«QUARTIERE ITALIANO - Lo Straniero» la recensione di Rockol

Lo Straniero: leggi qui la recensione di "Quartiere italiano"

Scritto e realizzato nell’arco di due anni, presenta una serie di episodi autoconclusivi per un racconto intrecciato che man mano diventa un fuori orario animato dai volti che abitano le nostre città.

Recensione del 08 nov 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Siamo solo facce che non si conoscono, siamo corpi uguali che si sfiorano.

Cose che capitano tra vicini di casa: a volte manco li conosci, eppure vivono proprio di fianco a te. Il racconto di questo mondo, collocato in un ipotetico quartiere, è alla base di “Quartiere italiano”, il nuovo disco firmato da Lo Straniero, alias Giovanni Facelli (voce, chitarra, synth e autore dei testi), Federica Addari (voce, synth), Luca Francia (synth, piano elettrico, drum machine), Valentina Francini (basso) e Francesco Seitone (chitarra, drum machine).

Sono passati due anni dall’omonimo album d’esordio, un bel disco che ho apprezzato e che continuo ad apprezzare, cui oggi fa seguito questo nuovo lavoro chiamato ad alzare l’asticella. E quale modo migliore se non cimentarsi con un concept album? Detto, fatto. “Quartiere italiano” conta quattordici pezzi, tutti volutamente autoconclusivi ma legati dal filo rosso di cui sopra, chiamati a raccontare altrettante vicende con protagonisti i volti che abitano le nostre città.

Un lavoro senza dubbio ambizioso, specialmente se pensato in ambito pop. La bellezza del pop di marca Lo straniero però è sempre stata questa, cioè saper andare oltre gli schemi. Ecco quindi che, se da un lato stilisticamente i quattordici pezzi (tanti ma non troppi) di “Quartiere italiano”  riprendono il discorso iniziato due anni fa, quindi fondandosi sul sempre efficace dualismo di voci su base synth pop con rimandi cantautorali, il passaggio di livello, l’upgrade, si quantifica nella cura maniacale del dettaglio, nella sperimentazione in termini di arrangiamento e nel songwriting puro. Che tradotto in soldoni significa che il disco è stato ottimamente prodotto da Alessandro Bavo e che ai riferimenti che già hanno contraddistinto il primo capitolo, quindi Battiato, Offlaga Disco Pax e Ustmamò, Lo Straniero evolve mettendo sul piatto un pop di marca internazionale e dal sapore vagamente vintage, vedi “Seduta spiritica” in cui si sentono echi di Phoenix, o la conclusiva “Ritorna qui”, pezzo per 3/4 parecchio Vangelis versione Blade Runner. Il tutto impreziosito poi dal featuring di Gian Maria Accusani nella sicktamburiana “Psicosogno” e da almeno una manciata di pezzi in cui tra CSI, Diaframma e I Cani si viaggia in una specie di compendio della canzone italiana degli ultimi trent’anni.

Questo per dire che “Quartiere italiano” è un disco che conferma Lo Straniero come una band di rilievo, una band con un’identità solida, formale e sostanziale, eppure in costante evoluzione. Ripeto, un disco ambizioso e che proprio per questa sua natura sento quasi di transizione, nel senso che puntare in alto con un lavoro del genere lo leggo quasi come un investimento per il futuro: vediamo dove si può arrivare, mettiamoci in discussione. Al netto di quattordici pezzi decisamente buoni e altri undici già archiviati con successo, ho idea che le cose migliori debbano ancora venire. Se queste sono le premesse, potenzialmente stiamo assistendo alla nascita di una grande band. Bravi.

TRACKLIST

01. Dove vai (04:06)
02. Quartiere italiano (03:43)
03. Matematica e aspirina (03:08)
04. Cardio (03:12)
05. Madonne (03:18)
06. Il sesto piano (01:04)
07. Seduta spiritica (03:23)
08. Sorella (03:56)
09. Intrecci (03:24)
10. Vampiro (03:48)
11. Psicosogno (03:52)
12. Il quinto piano (03:10)
13. Lastricato (03:30)
14. Ritorna qui (02:33)
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