«AFTERHOURS - THE GREAT PESCARA JAM SESSIONS VOL.1- 2 - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - AFTERHOURS - THE GREAT PESCARA JAM SESSIONS VOL.1- 2 - la recensione

Recensione del 02 apr 2000

La recensione

Cronache da un Festival e cronache dai difficili anni ’70, anni di grande jazz e di contestazioni giovanili, di musica suonata lontano dal mercato e di un pubblico di appassionati che in Italia rappresentava quasi una casta di fanatici disposta a tutto. Le sessions raccolte in questi due Cd (dallo stesso titolo ma dalla differente copertina, una è blu e l’altra è rossa) documentano proprio lo spirito più genuino della musica, in nome del quale celebri musicisti si ritrovavano, dopo il loro spettacolo, ad incrociare ancora gli strumenti per delle lunghe jam sessions notturne. Tutto questo succedeva a Pescara, sul mare, nel corso di serate che vedevano suonare artisti del calibro di Chet Baker, Gerry Mulligan, Dexter Gordon, Charlie Mingus...proprio al grande contrabbassista è dedicata buona parte del primo Cd, in una jam nata insieme al grande Ben Webster, che, completamente ubriaco, lancia per due volte lo stesso brano fino a quando non è lo stesso Mingus ad interromperlo alzando il volume e i toni del suo basso. Sul secondo Cd una performance commovente, quella che segna il ritorno in Italia di Chet Baker dopo le note disavventure giudiziarie e di vita: è un vero boato quello che lo accoglie quando parte “There is no greater love”, mentre dopo di lui parte una accoppiata di brani incredibile, che porta sul palco prima Gerry Mulligan e poi Dexter Gordon. I due Cd relativi al Festival Jazz di Pescara ci riportano indietro agli anni d’oro del jazz in Italia, prima che la consuetudine ‘mercantile’ costringesse i jazzisti a sempre più veloci incursioni e tournée schizofreniche, contravvenendo proprio alla regola d’oro che aveva nei concerti post-concerto uno dei propri momenti magici.
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