«YEAH - Wannadies» la recensione di Rockol

Wannadies - YEAH - la recensione

Recensione del 01 giu 2000

La recensione

Sì, sì. Proprio un bel disco quello dei Wannadies. E ci è voluto parecchio prima di ammetterlo. Già, perché “Yeah” è un album che potrebbe, per certi versi, essere tacciato come “commerciale”, ai limiti dello “sputtanamento”, concetti che mi sono sempre stati un po’ stretti, relazionati alla musica. Molti degli elementi che lo percorrono portano in questa direzione: i riff di chitarra sono furbi e accattivanti. Le canzoni sono pop e, in alcuni casi, sdolcinate fino alla nausea. La produzione è stata curata da un certo Ric Ocasek che arriva dritto dal kitsch più kitsch degli anni 80 (i Cars, ve li ricordate: beh, lui era il leader). In “Yeah” i coretti pop attorno a cui si evolve questo brano sono “lobotomia” pop pura, perfetti da accostare ad arrangiamenti elettronici anni ‘80 e a un riff che sembra rubato ai Missing Persons. In “Don’t like you…” citano sfacciatamente i Blur di “She’s so high” (ovvero uno dei classici showgazer del gruppo di Albarn) aggiungendo un tono più mieloso e pop al pezzo. “Big fan” potrebbe essere l’hit single che i Pixies si sono sempre rifiutati di scrivere. Eppure, nonostante questo armamentario pop, o forse proprio per questo, “Yeah”, dopo un po’ che lo ascolti, si rivela un disco a cui è difficile non arrendersi. Già, perché oltre alle tinte da instant hit per network, “Yeah” nasconde anche perle noisy pop come “Can’t see me now” (in bilico tra Swirlies – un oscuro gruppo di Boston che amava alla follia lo shoegazer inglese – e My Bloody Valentine), ballate tra l’estatico e il malinconico come “Low enough” o “String song” che allontanano Wannadies dall’aurea edonista degli anni ‘80. E alla fine non possiamo altro che constatare che “Yeah” è un disco che, sì, vive una vita effimera, veloce. Come una meteora, oggi è qui, a farsi ascoltare, senza grosse pretese. Domani, chissà? Ma una pop song, quando è scritta come si deve (come nel caso di questa manciata di canzoni), è anche, soprattutto questo. Materia effimera che si lascia amare oggi, in questo istante, in questo inizio di millennio in cui molti sembrano proprio avere paura di scrivere canzoni.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.