«IL SUONO DEL SECOLO - Stefano Mannucci» la recensione di Rockol

Stefano Mannucci - IL SUONO DEL SECOLO - la recensione

Recensione del 30 ott 2017 a cura di Franco Zanetti

Mursia, 460 pagine, 18 euro

La recensione

Ho già avuto modo di discutere con l’autore, che è un collega e un amico, su un punto nodale, quello sollevato dal sottotitolo del suo libro.

“Quando il rock ha fatto la storia”, c’è scritto sulla copertina. Ecco, il mio parere, del tutto personale, è che il rock non ha mai fatto la storia. E lo dico non per sminuire l’assunto da cui è partito Mannucci, né tantomeno per mettere in dubbio la validità del suo lavoro – del quale dirò più avanti. Ma perché sono davvero convinto che la musica non abbia, e non abbia mai avuto, la capacità di influire in maniera determinante sugli eventi storici; nemmeno l’avvento dei Beatles (lo dico da studioso del gruppo di Liverpool), secondo me, è stato in grado di determinare l’andamento della storia – o almeno non l’ha avuta la musica dei Beatles, mentre sono più possibilista nel considerare importante l’impatto sociale del fenomeno globale della Beatlemania. Quindi, quando Mannucci, nell’appassionata introduzione, scrive che il rock è stato “una forza capace di spostare la Terra dalla propria orbita, almeno nei momenti migliori”, sorrido della poetica iperbole.

A mio avviso la musica ha, nei migliori dei casi, rispecchiato, a volte anche anticipato, spesso commentato le svolte delle vicende mondiali; ma non le ha condizionate né determinate. Noi, che di musica ci occupiamo per mestiere e per passione, abbiamo la maledetta tendenza a pensare che gli eventi che hanno segnato la storia della musica siano stati epocali: ma lo sono stati per noi che di musica e nella musica viviamo (Woodstock! L’avvento del punk! Il Live Aid!), sicuramente non per la maggioranza della popolazione mondiale.

Ciò detto, il libro di Mannucci è un ottimo lavoro, perché la competenza dell’autore è innegabile e la sua capacità di narrare indiscutibile.

Ed è davvero interessante leggerlo raccontare di Robert Johnson e di Bono, di Bob Dylan e Frank Sinatra, di Leonard Cohen e dei Sex Pistols, e di decine se non centinaia di altri grandi nomi della musica, con un bel linguaggio da romanzo e con la doverosa fedeltà alla cronaca, e con l’encomiabile intenzione di contestualizzare storicamente ciò che narra. Ecco: direi che “Il suono del secolo” è raccomandabilissimo a chi di libri di storia della musica non ne ha mai letti, o non ne legge per abitudine, perché vi troverà delle storie bellissime, che probabilmente non conosceva prima e che arricchiranno la sua conoscenza dopo che le avrà lette.

Franco Zanetti

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