Biografia

Nasce nel 1937 all’Asmara, in Etiopia, e rientra in Italia, a Genova, con la famiglia, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Scopre il jazz con l’amico Luigi Tenco, entra come vocalista nella Jelly Roll Morton Boys Jazz Band; nel1956 segue la famiglia a Varese, dove collabora con lo scrittore Piero Chiara, e qui scopre la canzone francese e quella sudamericana. Debutta su 45 giri con “Ma se ghe penso”, nel 1961, ma il suo primo successo è “Ritornerai”, nel 1963. A Milano frequenta l’ambiente del cabaret, e continua la produzione discografica (1964, “Viva la libertà”; 1965: “La donna del Sud”, “Il poeta” e “Il tuo amore”, con cui partecipa al Festival di Sanremo). Nel 1965 vince l’Oscar del Disco con l’album LAUZI AL CABARET. Del 1967 è “Margherita”, e nello stesso anno è in tour in America Latina con Mina. Traduce in italiano canzoni di Georges Moustaki (“Lo straniero”), Johnny Hallyday (“Quanto t’amo”), Roberto Carlos (“L’appuntamento”, per Ornella Vanoni). Intanto scrive canzoni per altri (“Piccolo uomo” per Mia Martini) e si propone come interprete puro, entrando nella scuderia della Numero Uno: canta Lucio Battisti nel 1970 e 1971 (“E penso a te”, “Mary oh Mary”, “Amore caro amore bello”), Paolo Conte nel 1971 (“Una giornata al mare), ancora Battisti nel 1972 (“L’aquila”), ancora Conte nel 1974 (“Onda su onda”) e nel 1975 (“Genova per noi”), contribuendo in maniera decisiva alla scoperta del collega astigiano. Nel 1976 entra a sorpresa nelle classifiche di vendita con una canzone per bambini, “La tartaruga”, e nello stesso anno fa il bis con “Johnny Bassotto”, affidata a Lino Toffolo. Negli anni seguenti continua l’attività di cantautore, interprete e autore (spesso per Mina); pubblica numerosi album sempre apprezzati dalla critica, benché per ragioni di disallineamento ideologico i media gli neghino spazi concessi ad altri colleghi non più meritevoli di lui. Nel 1989 vince il Premio della Critica a Sanremo per “Almeno tu nell’universo”, affidata a Mia Martini. Colpito dal morbo di Parkinson, aziché rallentare l’attività la intensifica: scrive libri, due musical, raccolte di poesie, pubblica altri dischi (anche di jazz). Nel 2006 gli viene assegnato il Premio Tenco alla carriera, ma Bruno Lauzi non fa a tempo a ritirarlo: colpito da un tumore al fegato, muore il 24 ottobre. (30 gen 2018)