«ISLES - Bicep» la recensione di Rockol

L'elettronica pop dei Bicep

Il duo torna con il primo album in 3 anni, tra la sperimentazione e l'accessibilità

Recensione del 27 gen 2021 a cura di Gianni Sibilla

Voto 7/10

La recensione

Non fatevi ingannare dal nome "muscolare". Matthew McBriar e Andrew Ferguson, in arte Bicep, non mostrano i bicipiti nella loro musica. Piuttosto propongono un'elettronica complessa e avvolgente. "Islands" è il loro secondo album: nel genere, uno dei più attesi degli ultimi tempi.

La storia

Tutto nasce nel 2009 da un blog, Feel My Bicep, in cui i due postano musica disco ed elettronica dimenticata e di nicchia: in poco tempo diventa un luogo di culto; i due passano a fare propria musica, portando questo gusto nelle proprie produzioni. Il primo EP è del 2010, ma la svolta è di qualche anno dopo: nel 2017 firmano con la Ninja Tune, etichetta storica del settore. L'album eponimo è dello stesso anni, arriva in top 20 in UK e ottiene recensioni lusinghiere anche fuori dal circuito dell'elettronica. Performance e remix (tra cui quello di "Opal" a cura di Four Tet, tra i più scaricati su Beatport - piattaforma dedicata alla musica elettronica) fanno il resto. "Islands" è uscito qualche giorno fa e si sta giocando il podio della classifica inglese degli album di questa settimana, con la Brixton Academy già esaurita per due date a settembre e una terza in arrivo.

L'album

"Isles" è un piacevole laboro di elettronica pop, accessibile e profonda. Il suono dei Bicep sta a metà tra la dimensione più "indie", minimalista e sperimentale di Four Tet e Jon Hopkins e quella più vicina alla forma canzone di Avalanches e Disclosure.
I brani di "Isles" non sono canzoni-canzoni, anche se brani come il singolo "Apricots" ci vanno vicino: un giro di synth e una ritmica che potrebbe stare tranquillamente in un brano di Four Tet, ma con una dimensione melodica molto marcata dal campionamento vocale, che si ritrova in diversi brani. "Saku", con la voce di Clara La San, ne è un esempio ancora più deciso, in questo senso. Gli appassionati di elettronica ci troveranno riferimenti a citazioni di generi diversi, chi cerca buona musica troverà un suono accessibile ma stratificato.

Il brano

I Bicep dicono che questo è un album che rappresenta le luci e ombre del fare musica durante quest'anno, e dividendosi tra posti diversi come Belfast (dove sono cresciuti), e Londra (dove hanno lo studio e vivono): isolamento ed euforia, introspezione e apertura. L'iniziale "Atlas" rappresenta bene questa idea: con un ritmo quasi ossessivo di fondo, sintetizzatori volutamente un po' tamarri e una voce femminile lontana che aggancia l'ascoltatore. Davvero un bel lavoro.

Tracklist

01. Atlas (05:48)
02. Cazenove (04:22)
03. Apricots (04:06)
04. Saku (04:57)
05. Lido (03:20)
06. X (05:33)
07. Rever (05:19)
08. Sundial (04:35)
09. Fir (05:23)
10. Hawk (05:59)

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