«SCIALLA SEMPER - Massimo Pericolo» la recensione di Rockol

Massimo Pericolo è l'anti-trapper: la recensione di "Scialla Semper"

Se pensavate che la trap avesse sepolto sotto sette metri di terra il rap italiano, l'album d'esordio del rapper varesino potrebbe farvi ricredere: ecco perché.

Recensione del 18 apr 2019 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Massimo Pericolo può ricordarti un po' - con le dovute proporzioni - il primissimo Fabri Fibra: stessa urgenza espressiva, stessa irruenza, stesso disagio, quello distante e marginale della provincia. In Fibra era Senigallia, in Pericolo è Brebbia, semi-minuscolo comune bagnato dal Lago Maggiore, immortalato pure nel video di uno dei due pezzi che hanno anticipato l'uscita di questo suo disco d'esordio, "Sabbie d'oro" (con un finale che cita la scena delle armi di "Gomorra", il cult di Matteo Garrone). "Scialla Semper" è un po' il suo "Mr. Simpatia" - anche se il paragone, qui, è sbagliato, perché quello fu in realtà il secondo disco di Fibra, dopo "Turbe giovanili", ma passatecelo comunque. Ne richiama i temi e i toni: l'aggressività del linguaggio, la rabbia contro la società, l'atteggiamento sincero ma caustico. Se pensavate che la trap avesse sepolto sotto sette metri di terra il rap italiano, questo disco potrebbe farvi ricredere.

Massimo Pericolo è uno a cui piace provocare. Per il titolo del suo album d'esordio ha scelto qualcosa che ha a che fare con il suo passato: "Scialla Semper" era infatti il nome che l'antidroga di Gallarate diede all'operazione che nel 2014 portò all'arresto del rapper (all'epoca poco più che ventenne) e di altre trenta persone. "Oggi invece è il titolo del mio primo disco, così da assumere un valore positivo e soprattutto pisciare in culo col mio successo a un sistema che ci vuole schiavi", ha scritto Pericolo sui social. Due anni di detenzione fu la pena inflitta dai giudici, che Alessandro ha scontato prima in carcere e poi ai domiciliari. Questo disco segna la sua rinascita: nelle otto tracce contenute in "Scialla Semper" Pericolo urla tutta la rabbia e il disagio di quelli come lui, cresciuti nella cattività della provincia, tra amici che lavorano alla Tigros, paranoie, giornate sempre uguali.

"Il prete quando torna? La posta quando arriva? / Il secondino più bravo è quello che grida / ero impazzito del tutto quand'è finita": il crudo realismo con cui ricostruisce in rime - senza fronzoli, e senza giri di parole - la monotonia della detenzione, nel pezzo che dà il titolo all'album intero, conferma a metà ascolto che il miglior complimento che si possa fare a Pericolo è riconoscergli che ha qualcosa di importante da dire, una storia da raccontare. E che riesce a farlo bene.

Non vuole macchinoni con i sedili in pelle, non sfoggia orologi da 20k ai polsi, non gli interessa sfilare sui red carpet con i vestiti firmati e figa al seguito: "Voglio solo una vita decente", urla in "7 miliardi", la velenosissima traccia che apre il disco e che - complice anche il sound rumoroso e assordante, quasi grunge, messo a punto da Nic Sarno e Crookers - ti spinge subito dentro al mondo del rapper. Massimo Pericolo è l'anti-trapper per antonomasia e con "Scialla Semper" può davvero ambire a inaugurare una nuova era del rap italiano. Dove per gli slogan non c'è spazio: contano solo i contenuti.

TRACKLIST

01. 7 miliardi (02:47)
02. Ansia (03:36)
03. Cocco (02:44)
04. Sabbie d'oro (03:56)
05. Scialla semper (02:40)
06. Soldati (02:27)
07. Ramen girl (02:26)
08. Amici (03:00)
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