«DOOLITTLE - Pixies» la recensione di Rockol

I dischi fondamentali del rock: "Doolittle" dei Pixies

Un album al giorno attraverso le recensioni del libro "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto”, curato da Eddy Cilia e Federico (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) per Giunti. Ecco la nostra scelta odierna dalla sezione “Capolavori”

Recensione del 27 ago 2020

Voto 10/10

La recensione

L’importanza dei Pixies per le sorti del rock cosiddetto alternativo era intuibile fin dagli esordi abrasivi del mini-LP COME ON PILGRIM e dell’album SURFER ROSA, ma fu soprattutto dopo l’esplosione dei Nirvana – con l’alternanza “quiete/rumore”, che lo stesso Kurt Cobain ammise essere ispirata alla band di Boston – che apparve chiara la loro centralità nella genealogia passata e soprattutto futura dell’indie rock. Peccato che a quel punto il gruppo fosse già sciolto. Per godersi gli attestati di stima avrebbero dovuto attendere la reunion dei 2000, quando si accontenteranno più che altro di strappare applausi e soldi facili riproponendo tali e quali le idee di vent’anni prima.

Nelle scalette con cui Charles “Black Francis/Frank Black” Thompson, Joey Santiago, Kim “Mrs. John Murphy” Deal (che ha abbandonato definitivamente la band nel 2013) e David Lovering celebrano all’infinito i loro anni giovani, i brani di DOOLITTLE fanno ovviamente la parte del leone. C’è qualche fan che ritiene non sia l’album migliore dei Pixies, ma chi lo pensa è in genere un ammiratore di Steve Albini, qui sostituito dietro il bancone del mixer da Gil Norton. Un certo ammorbidimento degli spigoli è evidente, e fino ad allora non si erano mai ascoltati dai “folletti” pezzi così spudoratamente pop come le deliziose filastrocche "Here Comes Your Man" e "La La Love You", ma la vena sperimentale e caustica è tutt’altro che prosciugata. Humour nero ("Wave Of Mutilation", tanto per dire, narra del piacere di andare a schiantarsi in mare con l’auto), ferocia ("I Bleed", "There Goes My Gun"), aggressività borderline ("Crackity Jones"), citazionismo spinto (dalle chitarrine surf e hillbilly al Buñuel virato punk di "Debaser"), istinto melodico ("Hey"), surrealismo struggente ("Monkey Gone To Heaven"). Persino influssi latino-americani: DOOLITTLE ricompone gli elementi più disparati in una sintesi nuova, pericolosa, schizofrenica, eccitante. E soprattutto, nonostante gli infiniti tentativi, inimitabile.

Il testo qui sopra riprodotto è tratto, per gentile concessione dell'editore e degli autori, dal volume "Rock: 1000 dischi fondamentali. Più 100 dischi di culto” , curato da Eddy Cilia e Federico Guglielmi (con Carlo Bordone e Giancarlo Turra) , edito da Giunti nel 2019.  Il libro è acquistabile qui.

TRACKLIST

01. Debaser (02:53)
02. Tame (01:55)
03. Wave of Mutilation (02:04)
04. I Bleed (02:34)
06. Dead (02:21)
08. Mr. Grieves (02:05)
09. Crackity Jones (01:24)
10. La La Love You (02:43)
11. No 13 Baby (03:51)
12. There Goes My Gun (01:49)
13. Hey (03:31)
14. Silver (02:25)
15. Gouge Away (02:45)
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