«SERVING THE SERVANT - Danny Goldberg» la recensione di Rockol

Danny Goldberg - SERVING THE SERVANT - la recensione

Recensione del 18 apr 2019 a cura di Franco Zanetti

HarperCollins, 340 pagine, 19 euro

Voto 6/10

La recensione

Più di dieci anni fa ero alle prese con uno dei libri più faticosi che mi sia mai capitato di dover tradurre (uscì in italiano con il titolo “Nirvana – La vera storia”, ed era stato scritto dal giornalista musicale inglese Everett True). La frase di lancio del libro era “Le persone di potere non potranno mai sperare di capire i Nirvana”. Danny Goldberg è ed è stato una persona di potere, nella discografia (e non solo), ed ha avuto un rapporto di prima mano con i Nirvana, dei quali è stato manager dal 1990 al 1994. La sua è stata una posizione privilegiata, quindi, dalla quale poter raccontare Kurt Cobain. E lo ha fatto, a suo modo; con un misto di paternalismo, protagonismo e opportunismo (non sfuggirà la coincidenza della pubblicazione con il venticinquennale della morte di Cobain). Fa un po’ specie, nelle ultime pagine, leggere che Goldberg “per riempire i vuoti della sua memoria” si è affidato a una ventina di libri già pubblicati da altri autori; se qualcosa poteva interessarci, da una persona che ha frequentato Cobain molto da vicino, era un ritratto intimo, non una ricostruzione biografica.
Il risultato, intendiamoci, non è sgradevole, anzi; si legge agilmente (anche perché non approfondisce granché, rimane piuttosto in superficie) e velocemente, ma alla fine lascia la sensazione di non aver imparato molto sulla vita e sulla morte di Cobain. Sicché, la frase di Cameron Crowe che serve a promuovere il libro, ed è riportata in copertina – “Goldberg ci regala un emozionante ritratto di Cobain, suo intimo amico che, nonostante se ne sia andato troppo presto, è ancora vivo in ogni pagina di quest’opera straordinaria” – mi sembra abbondantemente esagerata. Ma lui, Crowe, ha diretto “Almost famous”: e chi sono io per dargli torto?

Franco Zanetti

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