Recensioni / 18 mar 2019

Coma_Cose - HYPE AURA - la recensione

Non abbiate paura: la recensione dell'album d'esordio dei Coma_Cose

Sono passati due anni da quando il nome dei Coma_Cose ha cominciato a girare con particolare insistenza tra i seguaci della new wave italiana. Ora arriva finalmente l'album d'esordio, "Hype aura". Aspettative deluse? Niente affatto.

Voto Rockol: 3.5 / 5
Recensione di Mattia Marzi
HYPE AURA
Asian Fake (CD)

Si scrive "Hype aura", si legge "hai paura". Magari con un punto interrogativo finale, o forse no. È la paura dell'ignoto, una paura di quelle positive, che generano adrenalina: "C'è paura ad essere diversi, ma quanta noia ad essere perfetti", come cantano loro in "Granata". Ma è anche la paura che questo disco possa deludere le aspettative, sgonfiare l'hype che si è sviluppata intorno al duo. E no, fortunatamente non è così.

Sono passati due anni (cavolo, già due anni?!) da quando il nome dei Coma_Cose ha cominciato a girare con particolare insistenza tra i seguaci della new wave italiana, e per tutto questo tempo Fausto Lama e California non si sono di fatto mai fermati: hanno continuato a pubblicare singoli uno dietro l'altro, alcuni dei quali raccolti pure in un Ep ("Inverno ticinese", uscito nell'ottobre del 2017 e poi stampato in vinile pochi mesi fa, in edizione limitata), e poi tanti concerti. Ora arriva finalmente l'album d'esordio del duo, che è esattamente quello che ci si aspettava dall'album d'esordio dei Coma_Cose dopo aver ascoltato i singoli che lo hanno anticipato in questi due anni.

A Fausto e Francesca, però, non piace vincere facile. "Hype aura" non raccoglie i pezzi che il duo ha pubblicato nel corso di questi due anni, ma una manciata di nuove canzoni alle quali i Coma_Cose hanno lavorato negli ultimi mesi insieme ai Mamakass, duo di produttori che di fatto rappresenta la vera mente del progetto (qui la nostra intervista), sperimentando in totale libertà, stavolta ragionando non più per singoli ma nell'ottica dell'album, con una precisa identità e una coscienza "globale".

Raccontare "Hype aura" è tanto difficile quanto raccontare i Coma_Cose. Parlare di un crossover di stili e generi diversi che mischia rap e cantautorato, elettronica e pop è troppo semplice. I Coma_Cose sono molto di più. Intriganti proprio come i tanti giochi di parole nascosti nei loro testi, nei quali si divertono spesso a prendere versi celebri delle canzoni dei grandi cantautori italiani, a masticarli e a risputarli. Alcuni funzionano, tipo: "Amaro del capo cosparso di cenere / e dolce Venere di rime" in "Squali". Altri un po' meno, come: "Alice guarda i gatti perché i Kanye West" in "Granata", che poi alla fine riesce a strapparti comunque una risata ("quanta noia ad essere perfetti", appunto).

Provate ad ascoltarlo, questo "Hype aura". E provate a farvi voi un'idea di questo disco. Dentro c'è un po' di tutto: ritmi downtempo, psichedelie beatlesiane o beachboysiane (un pezzo si intitola proprio "Beach Boys distorti"), la sfrontatezza post punk di chi è cresciuto sotto ai palchi dei centri sociali, con le suole delle scarpe da ginnastica appiccicose per i fiumi di birra sul pavimento, l'attitudine ItPop che ora va tanto di moda, richiami alla Milano che ha adottato il duo ("Pensavo: Milano è una città EMO / perché il Duomo è Gotico? Boh!", rappa Fausto in "S. Sebastiano"), citazioni dalla musica, dal cinema, dall'arte e dalla letteratura che si rincorrono. Come in un sogno lisergico. Com'è che diceva quel tale? "Non abbiate paura".

TRACKLIST

01. GRANATA - (03:11)
02. MANCARSI - (03:49)
03. BEACH BOYS DISTORTI - (03:07)
04. VIA GOLA - (04:08)
05. A LAMETTA - (03:39)
06. S. SEBASTIANO - (03:08)
07. MARIACHIDI - (03:39)
08. SQUALI - (02:32)
09. INTRO - (02:22)