«ALMA CARIBENA - Gloria Estefan» la recensione di Rockol

Gloria Estefan - ALMA CARIBENA - la recensione

Recensione del 31 mag 2000

La recensione

"Dame otra oportunidad", canta Gloria nel suo nuovo album, e noi rispondiamo: volentieri. Dopo i passi incerti di "Gloria", album per cui la cantante statunitense (di origine cubana) era stata tacciata di opportunismo e di bieco calcolo commerciale, ci si appresta all'ascolto di "Alma caribena" con orecchio vigile, chiedendosi: sarà un altro furbo trucchetto?
Ora, posto che per amare la Estefan bisogna (per forza) amare la musica latina, una prima risposta può serenamente essere: no. In "Alma caribena" c'è un vero percorso, e al di là delle velleità da superstar (cui non rinuncia), la Estefan ha capito che per lei è meglio non cercare di imitare Mariah Carey, né Jennifer Lopez. Recuperando, se possibile, parte delle vere radici del son, della sua Cuba ("No me dejes de querer") e osando spingersi oltre. In "Alma caribena" ci sono anche murga, salsa, bolero, bachata; c'è un bel duetto con Celia Cruz, in "Tres gotas de agua bendida", ci sono accenni di jazz ("Por un beso"). Ci sono i suoni e i colori dei Caraibi, sicché è addirittura possibile immaginarsi, per un attimo, che queste canzoni siano suonate da un'orchestrina di musicisti poveri ma convinti di quello che fanno. Dimenticando - ancora, per un attimo - la produzione colossale che sta dietro quest'album, fortemente voluto (guarda caso) da Emilio Estefan, marito oltre che manager di Gloria.
Certo, le foto contenute nel libretto del cd danno l'idea di una starlette attenta al soldo e all'immagine, e non fanno certo venire in mente una musicista appassionata. Ma ancora una volta, ascoltare per credere: e sottolineata nuovamente la condizione di cui sopra - per amare la Estefan è necessario amare il latino - decisamente "Alma caribena" è un disco intenso e caldo. Peccato il remix virato dance di "No me dejes de querer", dimostrazione di come anche una bella canzone può essere distrutta senza grosse difficoltà. Ma, come si dice, nessuno è perfetto.
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