«FUTURE NOSTALGIA - Dua Lipa» la recensione di Rockol

Il pop citazionista e impegnato di Dua Lipa: la recensione di 'Future nostalgia'

Dall'uscita di "Be the one", il suo primo singolo, l'ascesa della cantante non si è praticamente mai fermata. Con questo nuovo album porta la sua musica ad un altro step: il 2020 sarà il suo anno?

Recensione del 27 mar 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Quel pomeriggio Dua Lipa era stata ospite ad un programma radiofonico a Las Vegas e aveva deciso di camminare un po' per le strade della città per rilassarsi ascoltando gli OutKast e i No Doubt: "Riflettevo sul perché continuavo ad amare quei dischi. Mi sono chiesta: 'Perché sembrano non invecchiare mai? E come posso incorporare all'interno di un sound nuovo e moderno queste atmosfere e questi suoni nostalgici che hanno accompagnato la mia infanzia e che fanno parte del mio background musicale?'". È stato in quel preciso momento che - concettualmente parlando - nella sua testa ha cominciato a nascere "Future nostalgia", anche se avrebbe trovato le risposte a quelle domande solamente nei mesi successivi, lavorando in studio insieme ai suoi collaboratori. Dietro al secondo album della popstar di origini kosovare c'è una sfida ambiziosa: fare musica pop di qualità piacevole ma non piaciona, né troppo nostalgica né troppo futuristica, ricca di contaminazioni da altri generi e stili. Puntando comunque alla vetta delle classifiche. Obiettivo centrato? Assolutamente sì.

Dall'uscita di "Be the one", il suo primo singolo (era il 2015), l'ascesa della cantante non si è praticamente mai fermata. Da un lato le hit ("New rules", "IDGAF", "One kiss" e "Electricity" hanno permesso al suo album d'esordio di diventare un best seller dell'era digitale), dall'altro prese di posizione importanti come quella sul ruolo delle donne in musica (nel suo discorso ai Grammy del 2019 lanciò una frecciatina al presidente della Recording Academy Neil Portnow, che aveva invitato le cantanti a fare "un passo avanti" per ritagliarsi il loro spazio): in una manciata di anni Dua Lipa è riuscita a diventare uno dei principali punti di riferimento del pop femminile internazionale, mettendo i bastoni tra le ruote a Taylor Swift nella sua corsa al trono di reginetta (fino a pochi anni fa lì c'erano Lady Gaga e Katy Perry). Anziché dormire sugli allori, la cantante si è rimessa subito in gioco per portare la sua musica ad un altro step: in "Future nostalgia", chiamando a raccolta alcuni maestri del pop contemporaneo come Stephen "Koz" Kozmeniuk, Ian Krikpatrick, Stuart Price e Jeff Bhasker, più che strizzare l'occhio a ciò che va per la maggiore in questo preciso momento nelle classifiche mondiali ha preferito rifarsi a un pop elegante, raffinato e citazionista, con arrangiamenti complessi, sofisticati e corposi. Dai Queen a Olivia Newton-John: questo disco è il suo omaggio al pop di qualità.

Gli omaggi espliciti sono diversi: "Physical" è un chiaro riferimento al tormentone dell'ex star di "Grease" (datata 1981), "Break my heart" contiene un sample di "Need you tonight" degli INXS (1987) e il riff del basso ricorda parecchio quello di "Another one bites the dust" di Freddie Mercury e soci (1980), "Love again" campiona "Your woman" dei White Town (1997) con quel "touch me" nel ritornello che sembra richiamare la hit di Samantha Fox (1986). Poi ci sono anche quelli non dichiarati, ma che non passano inosservati: nei bassi palpitanti, nelle tastiere e nelle chitarre si sente l'eco degli Chic di Nile Rodgers (con lui Dua Lipa aveva anche registrato un po' di materiale, rimasto però fuori dal disco) e qui e là anche un po' di french touch à la Daft Punk ("Levitating", "Love again"). E poi la Madonna d'antan in "Cool", che racconta la passione di un amore estivo (c'è lo zampino di Tove Lo, popstar svedese che nelle sue canzoni e nei suoi video non manca mai di provocare), e la Kylie Minogue dei tempi d'oro in "Pretty please".

Dua Lipa canta, balla e si diverte, indossando pure i panni della popstar impegnata: nella title track sembra puntare il dito contro i suoi discografici ("You want a timeless song, I wanna change the game", "voi volete una canzone senza tempo, io invece voglio cambiare le carte in tavola", dice), in "Don't start now" urla in faccia a un ex un po' troppo molesto ("Se non vuoi più vedermi ballare con qualcuno non farti più vedere") e in "Boys will be boys" offre alle femministe un inno perfetto. "Future nostalgia" è anche questo: pop, sì, ma che vuole trasmettere messaggi importanti, sensibilizzare su certe tematiche, senza retorica e soprattutto senza mai perdere di vista l'obiettivo principale, che è quello di trasmettere gioia e allegria (in questo momento più che mai - di fronte all'emergenza Coronavirus Dua Lipa non ha voluto posticipare l'uscita del suo album, a differenza di altre popstar internazionali, a partire da Lady Gaga). Il 2020 sarà il suo anno.

TRACKLIST

01. Future Nostalgia (03:04)
02. Don't Start Now (03:03)
03. Cool (03:29)
04. Physical (03:13)
05. Levitating (03:23)
06. Pretty Please (03:14)
07. Hallucinate (03:28)
08. Love Again (04:18)
09. Break My Heart (03:41)
10. Good In Bed (03:38)
11. Boys Will Be Boys (02:46)
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