«SAINT CLOUD - Waxahatchee» la recensione di Rockol

Il grande country rock di Waxahatchee

Dietro lo pseudonimo si nasconde Katie Crutchfield, una cantautrice dell'Alabama che non ha paura di fare i conti con se stessa.

Recensione del 09 apr 2020 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

La recensione

Ci sono milioni di storie là fuori, anzi miliardi.

Decine di miliardi. Tutti noi abbiamo decine e decine di storie da raccontare. Storie vere, storie immaginate, storie di storie. Storie che vogliamo conoscere e ascoltare."Saint Cloud" è la storia che ci racconta Waxahatchee, il progetto dietro cui si nasconde la cantautrice Katie Crutchfield. Un progetto che ha partorito, compreso quest'ultimo, cinque album. La storia che sta alle spalle del disco, in questo caso, è una storia molto personale. Nell'album, prodotto da Brad Cook, la cantautrice dell'Alabama - Waxahatchee è un corso d'acqua che scorre vicino al luogo in cui è cresciuta – affida al taumaturgico potere della musica e della parola cantata il compito di aiutarla a chiarirsi e a disfarsi delle difficoltà che inevitabilmente sorgono quando diventa complicato mantenere il proprio percorso all'interno della linea di mezzeria e si finisce con lo scivolare nell'altra corsia, nel gorgo delle dipendenze. In questo caso, in quella della bottiglia. Laddove il rischio di farsi molto male e di perdere il controllo della propria persona aumenta di molti punti percentuale.

Per ripulirsi completamente la 31enne Katie Crutchfield ha riflettuto a lungo - "Se vuoi diventare sobrio, devi affrontare cose che sono state spinte in profondità e coperte dall'alcol per anni.

E il mio cervello in questo momento è un posto spaventoso", ha detto al Guardian - e poi ha deciso che i panni debbano essere mondati in pubblico, quindi ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale, bensì fermamente voluto. Come voluta è la scelta di scalare di qualche tacca il volume delle chitarre per porre in primo piano le parole scelte per l'auto analisi. Katie ha scavato dentro se stessa, ha elaborato quanto non funzionava a dovere nella sua vita e il risultato è "Saint Cloud", un album composto di canzoni ariose, aperte, melodiche e alcune di queste, "Can't Do Much" e "Lilacs" su tutte, potrebbero trovare facilmente la via dell'airplay radiofonico. Di quelle che viene voglia di cantare a tutta ugola, chitarra e voce. Di quelle che sanno di America, come lascia anche intendere con chiarezza il pick up riprodotto sulla copertina del disco. Canzoni che si rifanno anche a una rivisitata tradizione legata alle sonorità e all'universo country, soprattutto nel Sud, dove lei è nata e cresciuta, tradizioni che ha sempre rifuggito e contestato lasciando non appena possibile casa per trasferirsi nella meno claustrofobica (all'apparenza) New York. Il viaggio raccontato da "Saint Cloud" parla di lei come 'persona nuova', rinata, parla dell'accettazione del sé che comprende anche di quello delle proprie radici e anche di una riot girl che cantando Lucinda Williams si è trovata a scoprire che poi potrebbe non essere così male. Che forse anche se questo è solo l'inizio di un cammino lungo e faticoso, la strada imboccata è quella giusta.

L'area musicale in cui Waxahatchee si colloca è quella dell'indie-folk, per il valore del tutto relativo che hanno le classificazioni. Comunque sia, per rafforzare ancora di più il concetto, negli Stati Uniti, gli album precedenti questo, "Ivy Tripp" (2015) e "Out in the Storm" (2017), hanno raggiunto la Top Ten delle classifiche di genere, soprattutto di quella dedicata alla musica folk. "Saint Cloud" promette di fare ancora meglio dei precedenti, è il suo disco più compiuto – almeno fino ad ora – e meriterebbe di avere ancora maggiore fortuna. Difficile che dalle nostre parti possa riscuotere quello che si definisce successo, ma il suo ascolto è consigliato. Non ve ne pentirete.

TRACKLIST

01. Oxbow (02:53)
02. Can’t Do Much (03:44)
03. Fire (03:37)
04. Lilacs (03:15)
05. The Eye (04:18)
06. Hell (02:59)
07. Witches (02:48)
08. War (03:10)
09. Arkadelphia (04:50)
10. Ruby Falls (03:51)
11. St. Cloud (04:41)
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