TOURING BAND

Epic (DVD)

Si può fare un bootleg in DVD? Oppure la tecnologia raffinata del nuovo supporto tecnologico è per definizione in contrasto con l’estetica rozza ma affascinante della registrazione semi-illegale? Ci volevano i Pearl Jam per mettere d’accordo due estetiche apparentemente così lontane. Un’operazione, per certi versi simile, ampiamente riuscita, era stata fatta con la serie dei 70 e oltre “bootleg officiali” in CD tratti da ogni concerto del tour 2000. Questo DVD “Touring band” ne è la logica prosecuzione in formato visivo. Messa così, la cosa poteva sembrare semplice. Invece era tutt’altro che scontato: perché la registrazione audio, paradossalmente non comporta grandissimi problemi: una volta stabilita una soglia minima di accettabilità del suono, l’ascoltatore, sapendo che si tratta di un “Bootleg ufficiale” si adatta. E i diversi volumi estratti dal tour, quasi a sostenere questa scelta, avevano un suono sempre almeno buono, ma molto diverso da caso a caso. In un supporto audiovisivo entra in gioco non solo la regia audio, ma anche quella video. E i video bootleg solitamente sono ripresi con un telecamerina che ondeggia in mezzo al pubblico. Ovviamente una soluzione del genere non sarebbe stata accettabile per un bootleg ufficiale. Così i PJ hanno risolto la questione affidando le riprese ad un paio di roadie e collaboratori, rimontandole poi in seguito con una vera regia. Risultato: le immagini non sono perfette, ma sono ben gestite, mantenendo l’aspetto da prodotto semi amatoriale che il “bootleg ufficiale” richiede. Insomma, lo spirito del progetto è stato rispettato, ma anche le caratteristiche di qualità minime perché uno sborsi i soldini per comprarlo. La scelta che lascia qualche dubbio, semmai, è quella di riprendere non un vero e proprio concerto, ma di assemblare diverse performance da concerti del tour americano. Nelle 28 canzoni ci sono buona parte dei classici del repertorio, mancano le “chicche” con cui i PJ hanno spesso condito le proprie esibizioni e si lamenta qualche assenza di peso (una su tutte: “Black”, probabilmente la più bella ballata scritta da Vedder e soci, solitamente uno dei momenti di maggiore pathos delle loro esibizioni). Peraltro, non mancano gli extra: alcuni montaggi speciali (tra cui uno di immagini del tour europeo), alcune canzoni riprese dalla “Matt Cam” (una telecamera alle spalle del batterista Matt Cameron) e un paio di clip, tra i pochi che i PJ abbiano girati: spicca “Do the evolution”, cartoon diretto dal fumettista Todd McFarlane. Infine, in alcune delle sezioni prevedono come musica di sottofondo degli strumentali inediti provenienti dalle sessioni di "Binaural", ultimo disco di studio dei nostri.