«SOMETIMES, WE ARE - Whip Hand» la recensione di Rockol

The Whip Hand: leggi qui la recensione di "Sometimes, we are"

Nuovo album per della band tranese, tra chitarre, basso, batteria, synth e una voce mai così malinconica e sognante

Recensione del 01 nov 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Parla di rapporti che s’incrinano, necessità che cambiano, persone che intraprendono percorsi differenti. È un cammino che porta inevitabilmente a riflettere sulle proprie priorità, fino al convincimento di essere gli unici a poter pienamente controllare la propria vita.

“Sometimes, We Are” è il secondo album dei tranesi Whip Hand, Luca, Gianni, Francesco e Gianluca. In uscita a tre anni di distanza dall’EP “Still life”, “Sometimes, We Are” prosegue il processo di evoluzione che ha visto il sound del gruppo passare da un post-punk e shoegaze piuttosto esplicito a un dream pop dai toni comunque shoegaze ma nettamente più levigati grazie anche all’inserimento di una seconda chitarra nell’equazione e di linee vocali molto delicate.

Dieci i pezzi in scaletta in cui ai vari My Bloody Valentine (“Compromises” e compagnia si aggiungono quindi i The Apartments e perché no, un qualcosa dei Belle & Sebastian (“Already gone”, “Cannonball”), soprattutto nella ricerca di melodie agrodolci. Un percorso iniziato appunto con il precedente EP e che ha trovato la quadratura proprio con questo nuovo “Sometimes, We Are”. Un disco ben prodotto e confezionato, dotato di personalità e in grado di reggere il confronto con i fratelli maggiori residenti all’estero senza sfigurare. Promossa la scelta dei virare verso un dream pop misurato senza però tradire le origini shoegaze, essenza primordiale della band; in questo senso bene il lavoro fatto sulla doppia chitarra in termini di tessitura di trame, giusto il necessario per portare il suono a bagnarsi i piedi nelle calde acque post rock ma senza poi tuffarsi di testa. Promossa quindi perché in grado di dare un’ulteriore livello di lettura al suono di una band mai così matura e sicura dei propri mezzi, senza però azzerare quanto di buono fatto fino ad ora. Ergo, ottimo lavoro.

TRACKLIST

01. Lay Down (04:09)
02. Your Thoughts (03:49)
03. Already Gone (03:29)
04. The One Who's Taking Care of the Past (03:26)
05. Compromises (04:53)
06. I'll Never Be (But) (02:14)
07. Sometimes, We Are (03:53)
08. Cannonball (02:25)
09. Summer Day (05:03)
10. Regret Theory (03:44)
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