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Tiziano Ferro
Con una sincerità disarmante confessa: “111... sono io ed ero io”, portando allo scoperto quello su cui, da tempo, tutti mormoravano. La storia dell’ex-ciccione Tiziano Ferro racconta: che uno può farcela anche se viene da Latina e anche se a scuola i compagni lo prendevano in giro; che uno può restare simpatico (e non diventare stronzo) anche se ha fatto i milioni (di euro e di copie vendute); che volendo, nel giro di tre anni, si possono scrivere e pubblicare due album uno più bello dell’altro.
In questo caso il secondo è più bello del primo: dimenticatevi “Xdono” e “Rosso relativo”, due momenti felici ma, appunto, momenti. La tracklist di “111”, lo diciamo a costo di sembrare pagati dalla casa discografica (impossibile) o parenti di Tiziano Ferro (improbabile), regala una bella canzone dietro l’altra. A partire dal pezzo che apre e intitola l’album, proseguendo con “Xverso” (che, oltre che il singolo, è il trait d’union con il cd d’esordio), per poi spostarsi su “Sere nere” che parte piano, quasi “normale”, e ha un ritornello impossibile da dimenticare. E’ sbagliato dire che questo disco non contiene pezzi “potenti” come “Xdono”: intanto perché, a voler ben guardare, “Xverso” lo è, e poi perché le qualità più grandi di quest’album si misurano su un altro terreno. Per intenderci, secondo noi il capolavoro qui dentro è “Ti voglio bene”, una specie di nenia-cantilena-ninna nanna che è romantica ma nonmelensa, una storia di principesse&sentimenti che non è stupida e bisognerebbe che tutti ascoltassero. Ma è carina, e ha un senso, anche la successiva “In bagno in aeroporto”, in cui Tiziano scopre la fine di un amore (e quindi la vita), e le conseguenti, disilluse “Mia nonna”, “Eri come l’oro ora sei come loro”, “Chi non ha talento insegna”.
Un disco coraggioso, autobiografico ed emozionante, questo, vincente sul piano dei suoni: beat, r&b, chitarre, parti suonate che passano accanto all’elettronica, addirittura divagazioni jazz (in “Temple bar”). E che, dal punto di vista dei testi, mostra con chiarezza la crescita (umana e artistica) di un ragazzo che ha un sacco di cose da dire: “Sono convinto che essere trasparenti alla fine ripaga sempre anche se mi espongo di più agli attacchi della gente”, ha spiegato Ferro. E ha ragione.
(Paola Maraone)
TRACKLIST:
“Centoundici
“Xverso”
“Sere nere”
“Ti voglio bene”
“In bagno in aeroporto”
“Non me lo so spiegare”
“Mia nonna”
“10 piegamenti”
“Temple bar”
“Giugno ‘84”
“Eri come l’oro ora sei come loro”
“Chi non ha talento insegna”
“13 anni”
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