«SHE AIN'T NONE OF YOUR'N - T-Model Ford» la recensione di Rockol

T-Model Ford - SHE AIN'T NONE OF YOUR'N - la recensione

Recensione del 13 giu 2000

La recensione

T– Model Ford, vero nome James Ford, è nato e cresciuto sul Delta del Mississippi dove tuttora vive. Qui è nato il “blues”, da questi luoghi sono partiti per la costa est degli USA musicisti del calibro di M.Waters, J.L. Hooker, S.House e H.Wolf - solo per citarne alcuni -, e la loro influenza sull’opera di Ford è evidentissima. Infatti il blues del 79enne T-Model è rurale, sporco, ruvido, un modo di esprimere la musica immediato, privo com’è di arrangiamenti e fronzoli o di concessioni al moderno; è blues primordiale eseguito con voce, chitarra e l’ausilio di una batteria. Gli undici brani che compongono questo “She ain’t none of your’n” sono scarni e anarchici, la voce aggredisce la musica e lo stile chitarristico è estremo al punto giusto, la presenza come ospiti in un paio di brani di due vecchie glorie del blues come Sam Carr, batteria, e Frank Frost, organo, aggiunge prestigio ma non modifica la sostanza dell’album. Certo, se vi piace il blues contaminato di Popa Chubby o Kenny Wayne Shepherd piuttosto che quello pulito e ben eseguito di Keb’Mo’ o Joe Louis Walker forse quest’opera farà fatica a piacervi se, viceversa, amate il rock-blues di G.Thorogood vi sentirete da quelle parti. T-Model Ford non compone capolavori o standard di blues, rumina e modifica ciò che ha sentito e metabolizzato è tutta l’opera ne è un esempio: si parte con “She asked me so I told her” - quasi un talkin’blues scandito dal riff chitarristico e dalle urla di Ford - per proseguire con “Sail on”, che possiamo considerare una variante di un vecchio blues degli anni ’50 di Muddy Waters dal titolo “Honey Bee”, tanto i due pezzi sono sovrapponibili. Non lascia invece grandi tracce il brano successivo, “Take a ride with me”. “Chicken head man” e soprattutto “Leave my heart alone” sembrano usciti dagli archivi di John Lee Hooker mentre lo spirito di Howlin’ Wolf appare in “When are you coming back home” ; sono brani superflui “Junk” e “How many more years”, “I got a home” strizza l’occhio a Jimmy Reed e prepara l’atmosfera a “Wood cuttin’man” sicuramente il brano migliore dell’intero album: ritmo e chitarra sarebbero piaciuti a Willie Dixon. Chiude l’album “Mother’s gone”, senza infamia e senza lode. In sostanza T-Model Ford è un bluesman onesto e “arrabbiato” ma non ha il talento e il carisma dei grandi vecchi del genere cui si ispira: questo suo terzo album non sarà fondamentale nell’evoluzione e nella storia del blues, tuttavia, se vi piace spaziare nelle diversità stilistiche di questo genere, può anche trovare il suo posto nella vostra collezione.

TRACKLIST

01. She asked me so I told her
02. Sail on
03. Take a ride with me
04. Chicken head man
05. When are you coming home
06. Junk
07. Leave my heart alone
08. How many more years
09. I got a home
10. Wood cuttin' man
11. Mother's gone
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