu 2018)