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«CRAWLER - Idles» la recensione di Rockol

“Crawler” degli Idles è molto di più di un disco degli Idles

Il quarto album della band post punk inglese segna un nuovo corso: più sperimentale del precedente e acclamato “Ultra Mono”, alle invettive politiche preferisce un’indagine sull’esistenza.

Recensione del 12 nov 2021 a cura di Claudio Cabona

Voto 8/10

La recensione

“Crawler” è un disco inaspettato, che traccia una nuova strada. Un’evoluzione necessaria per non sprofondare nella reiterazione costante del proprio suono. Gli Idles negli ultimi anni sono diventati una band culto, un simbolo della rinascita di un movimento post punk e in generale rock capace di accendere gli animi delle nuove generazioni. Con “Ultra Mono”, il progetto precedente, il gruppo di Bristol si è preso la vetta delle classifiche nel Regno Unito. Un trionfo che inevitabilmente, come ha spiegato lo stesso chitarrista Mark Bowen nella nostra intervista, ha investito di aspettative altissime il quintetto britannico, supportato anche da band come Pearl Jam e Foo Fighters.

Fluidità sonora

In quello che è a tutti gli effetti il momento più alto della loro carriera, gli Idles, con la produzione di Kenny Beats, decidono di non ripetersi e di sorprendere. Avrebbero potuto sedersi sul morbido del loro sound sporco e da pogo sotto il palco e invece non l’hanno fatto dimostrando di essere un progetto artistico tutt’altro che arrivato all’apice della propria creatività. “‘Ultra Mono’ è un macigno, è granitico. ‘Crawler’ è fluido, sorprendente”, per usare le parole di Bowen. Ed è così: “Ultra Mono” rappresenta il meglio degli Idles dalla loro fondazione a oggi, “Crawler” è un’istantanea degli Idles del domani. Un disco figlio della pandemia, discontinuo, ricco di sperimentazione sonora e che sul fronte testuale, alle sempre presenti invettive anti-sistema, questa volta però privilegia un’indagine sull’esistenza umana, senza perdere la forza e la violenza del suono. Un progetto più poetico e struggente: il singolo "The Beachland Ballroom", un gioiello, ne è la dimostrazione lampante. 

Come un cingolato

Nel disco si parte dalle vicissitudini personali di tossicodipendenza del cantante Joe Talbot per tracciare una riflessione sull’importanza del resistere ai traumi della vita, inginocchiandosi e strisciando nel buio, per poi avanzare come un cingolato verso la luce. Le storie spaziano da incidenti in moto, con evidenti note autobiografiche, che portano a interrogarsi sul senso della vita, come in "MTT 420 RR", a momenti di abbattimento totale e di tensione emotiva, "Car Crash”, fino all’importanza del non cedere alle disgrazie, raggiungendo i propri obiettivi, accettandosi e amandosi, come suggeriscono "Crawl!" e "The Beachland Ballroom". "The end" è la chiusura del cerchio: l'accettazione della propria condizione, il superamento dei demoni. 

Una nuova strada

Storie vivide di traumi, dipendenze dalle droghe, come quella superata dalla voce della band, di guarigioni e rinascite, sull’onda della musica più inafferrabile scritta finora. Ci sono tanti esperimenti e giochi sonori: il glam rock distorto di “The Wheel,” lo schiaffo in faccia grindcore di “Wizz”, il groove sgangherato e ballabile di “The New Sensation", il ritmo carsico alla Joy Division di "When the Lights Come On". È un progetto ricco di trame e giochi sonori che spingono gli Idles in un nuovo territorio, come l’inno dell’universo alternativo “Stockholm Syndrome” e “Progress,” un mantra di realizzazione che calma il corpo e la mente grazie a un’elettronica oscura. Un mondo variegato che sarà molto interessante veder prendere vita e accendersi dal vivo, ma che potrebbe spiazzare molti fan. “Crawler” degli Idles è molto di più di un disco degli Idles perché vuole guardare oltre, iniziando una fase evolutiva capace di regalare nuova linfa. Una delle accuse principali mosse in passato al quintetto è sempre stata la poca inclinazione al cambiamento: “Crawler” è la prima vera risposta a tutti gli scettici.

TRACKLIST

01. MTT 420 RR
02. The Wheel
03. When the Lights Come On
04. Car Crash
05. The New Sensation
06. Stockholm Syndrome
07. The Beachland Ballroom
08. Crawl!
09. Meds
10. Kelechi
11. Progress
12. Wizz
13. King Snake
14. The End
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