Recensioni / 30 apr 2019

Artisti Vari - FOR THE THRONE - la recensione

"Game of thrones" fa le cose in grande anche nella musica. O no?

Le canzoni ci fanno amare ancora di più le serie TV e trovano una vetrina promozionale formidabile. Ma la serie più popolare degli ultimi anni usa la musica in maniera particolare, e questo (strano) album lo dimostra.

Voto Rockol: 3.0/5
Recensione di Gianni Sibilla
FOR THE THRONE
Compilation Columbia Records, a Division of Sony M (Digital Media)

Un personaggio di Game of Thrones inizia a cantare una canzone, nel mezzo di una scena. Mentre la sua voce continua a sentirsi fuori campo, vengono mostrati in sequenza altri personaggi mentre si preparano in un momento topico della serie, una battaglia incombente: le parole del testo spiegano e raccontano le loro emozioni in un modo che nessun dialogo potrebbe fare senza sembrare banale. 
La stessa canzone si sente sui titoli di coda, questa volta cantata da una cantante vera, non da un personaggio. La canzone fa il record assoluto di ricerche su Shazam; poco dopo appare un lyric video su YouTube e la versione audio sulle piattaforme, che totalizza milioni di ascolti e visioni.
Quello di “Jenny of Oldstones” nella puntata s8e02 di “Game of Thrones” è un esempio perfetto del potere delle canzoni nelle serie TV: molto più di semplici colonne sonore, espandono il racconto, forniscono chiavi di lettura degli eventi. Le serie, a loro volta, sono potentissime vetrine promozionali per la musica, visti i numeri e la quantità e qualità di discorso che le serie oggi sono in grado di innescare.

“Jenny of Oldstones” - scritta a partire da un verso di George R.R. Martin, firmata dagli showrunner David Benioff e D.B. Weiss con l’autore delle musiche Ramin Djwadi, cantata prima dal personaggio di Poderick Payne, e poi da Florence + The Machine - è uno degli esempi più belli di questo potere, ma non è l’unico: anzi. Per fare un esempio recente, basta pensare al revival di “Bella ciao” dovuto a “La casa di carta”; ma la lista potrebbe andare fino ad “Hallelujah” in The O.C, o il successo mondiale degli Snow Patrol grazie a Grey’s Anatomy. La potenza narrativa e promozionale delle canzoni nelle serie funziona da molti anni: se vi interessa il tema, molto affascinante e complesso, ne ho scritto in maniera più estesa e dettagliata qua, e qua assieme a Daniela Cardini.

Ma “Game of Thrones” è una serie particolare nell’uso della musica e delle canzoni: questo (strano) album lo dimostra: non include canzoni presenti nella serie. In “Game of Thrones “non c’è nulla di paragonabile all’uso brani come in “Stranger things” o “Breaking bad”. “Jenny of Oldtsones”, per dire, è l’unica canzone di tutta l’ultima stagione.  In passato si sono visti comparire in video Ed Sheeran, Sigur Ros o i Coldplay, ma più come comparse che come cantanti; altri, come i National o gli Hold Steady, hanno inciso canzoni che erano nella saga originaria, e le loro versioni sono state piazzate nei titoli di coda, non nelle scene. 
L’uso più interessante delle canzoni di GoT è stato per i trailer: memorabile quello di “Sit down” dei James per lanciare la settima stagione (e aumentare l’attesa per sapere chi siederà sul trono di spade).Nella serie si usa più la musica strumentale, il cosiddetto “score”: la ben nota sigla, o la lunga e minimale suite per piano e archi usata in “The Night King”, terzo episodio dell’ottava stagione, sempre opera di Ramin Djwadi.

“For the throne” è il secondo album legato a GoT, dopo il mixtape “Catch the throne” del 2014. E’ soprattutto una bella operazione di marketing: viene pubblicato in 11 versioni, con copertine diverse con gli stemmi delle casate della serie, puntando ad essere un oggetto da collezione per i fan, oltre che un album di interesse musicale.
Da questo punto di vista riprende la formula del “music inspired by”: ovvero canzoni originali che non si sentono nella serie ma legate tematicamente al suo mondo. C’è di tutto: ancora i National e i Mumford And Sons per la quota rock, ma anche Ellie Goulding, Matt Bellamy dei Muse in versione solista, molti artisti urban, e persino una quota latina (seppure nella versione meno pop e più elettronica di Rosalia). 
Testi ispirati, certe volte anche troppo: il singolo "Power Is Power”, cantato da  SZA, The Weeknd e Travis Scott spiega in maniera fin troppo didascalica le vicende di Jon Snow, Daenerys e del Night King, accompagnato da un video ancora più didascalico: più che creare una scena epica della serie come quella di “Jenny of Oldstones” illustra esattamente quello che dicono le parole della canzone, che a loro volta descrivono in maniera (banale) i personaggi.

Questo album è un complemento musicale ad uno dei fenomeni pop più importanti degli ultimi anni: l’operazione discografica è interessante, ma non completamente riuscita. Amiamo le canzoni nelle serie TV per il loro legame con le scene, per il loro potere evocativo, per la loro capacità di amplificare le storie e le emozioni, per i ricordi che suscitano quando ascoltate in versione audio. Tutte caratteristiche che queste canzoni non hanno, e che “Game of Thrones” ha usato in maniera solo sporadica, in queste otto stagioni - anche se la scena di “Jenny of Oldstones” rimane una delle più belle della serie ed uno dei migliori casi di intersezione tra musica, racconto e marketing.

TRACKLIST
1. “Kingdom Of One” – Maren Morris
2. “Power Is Power” – SZA, The Weeknd & Travis Scott
3. “Nightshade” – The Lumineers
4. “Hollow Crown” – Ellie Goulding
5. “Baptize Me” – X Ambassadors feat. Jacob Banks
6. “Too Many Gods” – A$AP Rocky & Joey Bada$$
7. “Turn On Me” – The National
8. “From The Grave” – James Arthur
9. “Me Traicionaste” – ROSALÍA feat. A.CHAL
10. “When I Lie” (Remix) – Lil Peep feat. Ty Dolla $ign
11. “Love Can Kill” – Lennon Stella
12. “Wolf At Your Door” – Chloe x Halle
13. “Devil in Your Eye” – Mumford & Sons
14. “Pray (High Valyrian)” – Matt Bellamy