«SERVER SIRENA - Linea 77» la recensione di Rockol

Un vortice elettronico sancisce il nuovo corso dei Linea 77

La band torinese torna con sei brani ricchi di collaborazioni e con testi che non tradiscono la propria storia

Recensione del 11 ott 2019 a cura di Claudio Cabona

La recensione

È cambiato tutto da quel 1993, anno di nascita dei Linea 77. È mutato il mercato, la musica e soprattutto il mondo. La band di Davide “Dade” Pavanello, Paolo “Chinaski” Pavanello, Nicola “Nitto” Sangermano, Christian “Tozzo” Montanarella, Paolo Paganelli e Fabio “Maggio” Zompa, torna sulle scene con “Server Sirena”, a distanza di quattro anni da “Oh!”, proponendo sei nuovi brani. Un ep veloce e potente come un montante di un pugile che non ha mai appeso i guantoni al chiodo. È un ritorno a tutti gli effetti, senza pretese o aspettative, ma che ha il solo desiderio di unire due mondi, osando: quello hardcore e violento del gruppo torinese e il rap, fra mostri sacri e nuove scommesse. Il vero valore aggiunto di “Server sirena”, però, non è questa commistione, che rientra appieno nella visione musicale dei Linea, ma l’apporto che ha offerto al progetto Bloody Beetroots. Le sue produzioni sono vere tempeste elettroniche che regalano una ventata di freschezza al fuoco musicale dei Linea 77. Un ep divertente e immediato, lavorato con meno strumenti rispetto al passato, capace di sposare il modo contemporaneo di creare musica senza snaturare la visione del gruppo.

Era difficile, per una band come i Linea, figlia degli anni ’90, trovare una chiave per farsi ascoltare ancora in modo convincente: Bloody Beetroots non solo l’ha trovata, ma ha anche scassinato la porta. L’album è composto da otto diversi featuring: Samuel, Salmo, Slait, Ensi, Hell Raton, Caparezza, Axos e Jack The Smoker, un mix di amici e anche di rapper della crew Machete. Si passa da brani leggermente più soft come “Cielo piombo” con Samuel a inni graffianti e oscuri come “Senzalternativa” con Jack The Smoker. La musica è avvolgente e quasi sempre aggressiva, le parole si mischiano e rafforzano, spesso attraverso slogan, l’assetto del disco, che potrebbe comunque dividere i fans di vecchia data. Sul piano testuale, da sempre un punto di forza dei Linea 77, ci sono meno riferimenti a fatti o storie realmente accadute, ma non mancano richiami sociali e politici. C’è anche un inedito piano di immedesimazione: in “Prison” si raccontano, da dentro, i malesseri di un tossicodipendente in carcere. Peccato che i brani siano solo sei: il gruppo non vuole farsi assillare dal futuro, non spiega se è un ritorno per rimanere o un fulmine per squarciare la musica che passa oggi e in cui non si riconoscono. Poco importa quando si è così vivi.

TRACKLIST
AK77 feat Salmo e Slait
Sangue Nero feat Ensi
Cielo Piombo feat Samuel
Play & Rewind feat Hell Raton e Caparezza
Prison feat Axos
Senzalternativa feat Jack The Smoker

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