«IRA - Iosonouncane» la recensione di Rockol

“IRA” è il viaggio sonoro di un apolide

Il terzo album di Iosonouncane è tanto affascinante e di respiro internazionale, quanto ostico e privo di smussature.

Recensione del 15 mag 2021 a cura di Claudio Cabona

Voto 7/10

La recensione

Jacopo Incani, cantautore di Buggerru che da anni risiede a Bologna, dopo aver stupito pubblico e critica con l’album “DIE”, è tornato sei anni dopo con il suo terzo progetto, “IRA”, un disco monumentale, della durata di quasi due ore, composto da 17 canzoni. Un album che, già dal primo ascolto, palesa un alto livello di produzione e una visione internazionale del suono, mai banale. Un progetto che non ricerca consenso e approvazione, ma che si pone subito come impervio e ostico. Un’opera che richiede concentrazione e anche fatica per essere ascoltata fino in fondo. L’artista a Rockol la definisce così: “È il disco di un compositore che ha scritto e arrangiato due ore di musica per uno specifico ensemble di sette musicisti”.

Un album per sette musicisti

“IRA” è stato concepito seguendo alcuni punti fermi: un ensemble preciso per il quale scrivere, una serie di musicisti sui quali modellare strutture, arrangiamenti, timbri, dinamiche, trame vocali. “IRA” è quindi una partitura interamente eseguibile dal vivo dagli artisti che hanno suonato nel disco: Mariagiulia Degli Amori, Serena Locci, Simona Norato, Simone Cavina, Francesco Bolognini e Amedeo Perri. Il risultato finale è un viaggio sonoro, quasi cinematografico ed epico, anche per l’ascoltatore messo a dura prova, in cui si intrecciano elettronica, psichedelia, echi del Maghreb e reminiscenze jazz. Il progetto, a tratti oscuro, vede anche la collaborazione con Bruno Germano, già produttore di “DIE” assieme allo stesso Incani.

La lingua “momentanea”

Il disco è più figlio di un compositore che di un cantautore nell'accezione più classica. Iosonouncane, infatti, per questo terzo capitolo ha forgiato una neolingua, una lingua definita “momentanea”, della necessità, fatta di errori e di un lessico occasionale, sradicato e confuso, che mischia inglese, arabo, francese, spagnolo, tedesco e italiano. Su questa scelta, che ha deciso di abbracciare, spiega:È il tentativo di esprimersi attraverso un lessico estemporaneo, apolide. Se temo l’incomprensione? No”. E non c'è il tentativo di creare una sorta di "linguaggio collettivo".No, non c’è. C'è la volontà di dare forma a un'idea, un'intuizione”.

Ed è per questo che "IRA", come ha ammesso lo stesso cantautore, è un disco anche politico. Sono canzoni che rifuggono ai confini del suono, della lingua e della stessa forma canzone. “IRA” è un attentato terroristico-musicale alla classica canzone d’autore e alle canzoncine frivole radiofoniche e sembra quasi fregarsene del pubblico, inseguendo una “dimensione altra” dove conta solo quello che per l’artista è importante, svincolato totalmente dal possibile giudizio del fruitore. Per alcuni questo può essere un valore, per altri un addio immediato dopo l'ascolto di un paio di pezzi.

Le influenze

È significativo anche capire come Iosonouncane abbia lavorato nelle vesti di compositore e le influenze che lo hanno portato a concepire l’album: “Negli ultimi anni ho ascoltato principalmente jazz, psichedelia, musica del Maghreb, techno, kraut. Ho scritto tantissima musica avendo già in mente i musicisti con i quali avrei voluto lavorare. Sulle loro specificità ho sviluppato dettagliatamente i brani. Il progetto è solamente frutto di anni di vita, letture, ascolti e riflessioni”. Un racconto esistenziale in musica che incide in modo profondo sul percorso umano e artistico del compositore e che richiederà una sorta di atto di fede a chi deciderà di immergersi nella sua Odissea sonora, arrivando fino alle colonne d'Ercole del disco.

Tracklist

01. hiver (06:34)
02. ashes (07:12)
03. foule (06:17)
04. jabal (06:56)
05. ojos (06:59)
06. nuit (04:32)
07. prison (09:25)
08. horizon (04:47)
09. piel (06:37)
10. prière (09:32)
11. niran (05:12)
12. soldiers (04:37)
13. fleuve (05:53)
14. sangre (04:03)
15. pétrole (04:00)
16. hajar (11:02)
17. cri (05:19)

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