«INDUSTRIAL SILENCE - Madrugada» la recensione di Rockol

Madrugada - INDUSTRIAL SILENCE - la recensione

Recensione del 03 apr 2000

La recensione

Ma che succede in Scandinavia, ultimamente? Eravamo rimasti agli A-ha e agli Europe, come condensato del rock biondeggiante, e a farci cambiare idea non sono certo serviti Ace of Base, Roxette, Aqua, visto che restavamo su coordinate poppeggianti. Adesso però la Scandinavia è Motorpsycho, Millencolin, Velvet Belly... insomma, qualcosa è successo. Della roba che arriva da lì parecchia è anche buona, come nel caso di questi Madrugada, che avranno iniziato quasi per scherzo a fare cover di Iggy Pop e Rolling Stones, ma poi sul loro album d’esordio – 50mila copie vendute soltanto in Norvegia, paese da cui provengono – fanno decisamente sul serio. “Industrial silence” è il titolo perfetto per un album cupo e introspettivo, fatto di chitarre che ricordano Ry Cooder e Velvet Underground, una voce e alcuni passaggi armonici rubati di sana pianta dalle ambientazioni sonore dei Doors e con un sano gusto per la profondità delle canzoni. E’ sicuramente un disco di serie A, questo, se non altro perché lascia filtrare le proprie influenze insieme alla capacità di costruire e realizzare un suono nuovo, qualcosa di diverso, una sorta di Doors in versione psycho-noise che sembrano davvero avere un proprio senso. Ascoltateli in “Shine”, uno dei pezzi più connotati dell’album, oppure nella profonda oscurità teatrale che avvolge “Sirens”, con chitarre quasi sabbathiane e un andamento decisamente ’70. E ancora, non perdetevi la splendida “Norwegian hammerworks corp.”, caratterizzata da un parlato conturbante e un riff classico e dark. La cosa che più impressiona di questo disco è la sua stupefacente maturità, il sembrare un album opera di consumati musicisti tanto dal punto di vista tecnico che – e questo è ancora più importante – da quello artistico. Un gruppo con le idee chiare sull’indirizzo da dare alla propria musica, e parimenti dotato di una personalità già parecchio ingombrante (in senso buono, naturalmente). Seguiteli.
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