«VERSO SUD - Negrita» la recensione di Rockol

Negrita - VERSO SUD - la recensione

Recensione del 16 gen 2007

La recensione

Certe volte il peso della routine quotidiana può essere paragonato a quello di un enorme masso sul petto. Oppure più semplicemente ad una gabbia. Così, appena si ha la possibilità, si cerca di staccare, di preparare le valigie e cambiare aria per qualche tempo. Per i comuni mortali la gita fuori porta non è solitamente in un luogo poi così lontano, per una rock band l’occasione può essere un invito da parte degli Istituti Italiani di Cultura del Sud America per un tour di cinque tappe tra Brasile, Uruguay, Cile e Argentina. Così è capitato ai Negrita che, nell’aprile del 2004, colgono la palla al balzo e partono per questo viaggio sudamericano, anche allo scopo di “ricaricare le pile” e trovare nuovi spunti per il loro futuro album “L’uomo sogna di volare”.
“Verso sud” è il titolo del doppio DVD (film-documentario + concerto) girato da Paolo Soravia per testimoniare i luoghi, gli umori, i sapori e la musica di questo viaggio della band aretina.
Dopo lo scalo all’aeroporto di San Paolo, l’avventura prende il via da Santiago del Cile e dal mercato di Valparaiso, proseguendo poi per Buenos Aires ed il quartiere popolare de La Boca dove Pau e soci si divertono a giocare a calcio con i ninos. La truppa, che oltre ai quattro musicisti comprende il produttore Fabrizio Barbacci, il regista, il fonico e il tecnico luci, si trasferisce prima a Cordoba e poi a Montevideo, la capitale dell’Uruguay, dove tutto si svolge all’interno del Radisson Hotel, in un luogo e davanti ad un pubblico non proprio consoni ad un concerto rock.
Salvador de Bahia in Brasile è la tappa successiva, caratterizzata dall’incontro con un omosessuale che si fa chiamare Michelle Pfeiffer, dagli studi di Carlinhos Brown in una favela della città e la collaborazione con il percussionista Peu Merray.
Infine l’ultima tappa dell’avventura sudamericana è Rio De Janeiro. Qui i Negrita, oltre a tenere i concerti prestabiliti registrano alcune delle canzoni che andranno a formare la tracklist de “L’uomo sogna di volare” e incontrano il rapper Gabriel O Pensador (che incide con loro una parte di “Sale”). Ma si sa, anche i viaggi più belli hanno sempre un termine e la band torna ad Arezzo dove però scrive ed incide altri brani per il disco, influenzata dalle sonorità e dalle atmosfere assorbite nel viaggio, decidendo poi di ripartire con un furgone alla volta dell’Andalusia prima e di Figueres poi, dove finalmente si conclude il parto de “L’uomo sogna di volare”.
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