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«MYSTIC MOTEL - Laila Al Habash» la recensione di Rockol

È uscito "Mystic motel", il disco d'esordio di Laila Al Habash: la recensione

Nei dodici brani inclusi nell'album, che arriva a quasi tre anni dai primi singoli, c'è lo zampino dell'ormai onnipresente Niccolò Contessa de I Cani. Cantautorato nuova scuola, rap e un pizzico di r&b: manca qualcosa?

Recensione del 09 nov 2021 a cura di Mattia Marzi

Voto 6/10

La recensione

Sembrava non dovesse uscire mai, questo disco. E forse ad un certo punto aveva smesso di crederci anche lei. Di Laila Al Habash si cominciò a sentir parlare, tra i seguaci della scena indie pop, addirittura tre anni fa, o quasi (quando l’indie pop era ancora indie, appunto): era l’inizio del 2019 e la cantautrice, classe 1998, sangue per metà romano e per metà palestinese, pubblicò il suo primissimo singolo, “Come quella volta”.

Finalmente un’altra voce femminile va ad aggiungersi al coro del nuovo cantautorato romano barra italiano, si pensò, e subito arrivarono “Zattera” e “Bluetooth”, pop innocuo, per niente pretenzioso, figlio della scena tanto nei suoni quanto nei testi, a confermare le impressioni che ci si era fatti di lei. Lo stop forzato ha dilatato i tempi: farlo uscire senza poterlo suonare dal vivo non sarebbe stata una buona mossa. E nel frattempo Laila – che è nel giro giusto: Spotify l’ha pure inserita nel programma 2021 “Radar Italia” per talenti emergenti – ha cambiato etichetta. Passando da Bomba Dischi, la grande madre dell’ItPop (da lì sono usciti Calcutta, Carl Brave, Franco126, Pop X, Giorgio Poi, Psicologi e last but not least Ariete), a Undamento, l’etichetta già dietro al successo di Coez e di Frah Quintale.

In “Mystic motel”, anticipato dall’Ep “Moquette”, ci sono una dozzina di pezzi che vedono Laila Al Habash riprendere lo stile dei primi singoli e affinarlo. Complice il tocco dell’ormai onnipresente Niccolò Contessa de I Cani, che è definitivamente uscito dalla tana (l’ultimo album, “Aurora”, risale al 2016, ma questo è l’ennesimo suo disco da produttore in pochi anni, dopo Coez, Tutti Fenomeni, Testaintasca, Esseho), qui coadiuvato da Stabber, che ha lavorato con Salmo, Nitro e Gemitaiz ma pure con gli Eugenio in via di Gioia, i Selton e Raphael Gualazzi.

Le 12 canzoni sono come altrettante stanze di un motel: “Se qualcuno potesse entrare nella mia testa troverebbe una grande stanza colorata con lampadari giganti, tappezzata di velluto, divani dalle forme pazze e un tavolo con una mappa astrale e dei tarocchi, qualche foto dei miei amici incorniciata e sicuramente una torta appena sfornata.

È il mio primo disco e per quanto importante e permanente sono convinta sia solo l’inizio, un segno di me che rimane ma allo stesso tempo destinato a mutare. Ho pensato che il concetto di motel potesse racchiudere al meglio questa sensazione di temporaneità, perché altro non è che un rifugio temporaneo, un albergo con meno velleità ma non per questo meno affascinante”, dice la cantautrice, che cita tra i suoi riferimenti grandi dive della musica pop italiana come Mina e Raffaella Carrà, sebbene qui preferisca puntare su uno stile meno classico e più .cool che prova a unire cantautorato nuova scuola, r&b e hip hop, che suona già sentito, molto già sentito, ma che risulta comunque piacevole (dal giro di basso di “Ponza” alle atmosfere sospese di “Fotoromanzi”, passando per il duetto con Coez su “Sbronza”).
Certo, da un debutto a lungo atteso era lecito aspettarsi qualcosina in più, però da qualche parte bisognava pur cominciare.

TRACKLIST

01. Abbagli (03:32)
02. Oracolo (03:17)
03. Ponza (02:45)
04. La fine tua (02:54)
05. Complimenti (03:07)
06. Sbronza (02:53)
07. Sunshine (02:29)
08. Baby (02:30)
09. Fotoromanzi (03:00)
10. Pianeta (03:46)
11. Sabbia (03:33)
12. Gelosa (03:37)
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