«TRANSLATION - Black Eyed Peas» la recensione di Rockol

L'estate dei Black Eyed Peas è all'insegna del ritmo

La band capitanata da will.i.am si assesta ormai su suoni molto lontani delle origini e compete con i grandi nomi del mondo latino e del reggaeton.

Recensione del 01 lug 2020 a cura di Erica Manniello

Voto 6/10

La recensione

Ne sono passati di anni da quando “Where Is The Love?” nell’estate del 2003 riempiva i palinsesti di MTV.

Con quel singolo, e più in generale con il disco che lo contiene, “Elephunk”, i Black Eyed Peas hanno per la prima volta raggiunto i piani alti del music biz. Ma non per questo si sono assestati su quel tipo di suono e di stile: al contrario, la band di will.i.am non ha mai smesso di apportare modifiche alla propria musica, allontanandosi sempre più, anche se in maniera discontinua - “Masters of the Sun, Vol. 1”, il predecessore di “Translation”, è un disco hip hop a tutti gli effetti -, dalle tematiche vagamente impegnate di “Where Is The Love?” e dal mondo del rap e dell’hip hop. L’ultimo capitolo discografico del gruppo statunitense potrebbe benissimo essere collocato all’estrema punta dell’ideale linea retta che rappresenta il percorso artistico del gruppo, la più distante dal mood degli esordi: “Translation” è un disco composto per scalare le classifiche estive infarcito di reggaeton, ritornelli pop dance che si appiccicano in testa e featuring dal mondo latino, inclusi quelli di star come J Balvin e Shakira. A far sì che le canzoni dell’album si distinguano dal puro reggaeton da spiaggia o da club sono giusto gli hook di will.i.am, la mente del terzetto, che a essere del tutto banale non ci riesce e dà così un tocco più raffinato, se tale possiamo definirlo, all’album.

Nei giorni precedenti all’uscita di “Translation” la band aveva definito il disco “molto afrobeat, con vibrazioni latine, dance, musica che semplicemente ti tira su, che è ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento della nostra vita”.

In effetti, il ritmo, le varie mamacita sulla pista da ballo e tutto l’immaginario di quel genere musicale campione d’incassi raccolto sotto il nome di reggaeton dominano l’album della band rimasta orfana, nel 2018, della cantante Fergie, uno dei volti storici dei Black Eyed Peas. Tra gli ospiti di “Translation” c’è anche chi, anche se sembra solo in parte, l’ha sostituita, J. Rey Soul. Oltre a lei, i featuring che affollano l’ottavo album dei BEP appartengono, oltre ai già citati J Balvin e Shakira, a Maluma, Ozuna, Nick Jam, Tyga, El Alfa, ai Piso 21, a Becky G e a French Montana, le cui voci corrono su sample come "Super Freak " di Rick James, "Rhythm Of The Night" di Corona e "La Isla Bonita" di Madonna. In linea con il genere, i testi trattano per lo più di frivolezze, pista da ballo e corteggiamenti, a eccezione della traccia che chiude il disco, “News Today”, una riflessione sulla pandemia di Covid-19. Il brano non brilla in originalità ma con “News Today” i Black Eyed Peas non hanno fatto peggio di buona parte – i casi a sé, come la bellissima “Living in a Ghost Town” dei Rolling Stones, non mancano - delle canzoni dedicate al tema uscite nei mesi più recenti.

“Translation” è impostato sul ritmo e sugli hook e l’impronta di will.

i.am si fa sentire, con brani costruiti più a favore di beat che a favore del cantato che però non esplodono come ci si potrebbe aspettare, all’interno di un album che si fa sempre più omologato a mano a mano che si procede lungo la tracklist. È il caso di “Feel The Beat” ma anche di “Mamacita”, che non sembra mai prendere davvero il volo. “Vida Loca” si regge quasi esclusivamente sul suo sample, "Super Freak", mentre “Girl Like Me” colpisce quasi unicamente per l’effettata voce di Shakira con quel “ah-ah-aaaaah” inserito all’interno di un dialogo che celebra la cantante colombiana. Più etnica, invece, “Mabuti”, che conferma il mix di lingue che caratterizza il disco e continua a far ballare. Restano dunque immersi nel clubbing fino alla fine i Black Eyed Peas, salutando con la mano, da lontano, il rap delle origini. Difficile che i fan della prima ora siano rimasti fedeli a una band che tanto è cambiata nel corso degli anni e che ha finito per raccogliere sotto la propria ala festaioli che in passato poco avrebbero considerato will.i.am e compagni. Piaccia o meno, il terzetto gioca ormai la partita che vede in campo i grossi nomi del reggaeton ed è forse a loro che dovremmo ormai definitivamente guardare come metro di paragone premendo play sul nuovo album dei Black Eyed Peas.

TRACKLIST

01. RITMO (Bad Boys For Life) (03:34)
02. FEEL THE BEAT (03:57)
03. MAMACITA (04:11)
04. GIRL LIKE ME (03:42)
05. VIDA LOCA (03:54)
06. NO MAÑANA (03:41)
07. TONTA LOVE (03:50)
08. CELEBRATE (03:39)
09. TODO BUENO (03:50)
10. DURO HARD (03:25)
11. MABUTI (04:16)
12. I WOKE UP (03:30)
13. GET LOOSE NOW (02:27)
14. ACTION (04:12)
15. NEWS TODAY (04:16)
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