«DRY – DEMOS - PJ Harvey» la recensione di Rockol

PJ Harvey, ritratto dell'artista da giovane

Le origini di "Dry", fulminante debutto della cantautrice inglese: con il tempo PJ Harvey è diventata più sofisticata, più complessa, più stratificata e sempre più imprevedibile: ma riscoprire questo album è un piacere ed un dovere.

Recensione del 27 lug 2020 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Qualche tempo fa un artista anglosassone impegnato nella promozione di una ristampa, mi confessò che non amava i demo, e che gli dava pure fastidio che venissero pubblicati: erano un momento in cui era vulnerabile: vedere esposta quella vulnerabilità lo metteva a disagio.

Eppure, i demo aiutano a capire il processo creativo, oltre che essere un ascolto piacevole per i fan. Aiutano a capire che anche dietro un disco "urgente", uno di quelli che ti appare diretto come un pugno nello stomaco, c'è un lavoro fatto di tentativi ed errori, strade percorse ed abbandonate fino a trovare quella giusta. Ed è così nei demo di PJ Harvey, prima pubblicazione "collaterale" nella campagna di ripubblicazione di tutta la sua discografia in vinile, prevista per i prossimo mesi.

Nel 1992 "Dry" fu un fulmine a ciel sereno, o quasi: due singoli fulminanti, “Dress” e “Sheela-na-gig”, e un album pervaso di una forza che fece innamorare a prima vista critica e pubblico rock. Canzoni dritte, violente, ma con un taglio diverso che lasciava intuire che non era solo voce, rabbia e chitarra. Quella promessa si sarebbe poi concretizzata del tutto al terzo disco, "To bring you my love": i demo di quel capolavoro di ballate rock cupe e fuori dagli schemi arriveranno tra qualche mese.

Intanto i demo di "Dry" aiutano a capire come PJ Harvey sia arrivata alla forza del debutto. meno chitarre elettriche, più chitarre acustiche, ma  canzoni che a distanza di anni non hanno perso la loro forza.

Con il tempo PJ Harvey è diventata più sofisticata, più complessa, più stratificata e sempre più imprevedibile: ma riscoprire questo album è un piacere ed un dovere.

TRACKLIST

01. Oh My Lover - Demo (02:30)
02. O Stella - Demo (03:16)
03. Dress - Demo (03:16)
04. Victory - Demo (04:19)
07. Hair - Demo (03:37)
08. Joe - Demo (03:16)
09. Plants And Rags - Demo (03:32)
10. Fountain - Demo (03:05)
11. Water - Demo (04:34)
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