APOCALIPS

B.R.ASS (Digital Media)

Voto Rockol: 4.0 / 5

di Marco Jeannin

Riprendiamo proprio da dove ci siamo lasciati un paio di anni fa, da “Apocalips”, pezzo che chiudeva magistralmente uno dei miei dischi preferiti del 2016, quel “Brassphemy set in stone” che ci ha permesso di conoscere più da vicino una delle realtà musicali di genere più belle, solide e concrete attualmente in circolazione nel nostro paese. Dopo due anni dunque la storia riparte: agli ottoni troviamo sempre Francesco Bucci e Paolo Raineri e dietro le pelli il confermatissimo e imprescindibile Beppe Mondini. Sul piatto il suono degli Ottone Pesante, quell’incredibile mix di fiati e batteria sparato con rabbia cocente che ormai è diventato marchio di fabbrica del gruppo, portato però ad un nuovo livello in termini di composizione. Il nuovo “Apocalips” conta nove pezzi registrati da Gianluca Turrini e Max Bordin all’Inside/Outside Studio,nove pezzi  in cui il suono della band si fa più essenziale e sperimentale, mantenendo intatta la sua natura ma al contempo contaminandosi quel tanto in più che ci può far parlare di netto passo avanti. Ecco quindi che le immancabili sfuriate iper tecniche dei fiati di Bucci e Raineri, con un tocco vagamente più melodico rispetto al passato, e i tempi incredibili tenuti dalle bacchette di Mondini, amante del prog tanto quanto del black metal, danno vita a un disco che conferma gli Ottone Pesante come la nostra punta di diamante in termini di sperimentazione. Ampliati i confini, sia geograficamente con un tour che di nuovo sta toccando tutta l’Europa, che concettualmente con la collaborazione con Travis Ryan dei californiani Cattle Decapitation per "The fifth trumpet”, gli Ottone Pesante di questo Apocalips sono una band cresciuta e con un progetto sempre più chiaro in testa: nessun compromesso. Pensare a loro come un trio sembra sempre più riduttivo alla luce della qualità di pezzi come l’opening “Shining bronze purified in the crucible”, la schizofrenica “Angels of  the earth” o l’incredibile trionfo doom di, beh…  “Doom mood”, tredici minuti abbondanti in cui in nostri decidono di mettersi di buona lena e dare del filo da torcere a gente come i Godspeed You! Black Emperor senza paura di fare brutta figura. Eppure... 

Concisi, affilati, malinconicamente black, pesantemente doom, furiosamente hardcore, senza dimenticare il grind, il Jazz e il Prog. Alla luce dei nuovi (nove) fatti, confermo quanto detto ai tempi di “Brassphemy set in stone”: fatta eccezione per i dischi che si pongono come nuovo capitolo di una discografia particolare (e di conseguenza hanno ragione d’essere in base ad un lavoro specifico non direttamente legato a un suono quanto più a un contesto) il resto della musica trova una validità creativa e/o artistica quando osa o comunque si pone in qualche modo al limite. Per fortuna ci sono band come gli Ottone Pesante che non smettono mai di ricordacelo. Buttate un occhio alla copertina del disco: 

Nel libro dell'Apocalisse si narra di sette trombe che annunciano catastrofi, sofferenze e morte per gli abitanti dell'intero mondo conosciuto. Il potenziale distruttivo degli ottoni è stato dimenticato dagli uomini che hanno cercato di relegare questi strumenti a generi musicali molto più miti e frivoli, ma gli Ottone Pesante ne hanno riscoperto l'antica tradizione di devastazione…

E Buon Natale a tutti dagli Ottone Pesante.

TRACKLIST

01. Shining Bronze Purified in the Crucible - (03:29)
02. Lamb with Seven Horns and Seven Eyes - (02:27)
03. Bleeding Moon - (06:00)
04. Angels of the Earth - (02:58)
05. The Fifth Trumpet - (04:50)
06. Locusts' Army - (02:46)
07. Seven Scourges - (04:15)
08. Twelve Layers of Stones - (03:44)
09. Doom Mood - (13:19)