Il genio silenzioso. L'opera di Richard Wright nei Pink Floyd
Richard Wright, storico tastierista e cofondatore dei Pink Floyd, è scomparso il 15 settembre 2008 a Londra all'età di 65 anni dopo una breve battaglia contro un tumore, resa nota dalla famiglia solo a cose avvenute. Personaggio schivo, riservato e particolarmente silenzioso, è sempre rimasto ai margini dei riflettori, preferendo comunicare esclusivamente attraverso la musica. Nonostante le rarissime interviste concesse a stampa, radio e TV, il pubblico degli appassionati gli ha da sempre riservato un posto speciale nel cuore. Nella discografia dei Pink Floyd il contributo di Wright è fondamentale ma discontinuo (tre album non contengono sua musica). I suoi brani scritti da solo sono appena quattordici, ma il catalogo cresce inserendo i pezzi scritti con i compagni o firmati da tutto il gruppo, sia nella formazione con Barrett che in quella con Gilmour.
A - Brani firmati soltanto da Rick Wright
Tra il 1967 e il 1968 Wright firma ben quattro canzoni per i Pink Floyd. La prima è "Paint Box", lato B del singolo "Apples And Oranges" (novembre 1967), l'ultimo 45 giri contenente un brano a firma di Syd Barrett. Nell'aprile 1968 esce il singolo con sul primo lato "It Would Be So Nice", scritta da Wright: è il primo disco della band con David Gilmour, subentrato a Barrett. Nel secondo album della gruppo, "A Saucerful Of Secrets" (giugno 1968), compaiono due sue canzoni: "Remember A Day" e "See-Saw".
Nell'ottobre 1969 esce il doppio album "Ummagumma", il cui secondo disco dedica una facciata a ciascun membro. L'apertura è affidata alle quattro parti strumentali di "Sysyphus", interamente composte da Wright.
Tra il 1969 e il 1970 i Pink Floyd incidono diversi brani per la colonna sonora del film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni. Tra questi figura "Love Scene (Version 4)", scartata dal regista e pubblicata solo nel 1997. Sebbene attribuita erroneamente all'intero quartetto, l'ascolto rivela la paternità solista di Wright: è un pezzo strumentale eseguito al pianoforte, che costituirà la base per la celebre "Us And Them" del 1973.
Il contributo di Wright all'album "Atom Heart Mother" (ottobre 1970) è "Summer '68", un brano su cui la band aveva iniziato a lavorare già a fine 1968.
Bisogna attendere "The Dark Side Of The Moon" (marzo 1973) per trovare una nuova composizione di Wright: "The Great Gig In The Sky". Solo in anni recenti — e a seguito di una vertenza legale — è stato riconosciuto il co-accredito alla corista Clare Torry per la sua interpretazione vocale.
La firma solitaria di Wright ricompare in "Wish You Were Here" (settembre 1975) per la "Part IX" di "Shine On You Crazy Diamond".
Per ritrovare nella discografia dei Pink Floyd un brano firmato esclusivamente da Wright bisogna saltare a "The Endless River" (novembre 2014). La sua firma solitaria compare in "Autumn '68", pezzo costruito su una lunga registrazione d'organo effettuata dal tastierista il 26 giugno 1969 alla Royal Albert Hall di Londra. Suoi sono anche i contributi a "Unsung" e "The Lost Art Of Conversation", mentre lo strumentale "Untitled " è incluso tra i contenuti bonus della versione estesa dell'album. L'ultima traccia recante la firma di Wright è l'outtake "Rick's Theme", incisa durante le incisioni di "The Division Bell" e pubblicata nel cofanetto "The Later Years" del 2019.
B – Brani firmati con uno o due membri della band
Sono poco più di venti e il primo è lo strumentale "Up The Khyber" (firma Wright/Mason), inserito nella colonna sonora del film More (giugno 1969).
Segue "Wine Glasses", registrato nel gennaio 1971 e firmato da Gilmour, Waters e Wright, che la band riutilizzerà rielaborato nel 1975 all'interno della "Part 1" di "Shine On You Crazy Diamond". La versione originale del 1971 verrà pubblicata solo nel luglio 2011 nel cofanetto Immersion dell'album "Wish You Were Here".
Per la colonna sonora di "Obscured By Clouds" (giugno 1972) Wright co-firma tre brani: "Burning Bridges" e "Stay" con Waters, e "Mudmen" con Gilmour.
L'album "The Dark Side Of The Moon" include "Breathe" (Waters, Gilmour, Wright), "Us And Them" (Waters, Wright) e "Any Colour You Like" (Gilmour, Mason, Wright). Nel successivo disco "Wish You Were Here", le prime otto parti della suite "Shine On You Crazy Diamond" sono accreditate a Gilmour, Waters e Wright, con contributi che variano nelle diverse sezioni.
La firma del tastierista riappare in un album dei Pink Floyd solo nel 1994 con "The Division Bell" (marzo 1994). Wright compone con Gilmour due strumentali: "Cluster One" (in apertura) e "Marooned" (premiata con un Grammy Award nel 1995). Il trio Gilmour, Wright e Polly Samson firma "What Do You Want From Me" e "Keep Talking", mentre Wright collabora con Anthony Moore per "Wearing The Inside Out". Il trio Gilmour/Mason/Wright firma anche un lungo pezzo strumentale di 22 minuti fatto di effetti sonori, utilizzato per aprire i concerti del tour 1994. Il brano, privo di titolo ufficiale ma noto ai fan come "Soundscape", era incluso come ghost track alla fine della doppia cassetta del live "P-u-l-s-e" (maggio 1995).
Nel novembre 2014 esce "The Endless River", nato dalla rielaborazione di vario materiale inedito registrato nel 1993 durante le sessioni di "The Division Bell". Delle diciotto tracce presenti (tutte strumentali tranne l'ultima), ben sette recano la firma di Wright. Il duo Gilmour/Wright firma "Things Left Unsaid", "It's What We Do", "Ebb And Flow", "On Noodle Street", "Night Light" e "Talkin' Hawkin'" mentre "Sum" è firmata da Gilmour, Mason e Wright e "Skins" da Gilmour, Wright e Mason.
La versione deluxe dell'album contiene due tracce bonus firmate da Gilmour e Wright: "TBS9" e "TBS14". La sigla "TBS" sta per "The Big Spliff" ("Il Grande Spinello"), un progetto ambient/psichedelico ipotizzato durante le sessioni di "The Division Bell" ma mai pubblicato all'epoca. Dalle medesime sessioni proviene anche "Marooned Jam", una delle prime jam di prova di "Marooned", inserita tra i contenuti bonus del cofanetto "Pink Floyd – The Later Years" (novembre 2019) e nella compilation "The Later Years 1987-2019".
C – Brani firmati da Barrett, Mason, Waters e Wright
Nel periodo "barrettiano" i contributi compositivi di Wright sono stati contenuti.
Per il primo album "The Piper At The Gates Of Dawn" (agosto 1967), Wright ha firmato con i compagni i due strumentali "Interstellar Overdrive"e "Pow R. Toc H.". Il nome di Wright figura anche in "Reaction In G", brano strumentale risalente all'estate 1967 pubblicato nel box "The Early Years 1965-1972" (novembre 2016) nelle versioni registrate dal vivo sia per la BBC il 25 settembre 1967, sia a Stoccolma il 10 settembre 1967. Nel dischetto dedicato al concerto di Stoccolma sono presenti anche nove improvvisazioni registrate in studio nell'ottobre 1967 con il titolo "John Latham" (versione dalla 1 alla 9), accreditate a tutti e quattro e rimaste inedite fino al 2016.
D - Brani firmati da Gilmour, Mason, Waters e Wright
Per la colonna sonora del film The Committee diretto da Peter Sykes e distribuito nel 1968, i quattro Floyd registrano in presa diretta diversi brani. Poiché i nastri originali non sono stati ritrovati, le tracce audio sono state estratte dalla versione su DVD del film del 2005, presenti nel cofanetto "The Early Years 1965-1972" che contiene anche il filmato completo.
Un'altra firma collettiva è quella per la suite "A Saucerful Of Secrets", contenuta nell'album omonimo (giugno 1968) e rimasta in scaletta nei concerti fino al 1972. Sempre del quartetto è lo strumentale "Song 1", inciso ai Capitol Studios di Los Angeles il 22 agosto 1968 e pubblicato nel box del 2016. Sul lato B di "Point Me At The Sky" (dicembre 1968), quinto e ultimo loro singolo degli anni Sessanta, compare un altro classico del repertorio: "Careful With That Axe, Eugene", destinato a una lunga storia dal vivo e alle attenzioni del cinema.
Tra aprile e luglio 1969 la band propose una serie di concerti concettuali basati su due lunghe suite, "The Man" e "The Journey", composte in gran parte da rielaborazioni di brani esistenti poi confluiti in "More" e "Ummagumma". La registrazione radiofonica di questi due set, effettuata ad Amsterdam il 17 settembre 1969, è stata pubblicata nel box del 2016. I brani attribuiti collettivamente al quartetto all'interno delle suite sono "Work", "Doing It", "Sleeping" e "Labyrinth" (per The Man) e "The Labyrynths of Auximines", "Footstep"/"Doors" e "Behold The Temple Of Light" (per The Journey).
Il 13 giugno 1969 esce il terzo album della band, colonna sonora del film More di Barbet Schroeder. I quattro musicisti co-firmano sei brani: "Party Sequence", "Main Theme", "More Blues", "Quicksilver", "Dramatic Theme" e l'unico pezzo cantato dal titolo "Ibiza Bar".
Il 20 luglio 1969 i Pink Floyd partecipano a uno speciale della BBC dedicato al primo sbarco dell'uomo sulla Luna, eseguendo lo strumentale collettivo "Moonhead". Con le riprese originali andate perdute negli archivi televisivi, l'audio inserito nel citato box del 2016 proviene direttamente dal nastro registrato da un fan posizionando un microfono davanti al televisore di casa.
Tra la fine del 1969 e il 1970 la band compone la colonna sonora per Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni. Firmati da tutti e quattro sono "Crumbling Land" e gli strumentali "Heart Beat, Pig Meat" e "Come In Number 51, Your Time Is Up" (quest'ultimo rielaborazione di "Careful With That Axe, Eugene"). Dalle sessioni di lavoro sono sopravvissute altre tre tracce collettive: "Country Song" (cantata da Gilmour) e gli strumentali "Unknown Song" e "Love Scene (Version 6)", inseriti nel 1997 nella riedizione ampliata della colonna sonora. "Love Scene (Version 6)" ricorda sia "More Blues" da More che il "Blues" di cui accenno a breve. Una menzione speciale merita "Atom Heart Mother", la suite di 23 minuti che occupa l'intera prima facciata dell'album omonimo (ottobre 1970) nella quale il contributo di Wright va oltre la firma congiunta al resto della band. Oltre ai crediti dei quattro membri, la composizione offre il fondamentale apporto del musicista e compositore d'avanguardia Ron Geesin per la scrittura e gli arrangiamenti di coro e orchestra. Una prima versione della suite, suonata solo dalla band prima delle sovraincisioni orchestrali, è inclusa nel box "The Early Years 1965-1972". Firma collettiva anche per la suite in tre movimenti che chiude il disco, "Alan's Psychedelic Breakfast", eseguita dal vivo solo in pochissime occasioni nel dicembre 1970.
Per l'album "Meddle" (novembre 1971) il gruppo firma compatto tre tracce: "One Of These Days", "Seamus" e soprattutto la monumentale "Echoes", destinato a essere uno dei brani più amati dal pubblico. Una versione embrionale della suite, intitolata "Nothing (Part 14)" e registrata a inizio 1971, è stata pubblicata nel box del 2016 insieme al celebre "Blues", brano riproposto spesso nei concerti tra il 1970 e il 1972 e qui presente nella sessione incisa per la BBC il 30 settembre 1971.
Il lavoro di scrittura firmato da tutti e quattro i componenti si avvia alla conclusione nel 1973. Due strumentali collettivi finiscono nella colonna sonora di La Vallée di Barbet Schroeder (pubblicata nell'album "Obscured By Clouds" del giugno 1972): "When You're In" e "Absolutely Curtains".
In "The Dark Side Of The Moon" (marzo 1973) l'unica firma a quattro mani è per uno dei brani di punta dell'intero album: "Time". La versione dal vivo di "On The Run", nata come jam collettiva ed eseguita nei concerti del 1972 con il titolo "The Travel Sequence", è stata pubblicata ufficialmente con questo nome solo nel 2011 all'interno del box Immersion.
Infine, merita una citazione "The Hard Way", pezzo registrato a fine 1973 nell'ambito del bizzarro e mai completato progetto "Household Objects", in cui la band cercava di creare musica suonando esclusivamente oggetti di uso comune. Il brano è stato pubblicato nel cofanetto Immersion di "The Dark Side Of The Moon" del 2011.
Al di là dei numeri, è nella trama sonora di questi brani che risiede la vera grandezza di Richard Wright, a dimostrazione di quanto la sua impronta sia stata decisiva per il suono unico dei Pink Floyd. Il peso delle sue note rappresenta un'inestimabile eredità che va ben oltre i meri crediti di composizione.
Tornare a ricordarlo ogni anno in questa data così triste non è un semplice atto di memoria, ma un bisogno dell'anima per tutti noi appassionati: un abbraccio collettivo proporzionato all'amore immenso e immutato che nutriamo per l'uomo che, con la sua musica, ha dato un colore immortale alle nostre vite.