Concerti, Bruce Springsteen a San Siro, Milano: la diretta di Rockol

Ore 00.18 - Si finisce, inevitabilmente, sfoderando i grandi classici, e omaggiando, sugli schermi che fanno da sfondo al palco, il Big Man Clarence Clemons. Si susseguono tra gli altri "Hungry heart", "Bobby Jean", una torrenziale "Dancing in the dark", "Glory days" e - in chiusura - una… Leggi tutto

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Concerti, Bruce Springsteen a San Siro, Milano: la diretta di Rockol

Concerti, Bruce Springsteen a San Siro, Milano: la diretta di Rockol

Ore 00.18 - Si finisce, inevitabilmente, sfoderando i grandi classici, e omaggiando, sugli schermi che fanno da sfondo al palco, il Big Man Clarence Clemons. Si susseguono tra gli altri "Hungry heart", "Bobby Jean", una torrenziale "Dancing in the dark", "Glory days" e - in chiusura - una chilometrica rilettura di "Twist and shout" degli Isley Brothers. A qualche canzone dal termine, Springsteen crolla esausto sul palco, e Van Zandt lo risveglia strizzandogli una spugna in faccia. Ma quando il Boss chiama a sè (per ringraziarla) tutta la E Street Band vuol dire che è davvero finita.

Ore 23.30 - A "The rising" segue un'energica "Radio nowhere": si torna a "Wrecking ball" con "Land of hope and dreams" e "Rocky ground", per poi infilare una doppietta di super classici con "Born in the USA" e "Born to run".

Ore 22.40 - Si rimane sul repertorio nuovo, con "Jack of all trades", ma si rispolverano anche grandi classici: una "No surrender" molto sentita arriva prima di una coinvolgente "Shackled and drawn", che apre la pista a "Waitin' on a sunny day". Il Boss si siede da solo al piano per intonare "The promise", alla quale segue una "The river" attaccata con l'aiuto del solo Van Zandt.

Ore 21.30 - Una prima parte del concerto incentrata essenzialmente sul nuovo album, con in scaletta, tra le altre, la title track, "Death to my hometown", "My city of ruins", senza dimenticare il classico "Spirit in the night". La folla accoglie, commossa, i solo di Jake Clemons, ricordando "Big man".

Ore 20.40 - Con mezz'ora abbondante rispetto a quanto preventivato, si comincia. Un boato della folla accoglie il Boss e la E Street Band: con Bruce Springsteen, sul palco, ci sono Cindy Mizelle e Curtis King ai cori, Jake Clemons al sassofono, Clark Gayton al trombone, Curt Ramm alla tromba, Barry Danielian alla tromba, Eddie Manion al sax, Roy Bittan a piano e sintetizzatore, Nils Lofgren a chitarra e cori, Garry Tallent al basso, Steve Van Zandt a chitarre e cori, Max Weinberg alla batteria, Soozie Tyrell al violino e Charlie Giordano alle tastiere. L'attacco è tutto per "We take care of our own".

Ore 19.50 - Piccolo cambio di programma: il concerto inizierà probabilmente con un quarto d'ora di ritardo. Nel frattempo, ultima prova per l'impianto luci.

Ore 19.10 - Inizia a farsi massiccia la presenza del pubblico all'interno dello stadio Meazza: il parterre è quasi pieno, ed il secondo e terzo anello (quest'ultimo soprattutto nella parte frontale al palco) cominciano a riempirsi. La tabella oraria è stata rispettata alla perfezione: il concerto, come già annunciato, prenderà il via alle 20.

Ore 18.25 - La E Street Band è arrivata a San Siro. Steven Van Zandt ne approfitta per fare un giro nell'area riservata, accompagnato dall'amico James Gandolfini, il Tony dei Soprano.

Ore 17.50 - Non si segnalano criticità fuori dallo stadio Meazza di San Siro, dove continuano ad arrivare fan di Bruce Springsteen per la prima della branca italiana del tour in supporto a "Wrecking ball". L'affluenza è costante ma non frenetica. Alle ore 18, circa ventimila persone hanno già preso posto nella struttura meneghina, quasi tutte nel parterre: meno affollati sono gli spalti, in particolar modo nei settori riservati ai posti numerati. Ai botteghini la situazione è regolare, così come la viabilità nei dintorni di San Siro.

Ore 17.20 - "Odio fare interviste, perché le trovo estremamente noiose. Così ho deciso di dividere questa con un mio collega": a parlare è Jimmy Pallas, storico responsabile di produzione di Bruce Springsteen, ed il collega che lo accompagna nella veloce chiacchierata con Rockol nel backstage di San Siro è nientemeno che Sean Fox, direttore di palco di Bruce Springsteen. "Attenzione", avverte Jimmy, "Perché potremmo darti risposte completamente diverse". La sfida, a San Siro, è riuscire a restituire al pubblico una rese audio convincente: quali problemi si affrontano, dal punto di vista del tecnico audio, nel portare spettacoli come questo in stadio come il Meazza? "Non sono un fonico, però posso dire che ogni struttura ha una sua acustica particolare", comincia Sean: "Dipende molto dalle misure dello spazio, dalla presenza di coperture o dall'inclinazione degli spalti. Ogni posto è diverso". "La mia risposta è un po' più 'politica'", gli fa eco Jimmy: "La sfida, a San Siro, è riuscire a dare una buona resa audio anche al pubblico del secondo e terzo anello. Le volte scorse la resa era buona nel parterre ma sugli spalti, specie quelli laterali, la qualità era inferiore. Questa volta ci siamo attrezzati per dare anche al pubblico del secondo e del terzo anello una resa migliore: il segreto sono degli speaker appesi al soffitto i cui cavi non vengono fatti penzolare dal tetto. I cavi di alimentazione cadono direttamente dal punto di aggancio, in modo da non avere nessun ostacolo frontale alla diffusione del suono. Per il resto, i delay speaker montati all'altezza del mixer garantiscono una buona resa anche al pubblico sugli spalti direttamente frontali al palco. Credo davvero che, rispetto all'ultima volta che siamo passati da qui, questa volta la resa audio sia dieci volte migliore". Rispetto all'ultima volta c'è anche la novità della sezione fiati... "Già. Un compito non facile, perché quello che è venuto a mancare (il sassofonista Clarence Clemons, ndr), non era un musicista qualsiasi. Ma loro hanno un'ottimo impatto, e se la cavano davvero alla grande".

Ore 16.40 - Lo staff tecnico si prende un attimo di pausa, e il parterre comincia a riempirsi sul serio. Tra poco faremo quattro chiacchiere con Jimmy Pallas e Sean Fox, rispettivamente responsabile di produzione e direttore di palco di Bruce Springsteen.

Ore 15.50 - Pian piano si riempie anche il resto del prato. Lo staff del Boss è sempre al lavoro: dopo il backliner addetto alle chitarre, è ora il turno del linecheck per quello della batteria. Il tempo, per ora, tiene, e fuori dai cancelli non si segnalano particolari criticità.

Ore 15.00 - Mentre il pit si sta riempiendo definitivamente, lo staff ha aperto l'accesso anche al resto dell'area prato: sul palco i backliner continuano a darsi da fare, strumenti alla mano, così come proseguono i preparativi - anche i più banali - perché tutto sia pronto per le 20. Nel backstage i tecnici sono in piena attività.

Ore 14.00 - Si aprono i cancelli per l'area pit, i primi fan - i più tenaci, quelli presenti sin dalle prime ore della mattina nel parcheggio dello stadio Meazza, entrano nello spazio più vicino al palco.

Ore 13.50 - Mentre il pubblico aspetta impaziente l'apertura dei cancelli, prevista tra dieci minuti, all'interno dello stadio si stanno apportando gli ultimi ritocchi a macchina scenica, barriere di delimitazione delle aree e impianto audio. Il Boss e la sua band ancora, nel backstage, non si sono visti, ma lo staff, sul palco, si sta già dando da fare per testare la backline e gli strumenti (la riconoscete, la Telecaster nella foto?) in vista del live che inizierà - chiarisce l'organizzazione - alle 20 precise.

Ore 12.45 - Si accende  l'impianto, anche se per pochi minuti e a intermittenza: echeggiano anche all'esterno le note di "Spirit in the night": si tratta di una registrazione di un concerto precedente usata per testare l'audio. Non è previsto un soundcheck con la presenza di Springsteen.

Ore 9.40 - Davanti alle biglietterie - sistemate nello spazio adiancente all'ingresso numero 1 del Meazza - numerosi fan si sono radunati per conquistare l'ingresso nell'area pit, quella transennata e separata dal resto del parterre immediatamente antistante il palco. Il primo appello, fissato per le cinque di questa mattina, ha dato la sveglia alla comunità dei devoti del Boss accorsa alla prima italiana del tour di "Wrecking ball", che questa sera alle 20 in punto vedrà Bruce Springsteen e la E Street Band in azione nella Scala del Calcio italiana. Al momento non si segnalano particolari problemi di viabilità nei dintorni dello stadio: i piazzali davanti agli ingressi sono di fatto completamente sgombri, e - eccezion fatta per un manipolo di fedelissimi che, dotato di tenda igloo, sta presidiando l'ingresso numero 4, quello per il prato, per il resto nei dintorni del perimetro di aggirano solo stewart e i primi contingenti di forze dell'ordine arrivati sul posto. I bagarini ci sono e sono già piuttosto agguerriti.

Ore 08.00 - Inizierà tra poche ore dallo stadio Meazza di San Siro, a Milano, la diretta di Rockol che seguirà - minuto per minuto, canzone dopo canzone - il debutto italiano del "Wrecking ball tour" di Bruce Springsteen: il Boss, accompagnato dalla sua E Street Band, porterà sul palco della Scala del Calcio i brani estratti dal suo nuovo album ("Il disco più arrabbiato e politico che abbia mai registrato"), senza dimenticare i cavalli di battaglia estratti dal suo repertorio. A spalleggiarlo, sotto i riflettori, una "E Street Band più in forma che mai", orfana di Big Man, Clarence Clemons, scomparso esattamente un anno fa ma destinato a rivivere nelle note prodotte da una sezione fiati nella quale milita anche suo nipote Jake.

E mentre i fan più fedeli sono assiepati già da qualche ora di fronte ai cancelli della struttura - l'appello per il sorteggio per l'area pit, quella immediatamente antistante il palco, sta iniziando proprio in questi minuti - lo staff di tecnici sta iniziando ad attivarsi per mettere in modo la macchina scenica in vista dello show di questa sera. Rimanete sintonizzati (anche sul nostro canale Twitter, twitter.com/#!/rockolpoprock): aggiornamenti in arrivo...

 

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