Una chiacchierata con Massimo Bonelli (Parte 1)

La prima parte della videoconversazione tra Massimo Bonelli e Franco Zanetti su Sanremo Giovani e Area Sanremo

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I migliori chitarristi hard rock degli anni '80
I migliori chitarristi hard rock degli anni '80
Chi sono i “Big 4” tra i chitarristi hard rock degli anni ‘80? È un compito arduo scegliere il meglio del meglio di un decennio caratterizzato da un virtuosismo tecnico sbalorditivo. Ultimate Classic Rock ci ha provato, e la sua graduatoria sta facendo discutere: non include Eddie Van Halen. “Abbiamo limitato le nostre scelte ai chitarristi che hanno debuttato negli anni ‘80 e, poiché i Van Halen hanno pubblicato il loro album di debutto nel 1978, il loro chitarrista omonimo è purtroppo squalificato”, specifica il giornalista Bryan Rolli. Le scelte si basano su abilità tecnica, abilità compositiva e produzione complessiva. Ti aspettavi altri chitarristi in classifica o sei d’accordo con la selezione? Parliamone nei commenti! #hardrock #joesatriani #guitarsolo #vanhalen #stevevai #ozzyosbourne
I Litfiba in 10 canzoni
I Litfiba in 10 canzoni
I Litfiba hanno definito un linguaggio capace di unire rock e impegno, riportando in musica tutta la loro forza espressiva attraverso un suono ruvido, politico, mescolando new wave, rock mediterraneo, punk e teatralità in un’identità unica e immediatamente riconoscibile. Ripercorriamo la loro musica attraverso i videoclip di 10 brani importanti della band, più una traccia bonus, il nuovo singolo “17 Re”. A giugno parte il “Quarant’anni di 17 Re - Tour 2026” che vedrà i Litfiba impegnati in giro per l’Italia con la formazione originale: Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi, Gianni Maroccolo. Non c’è occasione migliore per saltare sotto palco, a quale data ci vediamo? Scrivicelo nei commenti! I biglietti sono disponibili su @mc2live.it , Vivaticket e circuiti autorizzati. Rockol è media partner del tour. @litfibaofficial @pieropelufficiale @ghigo_renzulli #litfiba #pieropelù #diablo #reginadicuori #rock #rockitaliano
Jack White in 10 canzoni
Jack White in 10 canzoni
Jack White è uno di quegli artisti che sembrano arrivare da un’altra epoca e allo stesso tempo dal futuro. È chitarrista, cantante, produttore, autore, tappezziere, artista, collezionista ossessivo di vinili, imprenditore musicale e soprattutto uno dei grandi “curatori del caos” del rock moderno. Per molti è “quello dei White Stripes” o, peggio, “quello della canzone dei mondiali di calcio del 2006”, ma in realtà la sua carriera è un continuo cambiare pelle: lo dimostrano le partecipazioni ai supergruppi come i Dead Weather e i Racounters, e le collaborazioni con artisti del calibro di Alicia Keys e Beyoncé. Abbiamo selezionato per voi 10 brani che ripercorrono le tante vite di questo artista. Qual è la tua canzone preferita di Jack White? Scrivila nei commenti! #jackwhite #whitestripes #theracounters #thedeadweather #aliciakeys #sevennationarmy @officialjackwhite 1 g
La nuova coppia di fratelli inglesi
La nuova coppia di fratelli inglesi
Attenzione a questa band originaria del Devon, perché sembra sul punto di decollare. Sono un quartetto indie rock fondato da due fratelli sin da piccoli immersi nella musica tradizionale irlandese e della Seattle degli anni ‘90. Voce graffiata, distorsioni e grande intensità emotiva. Molti li accostano ai Fontaines DC e ai Wunderhorse, ma c’è abbastanza sostanza per non fermarsi ai soliti paragoni facili. La band inizia a farsi notare nel 2023 grazie a una serie di concerti che generano un gran passaparola nel circuito underground londinese. Vanno a caccia di slot da opening act e costruiscono la loro reputazione comparendo in festival dedicati agli emergenti e ritagliandosi il proprio spazio. La svolta arriva con il manager Callum Smith, che segue anche i Wolf Alice. Sotto la sua guida, nel 2024 suonano ad Hyde Park in apertura ai Kings of Leon e nel 2025 pubblicano finalmente il loro EP di debutto, intitolato “Siren”: cinque tracce post-grunge, una più bella dell’altra, che traghettano la band verso il primo tour europeo, già tutto sold out. Stiamo parlando dei Keo. Ne avevi mai sentito parlare? A cura di @umbe_ombra #keo #grunge #postgrunge #ep #album #tour #newmusic #newband
"Industry plant" in due minuti
"Industry plant" in due minuti
Esiste davvero una formula per creare il successo di una band? Se ne parla dopo il caso Geese e del dibattito sugli “industry plant”, le cosiddette band create “a tavolino”. Ma la verità è meno scandalosa di quanto sembri: il marketing nella musica c’è sempre stato. Dal manager di Elvis, il colonnello Parker, fino alle strategie digitali di oggi. Cambiano gli strumenti, ma la sostanza resta la stessa: senza canzoni forti e una storia che coinvolge, nessuna strategia di marketing regge e la band creata “a tavolino” deve prima o poi superare la prova del tempo. Forse quindi la domanda giusta è: questi artisti funzionano? La loro musica ci trasmette qualcosa? Tu che ne pensi? Parliamone nei commenti! Riflessione a cura di @giannisibilla #geese #industryplant #music #livemusic #band #rock
I 100 migliori cantanti di tutti i tempi
I 100 migliori cantanti di tutti i tempi
Il meglio e il peggio, è un gioco vecchio come il mondo, fonte di infinite e (per la maggior parte delle volte) divertenti discussioni.  Consequence.net ci ha provato con i cantanti, redigendo la Top 100 dei migliori vocalist di tutti i tempi. "Per stilare la nostra classifica dei 100 migliori cantanti di tutti i tempi, abbiamo interpellato oltre 50 musicisti, tra questi Steve Stevens, Samia, Blondshell, Kneecap, Randy Blythe, Mike Patton e Linda Perry, e molti altri ancora. Dopo aver assemblato i risultati dei sondaggi per creare la base della classifica, il nostro staff ha aggiunto ulteriori nomi, perlopiù storici, per completare il quadro. La classifica finale rappresenta una prospettiva selezionata tra le centinaia di nomi che sono stati candidati." Queste le parole del redattore capo della testata, Wren Graves. Nel video abbiamo inserito i migliori dieci cantanti a parere di Consequence, mentre per vedere l'elenco completo cliccate al link in bio. Si può essere più o meno d'accordo con le scelte... ma questo fa parte del gioco. Chi metteresti nella top 3? Scrivicelo nei commenti! #top10 #vocalist #michaeljackson #robertplant #freddiemercury #consequence #beyonce #ellafitzgerald #arethafranklin
Le “avvelenate” canzoni contro l’industria musicale
Le “avvelenate” canzoni contro l’industria musicale
Reference ep.14 - Le “avvelenate” canzoni contro l’industria musicale Nuova puntata della rubrica a cura di @claudiocabona in cui, con riferimenti ad album, artisti, singoli e concerti, andremo a raccontare l’oggi sfruttando le reference del passato. C’è una lunga tradizione di canzoni che mettono sotto accusa l’industria musicale. Da @gucciniofficial con “L’avvelenata”, fino alle voci di oggi, il filo continua. Nel nuovo disco di @fabri_fibra “Mentre Los Angeles brucia”, il brano di apertura riporta quella tensione nel presente, mentre artisti come @sonolamadame, @nayt e @thetruegemitaiz raccontano senza filtri le contraddizioni del sistema: denaro, dinamiche tossiche, ipocrisia dell’industria, perdita del rapporto autentico con i fan. C’è chi, come @lebonwski aveva già messo in scena una caricatura lucidissima dell’industria attraverso “Mr. Thunder”, e chi, come @giorgia e @tizianoferro in “Superstar”, osserva cosa succede dopo: quando il successo diventa consumo. Il filo conduttore? Non è solo la critica al sistema, ma la consapevolezza di farne parte e di conviverci, cercando di portare avanti la propria arte. #guccini #industria #protesta #salmo #nayt #madame #giorgia #fabrifibra #tizianoferro #gemitaiz #reel
I Cranberries in 10 canzoni
I Cranberries in 10 canzoni
I The Cranberries hanno definito il suono alternative degli anni ’90 mescolando melodie pop, atmosfere sognanti e sensibilità rock, guidati dalla voce intensa e riconoscibile di Dolores O’Riordan. Il loro debutto “Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?” è diventato un classico globale, capace di trasformare una band partita da una piccola città irlandese in un fenomeno internazionale grazie a brani come “Dreams” e “Linger”. A oltre trent’anni di distanza, il prossimo 22 maggio, Island/Ume pubblicherà la speciale Deluxe Edition dell’album che ne rinnova l’ascolto: nuovi mix stereo firmati ancora da Stephen Street, note di copertina approfondite e una serie di riletture contemporanee, tra cui le versioni in spagnolo di “Linger” e “Dreams” reinterpretate rispettivamente da BRATTY e AnaSof, che spostano l’immaginario del disco verso nuove sensibilità sonore. Rockol ha selezionato 10 canzoni da ascoltare per riscoprire i Cranberries. Qual è la tua preferita? Scrivicela nei commenti! Il preorder al link in bio
10 riff più suonati nei negozi di chitarre
10 riff più suonati nei negozi di chitarre
C’è una famosa scena in “Wayne’s World”, commedia degli anni ’90 che in Italia venne tradotta con l’improbabile titolo di “Fusi di testa”, in cui in un negozio di strumenti è vietato suonare “Stairway to Heaven” per testare una chitarra. Sorpresa: il classico degli Led Zeppelin non è tra quelli più suonati nello stesso contesto, oggi: lo rivela la catena Guitar Center - che si autodefinisce “The world’s largest musical instruments store” e che ha raccolto i risultati di un sondaggio interno condotto per individuare i brani più eseguiti dai clienti. Colpiscono anche le assenze: nessun brano di Jimi Hendrix, ma neanche nessun altro gruppo dell’era grunge oltre ai Nirvana. Ecco quindi i 10 riff più suonati nei negozi Guitar Center. Quale di questi riff vorresti suonare all’infinito? Scrivilo nei commenti! #riff #rock #nirvana #metallica #gunsnroses #guitar
Quando gli Eurythmics chiesero un prestito da 5000 sterline
Quando gli Eurythmics chiesero un prestito da 5000 sterline
Prima di diventare iconici, gli Eurythmics sono praticamente al verde. Dopo il flop del primo album, Annie Lennox e David Stewart si trovano senza budget, e l’industria non vuole più scommettere su di loro. Non hanno più nulla. Solo un’idea, sulla quale puntano tutto. Pensano ad una cosa folle: chiedere 5.000 sterline in banca per finanziare il nuovo disco. Una cifra che oggi non ci sembra enorme, ma che negli anni ’80 era una scommessa totale. Un giovane dirigente crede in loro, e il disco si fa. Quel disco è “Sweet Dreams (Are Made of This)”. Il resto è storia: il singolo apre la strada al successo, l’album esplode, il duo è famoso in tutto il mondo. A volte la differenza tra fallire e dare una svolta è quanto si è disposti a rischiare. #Eurythmics #sweetdreams #pop #80s #album
Le 10 migliori "drinking song" rock
Le 10 migliori "drinking song" rock
Uno studio ha confermato che gli AC/DC sono la band più ascoltata per quanto riguarda le “drinking song”. Secondo quanto ripreso da "Ultimate Classic Rock", la band australiana è presente con cinque brani nella graduatoria stilata dallo studio condotto dal rivenditore di whisky Flask & Barrel. Per questo studio sono state analizzate le playlist di Spotify che nei loro titoli facevano riferimento al bere o alle feste. Ne sono state trovate poco più di 23.400, e le tracce raccolte sono poi state separate in base a vari tipi di musica. "Thunderstruck" è risultata la migliore tra le canzoni rock. Nei primi dieci posti ci sono anche "Sweet Home Alabama" dei Lynyrd Skynyrd, "Hotel California" degli Eagles, "Fortunate Son" dei Creedence Clearwater Revival, "Dreams" dei Fleetwood Mac, "Don't Stop Believin'" dei Journey e "Africa" dei Toto. Quale brano rock ascolti quando fai festa? Scrivicelo nei commenti! #rock #festa #acdc #top10 #fleetwoodmac #journey
La musica ha un problema con l’intelligenza artificiale. Crediamo di saper distinguere un brano umano da uno artificiale, ma uno studio di Deezer ha svelato che il 97% dei partecipanti non è stato in grado di farlo. Addirittura, ogni giorno su Deezer vengono caricati 50mila brani generati dall’AI, circa il 34% del totale. Sempre lo scorso anno diversi “artisti” creati con l’AI hanno fatto scalpore: Velvet Sundown, Bleeding Verse, Sienna Rose: tentativi goffi di emulazione di artisti esistenti che, però, raggiungono ascolti da capogiro. Condannare l’AI a priori, però, è ingenuo e rischia di collocarci fuori dalla storia. Bisogna partire da un uso consapevole e regolamentato. In Italia una legge del 2025 che regola l’uso dell’AI ha chiarito due punti: l’obbligo di trasparenza e un uso limitato al semplice supporto. Anche le piattaforme si stanno muovendo: Deezer ha imposto la segnalazione dei contenuti realizzati con AI, mentre Bandcamp è stata la prima a bandirli del tutto.
A seguito dell’arrivo di “It’s never over”, il documentario sulla vita di Jeff Buckley che aveva debuttato la scorsa estate nei cinema statunitensi, il 13 febbraio viene ripubblicato anche “Live at Sin-é”. L’iconico - non è un’esagerazione - EP di debutto del cantautore venne pubblicato nel 1993: conteneva quattro brani , due originali e due cover, registrati per voce e chitarra in un café newyorchese dove Jeff suonava regolarmente, e dove inizialmente si fece notare da pubblico e discografici. La nuova è stata ampliata in un cofanetto rigido che contiene quattro vinili con altrettante copertine progettate individualmente, un libretto con note di copertina e foto a colori e versioni live di brani iconici come “Grace”, “Last Goodbye” e “Hallelujah” di Leonard Cohen”, che riprendono la versione “Legacy edition” espansa e pubblicata su doppio CD nel 2003. Anche la nuova versione uscirà su CD. Un mese dopo 16, 17, 18 marzo, arriverà anche nei cinema italiani il documentario, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg, e co-prodotto da Brad Pitt. “Non ricordo un periodo della mia vita in cui non pensassi di fare un film su Jeff Buckley”, ha raccontato Berg. Per realizzare il primo film autorizzato della vita di Jeff, Berg ha utilizzato filmati d’archivio, oltre a nuove interviste con la sua famiglia e con chi lo ha frequentato.
“Ciò che deve accadere, accade”. Nella Casa della Cultura e della Memoria di Marzabotto, teatro di una tristemente nota strage nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi luogo intriso di ricordi, dolore e sacralità, tra le rocce dell’Appennino e l’acqua gelida del Reno, viene riavvolto il nastro di quasi trent’anni: è qui che i CSI annunciano il loro ritorno. Sui pannelli che svelano la reunion solo due parole: “In viaggio”, il titolo di una loro canzone e di uno stato d’animo. Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Giorgio Canali, Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco, figli di quelle terre tra l’Emilia-Romagna e la Toscana, “cresciuti sulla Linea Gotica” come ripete Ferretti, si guardano negli occhi con stupore. E ricordano: “L’essenziale è composto dalle cose che accadono.”
Lo scorso 25 gennaio, dallo Stadio Nazionale del Perù, a Lima, ha preso il via il tour 2026 dei My Chemical Romance, che passerà anche dall’Italia per un’unica data il prossimo 15 luglio 2026 alla Visarno Arena di Firenze. La nuova produzione riprende e rielabora l’immaginario narrativo legato a “The Black Parade”, l’album iconico del gruppo che quest’anno compie vent’anni, collocando la band in una scenografia che richiama un’istituzione ambigua, a metà tra carcere e ospedale psichiatrico. Il momento più scioccante e che ha attirato maggiormente l’attenzione è arrivato a metà serata, sulla ripresa di “The end” in una nuova versione più melodica, affidata soltanto a pianoforte e violino. Stando alla descrizione di “Loudwire” e visti i video, in questo passaggio intenso, il personaggio noto come The Clerk è apparso legato a un letto d’ospedale, dopo essere stato presentato come una figura apparentemente in sintonia con la band per tutta la serata, a differenza del tour del 2025, quando, come parte della storia, “uccideva” il frontman Gerard Way ogni sera. Il primo concerto del 2026 ha ribaltato completamente la situazione, con il frontman che è saltato sopra il letto d’ospedale, pugnalando The Clerk mentre il sangue schizzava dal suo corpo. Il cantante ha poi estratto alcune delle viscere di The Clerk, mentre partiva una registrazione del brano “Blood”, regalando una performance sopra le righe, tra teatralità macabra e gesti estremi, che conferma la volontà del gruppo di spingere ancora una volta sul lato più disturbante e provocatorio dell’universo di “The Black Parade”. Racconto e scaletta completa sono al LINK IN BIO! #mychemicalromance #live #concerti
Gianni Sibilla ha ascoltato in anteprima per Rockol le canzoni di Sanremo 2026 e le prime impressioni non sono entusiasmanti. Il primo ascolto racconta un Festival molto tradizionale e nostalgico: tante ballad, voce-piano-orchestra, qualche tentativo di minimalismo che però a Sanremo resta sempre un minimalismo “relativo”. C’è nostalgia nei testi, ma anche nostalgia sonora: pop che guarda indietro, generi diversi (rock, rap, country) che arrivano sul palco normalizzati e popizzati. I colori? Più sbiaditi che esplosivi. L’unico vero segno di contemporaneità è la caccia al meme e alla viralità, con artisti che provano a replicare formule già viste. Qualcosa però si salva: buone interpretazioni, un cantautorato solido, qualche rap ben arrangiato, una traccia elettronica davvero interessante che osa di più. Come sempre, però, sarà il palco a dire l’ultima parola: la messa in scena televisiva può cambiare tutto.
Nel 2017, la 59esima edizione dei Grammy Awards ha regalato una delle collaborazioni live più improbabili nella storia dei premi. Per alcuni, lunghi secondi, però, tutto sembrava sul punto di deragliare. Eppure quella performance, che ha visto sul palco insieme i Metallica con Lady Gaga, era nata nel modo più informale e amichevole possibile. Con l’avvicinarsi della cerimonia della 68esima edizione dei Grammy, in proramma l’1 febbraio prossimo presso la Crypto.com Arena di Los Angeles, ripercorriamo la storia del duetto tra i Four Horsemen e la popstar di “Bad romance” su “Moth into flame”, singolo dal decimo album in studio della band heavy metal del 2016, “Hardwired... to self-destruct”. Visti i problemi del live, con il permesso dei Grammy e della CBS, entrambi gli artisti hanno potuto caricare online sia la versione delle prove, priva di difficoltà tecniche, sia una versione “corretta” dell’esibizione originale, nella quale l’audio del banco di registrazione è stato mixato con quello della trasmissione televisiva.
C’è una band che ha svegliato i boomer dal letargo musicale. E sì: il 2026 potrebbe davvero essere l’anno dei Geese. Dopo un 2025 già segnato dal successo di “Getting Killed”, i Geese hanno dimostrato che il rock può ancora parlare a tutte le generazioni. Gen Z, ma presi sul serio dai cultori più ortodossi. Originali senza nostalgia, capaci di mescolare hard rock, post-punk, noise e libertà quasi free-jazz. C’è chi li ha chiamati “gli eredi spirituali di Nick Cave” (con tanto di benedizione implicita) e chi, come Cillian Murphy, li ha già messi tra i propri ascolti fissi. Ora però arriva il momento della consacrazione: il 24 gennaio saranno ospiti del Saturday Night Live, in diretta sulla NBC. Poi un tour mondiale: 44 date in 8 mesi, quasi tutte sold out, con chiusura al Troxy di Londra. Niente Italia per ora, ma se il percorso è questo, viene da pensare che presto toccherà anche a noi. Perché siamo solo all’inizio e probabilmente lo diremo ancora: questo è l’anno dei Geese.
È stato riscoperto dai giovanissimi grazie a “Stranger Things”, che ha (ri)portato “When doves cry” e “Purple rain” in testa alle classifiche con milioni di streams a livello mondiale. Ma “Purple rain”, l’album capolavoro di Prince, non è mai stato davvero solo un disco del passato: è da oltre quarant’anni uno dei dischi più amati e venerati del repertorio del folletto di Minneapolis, scomparso nel 2016. Pubblicato nel 1984 come colonna sonora dell’omonimo film, “Purple rain” ha ridefinito i confini tra pop, rock, funk e soul, vendendo oltre 25 milioni di copie a livello mondiale e consacrando Prince come un’icona generazionale. Eppure a distanza di quarantadue anni dalla sua uscita l’album continua ad essere avvolto da una serie di misteri: scelte radicali, ripensamenti, versioni cancellate, significati mai spiegati davvero. Ecco allora cinque curiosità rarissime - di quelle che quasi nessuno racconta - che si nascondono dietro alla genesi di “Purple rain” e al mito di Prince.
Uno è il cantautore più popolare degli ultimi anni, l’altro è un batterista e leader di una band rock per eccellenza, l’altro ancora è un chitarrista pop-rock che ha pure suonato con gli eredi dei Grateful Dead: cosa c’entra Ed Sheeran con Dave Grohl e John Mayer? I tre hanno suonato assieme a Jimmy Kimmel Live! mercoledì sera per eseguire “Drive”, il brano incluso nella colonna sonora del film F1: The Movie. Sul palco con lui una formazione d’eccezione: il bassista Pino Palladino, oltre a Blake Slatkin e Rami Jaffee (Foo Fighters). Il gruppo aveva inciso la versione in studio della canzone con Grohl alla batteria, Mayer e Slatkin alle chitarre, Palladino al basso e Jaffee alle tastiere. Kimmel in questo periodo sta ospitando performance di canzoni incluse nei film, come quella del trio EJAE, Rei Ami e Audrey Nuna e la loro “Golden” da KPop Demon Hunters.
Verdena, Margherita Vicario, Daniela Pes, Lamante, Daniele Silvestri, Diodato, Calibro35, BSBE, Santi Francesi e tanti altri sono gli artisti premiati da Rockol che nel tempo hanno calcato il palco dei Rockol Awards regalandoci delle esibizioni esclusive, preziose, a noi molto care. Tutto questo durante la manifestazione targata Rockol che ogni anno premia i migliori dischi, concerti e artisti dell’anno appena trascorso. Oltre ai nostri premi speciali ci sono i premi votati dal pubblico. È ancora possibile infatti votare per eleggere i vincitori dei Rockol Awards 2025 nelle categorie Miglior Album italiano e Migliore Live italiano. Le votazioni sono aperte fino alle 10.00 del 18 gennaio 2026. L’evento conclusivo dei Rockol Awards 2025 si terrà la sera del 29 gennaio 2026 presso Santeria Toscana 31, a Milano. Alla serata parteciperanno e suoneranno diversi artisti, che saranno annunciati nei prossimi giorni insieme ai Premi Speciali.
Levante, Afterhours, Brunori Sas, Capossela, Dardust, Fulminacci, i FASK e tanti altri sono gli artisti premiati da Rockol che nel tempo hanno calcato il palco dei Rockol Awards regalandoci delle esibizioni esclusive, preziose, a noi molto care. Tutto questo durante la manifestazione targata Rockol che ogni anno premia i migliori dischi, concerti e artisti dell’anno appena trascorso. Oltre ai nostri premi speciali ci sono i premi votati dal pubblico. È ancora possibile infatti votare per eleggere i vincitori dei Rockol Awards 2025 nelle categorie Miglior Album italiano e Migliore Live italiano. Le votazioni sono aperte fino alle 10.00 del 18 gennaio 2026. L’evento conclusivo dei Rockol Awards 2025 si terrà la sera del 29 gennaio 2026 presso Santeria Toscana 31, a Milano. Alla serata parteciperanno e suoneranno diversi artisti, che saranno annunciati nei prossimi giorni insieme ai Premi Speciali.
A quanto pare rock e metal sono di nuovo il big deal della musica dal vivo. A dirlo sono i report di Live Nation che affermano che “l’heavy rock e il metal sono più grandi che mai”. Nel mercato USA gli show in ambito rock sono aumentati del 14% rispetto all’anno precedente e che il metal rappresenta ora il 13% di tutti i concerti negli stadi e nelle arene a livello globale. Ci sono molte band relativamente giovani che stanno spingendo questa crescita: Bring Me The Horizon, Bad Omens, Sleep Token, Ghost e Turnstile stanno registrando numeri importanti e in costante aumento. Accanto a questi, non mancano i nomi più istituzionali che continuano a trainare il circuito: Korn, Deftones, Linkin Park, Slipknot e Iron Maiden sono menzionati come “pilastri” nei cartelloni dei festival, mentre System Of a Down e My Chemical Romance hanno in programma due dei tour più imponenti mai visti nel genere. Anche i festival metal sono in crescita: Rockville e Aftershock in America, e Hellfest, Rock Am Ring e Rock Im Park in Europa. Possiamo quindi prepararci a un 2026 con le chitarre nuovamente protagoniste e, chissà, la nascita di nuove band cult.
“Rompi il silenzio”: musica e salute mentale - Luca Daher (Managing Director Believe Italy)
“Rompi il silenzio”: musica e salute mentale - Luca Daher (Managing Director Believe Italy)
Negli ultimi anni, il tema della salute mentale è diventato uno dei più dibattuti, anche nel settore musicale, grazie soprattutto alle iniziative intraprese da artisti e operatori del settore, tra cui Rockol. Infatti, nell’ambito della Milano Music Week, da tre anni a questa parte, Rockol ha organizzato una serie di incontri con addetti ai lavori e artisti per confrontarsi su questa importante tematica. Il secondo ospite di questa edizione, intervistato da Gianni Sibilla, è Luca Daher, Managing Director di Believe Italy. Questo contenuto fa parte della campagna di sensibilizzazione di Rockol sulla salute mentale: “Rompi il silenzio” - La salute mentale nell’industria musicale italiana. Un ringraziamento particolare a Believe per la collaborazione.

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