«''LET'S ROCK'' - Black Keys» la recensione di Rockol

I Black Keys tornano al rock'n'roll?

Un titolo che è una promessa per il nuovo disco di Carney e Auerbach. Ma è davvero così?

Recensione del 27 giu 2019 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Cinque anni non sono pochi nel rock contemporaneo. Soprattutto se non sei un colosso – e i Black Keys, nonostante il grande successo di “El Camino” e del seguente “Turn Blue”, non sono certo colossi. I fan rischiano di dimenticarsi di te e di passare oltre. O di crescere/cambiare e non sentire più il “click” quando ascoltano la tua musica. Carney e Auerbach si sono presi questo rischio, però, e dopo un lustro sabbatico pubblicano il loro nuovo album con un titolo che è esplicitamente una promessa: “Let’s Rock”.

Fra l’altro, forse per il gusto di ritrovarsi dopo questa pausa, hanno – per loro stessa ammissione – adottato un modus operandi differente per “Let’s Rock”: via Danger Mouse (che aveva prodotto i loro dischi nei 10 anni precedenti) e porte aperte all’ispirazione del momento, con i brani scritti in studio, senza pensarci e senza aver preparato nulla in anticipo.

Un approccio ruvido, spontaneo, che di sicuro nei piani dei due musicisti originari di Akron avrebbe dovuto portare a materiale immediato e pulsante. Auerbach stesso ha spiegato: “Non ho portano nulla di pronto e non volevo fare le cose pensandoci troppo. Volevo un feeling spontaneo. Volevo poter incidere qualcosa che non suonasse troppo lontana da ‘Louie Louie’ […]. Cercavo un feeling alla Troggs”. E Carney ha rincarato la dose, ironico: “È divertente… io invece volevo più qualcosa stile ‘Down On The Street’ degli Stooges”.

Kingsmen, Troggs, Stooges… nomi importanti. Pezzi da novanta. Ma quanto di questi numi tutelari si trova nelle tracce del nuovo album?

Non tantissimo, è la risposta. Diciamo che la teoria di Auerbach e Carney è stata confermata solo in parte dalla realtà dei fatti. Così come la promessa del titolo viene mantenuta, ma in modo un po’ frettoloso.

“Let’s Rock” si configura senza come un disco molto rock’n’roll, pieno di riff di chitarra che sgorgano come fiotti d’acqua sorgiva. Il problema è che la spontaneità ha preso il sopravvento e il materiale suona un po’ acerbo… sappiamo tutti che, nel rock’n’roll, pensare troppo alle cose e cercare la rifinitura a ogni costo è l’approccio più penalizzante, in quanto pialla l’energia. Ma in questo caso sembra di assaggiare uno di quei piatti preparati nei programmi tv di cucina: bellissimi a vedere, ma assemblati in fretta per le esigenze della telecamera, senza cuocere davvero al punto giusto ingredienti e preparazioni.

Insomma, dai Black Keys – soprattutto con un album come “El Camino” in curriculum, ci si aspettava un (bel) po’ di più, nel momento in cui hanno dichiarato di voler piazzare un disco di rock’n’roll e hanno tirato in ballo i nomi di cui sopra. Se, però, vi accontentate di un album divertente, da sparare a tutto volume stando al bordo della piscina nelle ore di calura infernale che stiamo vivendo, allora “Let’s Rock” può assolvere egregiamente al compito. Ma nulla di più. I fasti di “El Camino” sembrano lontani…

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