«DOWN THE ROAD WHEREVER - Mark Knopfler» la recensione di Rockol

Per la strada, con Mark Knopfler: "Down The Road Wherever"

“I’m a slow burner... I do everything slow”: la classe di Mark Knopfler, nel nuovo disco.

Recensione del 16 nov 2018 a cura di Redazione

La recensione

Di un famoso presentatore TV si diceva "è un gran professionista" - ma lo si faceva con un po' di scherno e malcelata superiorità. Invece, chi lo diceva, aveva ragione: la professionalità, la costanza, l'affidabilità sono valori fondamentali, anche nelle arti.

Ecco: Mark Knopfler è tutto questo: non aspettatevi fuochi d'artificio, non aspettatevi concessioni ad un passato che non c'è più, quello della sua ex band, ne esplorazioni e avanguardi. Aspettatevi uno dei più grandi professionisti della musica degli ultimi 40 anni che fa la sua musica, come vuole lui; che racconta le sue storie; e che ogni volta consegna un disco qualità.

"Down the road wherever" non cambia gli ingredienti: Knopfler è un caso di inglese diventato uno dei migliori interpreti del suono americano, che unisce a influenze più generalmente anglosassoni. C'è rock, c'è country, folk, persino un tocco di reggae ("Heavy up") o di jazz, qua e là. E poi c'è quel tocco di chitarra che fa venire i brividi.
I ricami sul rock di "Trapper man" o sul ritmo sincopato di "Back on the dance floor", tanto per rimanere sulle prime due tracce, è la firma su un progetto che riprende la stessa strada che Knopfler ha intrapreso da solista - siamo al decimo album. 

“I’m a slow burner... I do everything slow”, canta in una delle canzoni centrali del disco, la delicata "Slow learner", che si apre piano e voce come una ballata d'altri tempi. "And I’ll be out of this place/And down the road wherever/There but for the grace, etcetera/I’ll see you later somewhere down the line/I’ll be picking my way out of here/One song at a time", ribadisce in "One song at the time", la canzone da cui arriva il titolo del disco.

Non c'è molto altro da aggiungere, se non che "Down The Road Wherever" è un disco di una classe e di una piacevolezza inattaccabili - se non forse per la lunghezza: 72 minuti, e con qualche sfilacciatura verso la fine. Bentornato, Mark: non vediamo l'ora di rivederti dal vivo: tra maggio e luglio sarà in tour per ben 7 concerti in Italia: anteprima a Milano il 10 maggio al Forum, e poi sei date estive, a partire dal Lucca Summer Festival (13 luglio) per arrivare all’Arena (22 - qua il calendario completo).

 

TRACKLIST

01. Trapper Man (06:00)
03. Nobody’s Child (04:16)
05. When You Leave (04:12)
06. Good On You Son (05:37)
07. My Bacon Roll (05:35)
08. Nobody Does That (05:15)
09. Drovers’ Road (05:05)
10. One Song At A Time (06:17)
11. Floating Away (05:03)
12. Slow Learner (04:34)
13. Heavy Up (06:00)
15. Rear View Mirror (02:29)
16. Matchstick Man (02:52)
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