«NOTES ON A CONDITIONAL FORM - 1975» la recensione di Rockol

I 1975 non seguono nessuna regola e presentano un album che riflette la loro era

Con la loro nuova fatica in studio di registrazione Matty Healy e compagni sembrano voler confermare quanto detto quasi sette anni fa, ovvero che "non sono una pop band", e per farlo hanno lavorato senza seguire regole.

Recensione del 23 mag 2020 a cura di Elena Palmieri

La recensione

“We’re not a pop band”, diceva il frontman dei 1975 all’inizio del video di “Girls”, secondo singolo estratto dall’album di debutto eponimo della band di Manchester, uscito nel 2013. Ora, con la loro nuova prova sulla lunga distanza, “Notes on a conditional form” - la cui uscita è stata più volte rimandata - Matthew Healy e soci sembrano voler confermare quanto detto quasi sette anni fa. Il nuovo disco dei 1975, infatti, suona come il frutto di una ricerca musicale naturale e suggerisce che il gruppo è, in qualche modo, riuscito a svincolarsi da qualsiasi regola e genere per lavorare in assoluta libertà. Nel quarto album in studio della formazione britannica, però, il marchio di fabbrica dei 1975 è ancora riconoscibile attraverso le atmosfere e i colori che caratterizzano le produzioni delle 22 tracce di “Notes on a conditional form”. 

La nuova fatica in studio di registrazione di Matty Healy e compagni si apre con l’intro "The 1975”, titolo ricorrente in ogni disco del gruppo, che presenta un discorso campionato della giovane attivista svedese Greta Thunberg. Questa prima traccia, oltre a essere uno degli elementi di continuità con il passato della band seppur in modo inconsueto, suggerisce fin da subito che le canzoni di “Notes on a conditional form” riprendono temi già trattati dai 1975 ma con uno approccio diverso e più intricato. Per questo motivo “Notes on a conditional form” si presenta sia come lo sviluppo del precedente “A brief inquiry into online relationships” del 2018 - un album in cui vengono trattate diverse tematiche, da quelle ambientali a quelle culturali e sociali fino alla masturbazione e alle relazioni online, e grazie al quale i 1975 si sono fatti portavoce della generazione dei millennials - sia come il tentativo del gruppo di scoprirsi più maturo e meno superficiale. 

In “People”, la seconda traccia del disco, l’urlo di Matty Healy arriva forte e deciso per svegliare l’ascoltatore, invitarlo ad alzarsi e agire contro i problemi del mondo. La seconda canzone di “Notes on a conditional form”, dal punto di vista musicale, arriva in modo inaspettato dopo il pezzo d’apertura. La sensazione di stupore che si prova è simile a quella che può avere colto i fan all’ascolto del pezzo quando è stato pubblicato come singolo. Ed anche il sentimento che può nascere nell’ascoltatore con i primi brani di “Notes on a conditional form”, unito però a una sensazione di spaesamento quando arriva la prima - di molte altre - tracce strumentali. “The end (Music for cars)” - che presenta nel titolo il nome dell’Ep pubblicato dai 1975 prima dell’album di debutto e del progetto parallelo a cui Healy e soci si dedicano da tempo - fa intuire che per questo lavoro il gruppo ha voluto concentrarsi molto sulla produzione curata da George Daniel insieme al frontman della band, per dare più spazio alla musica oltre che ai versi di Matty Healy. 

La chiave di lettura del disco viene suggerita già dalla quarta traccia, “Frail state of mind”, ma è un aspetto che si intuisce solo alla conclusione di “Notes on a conditional form”. Il brano è caratterizzato dagli stessi colori che da sempre definiscono il suono dei 1975 e da inserti glitch, che si ritrovano anche in altre canzoni dell’album come “Yeah I know”. 

La determinazione della band nel voler apparire eclettica e, in qualche modo, viaggiare sempre in bilico tra diversi stili non ha abbandonato Healy e soci neanche per questa loro quarta fatica in studio. I 1975 si appropriano di spunti musicali che provengono da mondi distanti, riprendendo sia idee già rubate a diversi riferimenti nei lavori precedenti - con il synth pop che fa a pugni con quella vena di malinconia inquietante che ricorda il disagio cantato dai Joy Division - sia guardando a stili completamente diversi. Dalla batteria che introduce un brano spensierato, anche solo all’apparenza, come “Then because she goes” si passa alla chitarra acustica della ballad "Jesus Christ 2005 God bless America”. In entrambi i brani la voce di Matty Healy è accompagnata da quella di Phoebe Bridgers che - collaboratrice in altre canzoni del brano - non è l’unico ospite dell’ultimo lavoro dei 1975. Oltre alla cantautrice americana e a Greta Thunberg, seppur questa sia presente solo in modo “virtuale”, anche FKA twigs ha contribuito a “Notes on a conditional form”, cantando in “If you’re too shy (Let me know)” e “What should I say”. Quest’ultima canzone è una di quelle che arrivano a sorpresa, per cui è impossibile prevedere le mosse dei 1975. La diciannovesima traccia dell’album, che arriva dopo “Having no head” in cui i suoni elettronici sono esasperati, strizza l’occhio alle produzioni trap e presenta la voce di Matty Healy filtrata dal vocoder. Uno strumento utilizzato anche per un brano dal sapore diverso, la ballad “Don’t worry” che è nata dalla collaborazione con il padre del frontman dei 1975 Tim Healy.

“Notes on a conditional form” è un disco lungo (dura un’ora e venti minuti) e complicato. La band sembra aver lavorato nella più completa anarchia e il suo ultimo album è un continuo cambio di rotta, tanto che si potrebbe avere l’impressione di ascoltare una playlist compilata in modalità random. Se ascoltato con attenzione e pazienza, però, l’album rivela il suo essere frutto di un lavoro meticoloso e personale, giustificando anche i continui rinvii della sua pubblicazione. La nuova prova sulla lunga distanza di Matty Healy e soci non potrebbe concludersi altrimenti che con la canzone “Guys”, un messaggio d’amore che ogni componente del gruppo dedica ai propri compagni. Nel brano si ritrovano sonorità familiari ai precedenti lavori dei 1975 che, seppur malinconiche, rincuoreranno i fan di vecchia data.

TRACKLIST

01. The 1975 (04:55)
02. People (02:38)
03. The End (Music For Cars) (02:30)
04. Frail State Of Mind (03:53)
05. Streaming (01:32)
06. The Birthday Party (04:45)
07. Yeah I Know (04:13)
08. Then Because She Goes (02:07)
09. Jesus Christ 2005 God Bless America (04:24)
10. Roadkill (02:55)
11. Me & You Together Song (03:27)
12. I Think There's Something You Should Know (04:00)
13. Nothing Revealed / Everything Denied (03:38)
14. Tonight (I Wish I Was Your Boy) (04:07)
15. Shiny Collarbone (02:50)
16. If You’re Too Shy (Let Me Know) (05:19)
17. Playing On My Mind (03:24)
18. Having No Head (06:04)
19. What Should I Say (04:06)
20. Bagsy Not In Net (02:26)
21. Don’t Worry (02:48)
22. Guys (04:29)
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