«JUBILEE ROAD - Tom Odell» la recensione di Rockol

Tom Odell sa come mandarti al tappeto: la recensione del nuovo album 'Jubilee Road'

Il cantautore britannico torna con un nuovo disco, decisamente ispirato. E rende finalmente esplicito il debito artistico che ha con i grandi songwriter britannici e statunitensi.

Recensione del 27 ott 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Tom Odell è una sorta di Calcutta britannico. Scrive canzoni di una bellezza disarmante, semplici e potenti: riescono a metterti ko senza lasciarti nemmeno il tempo di capire perché. "Jubilee Road" è il suo terzo album e chiude un'ideale trilogia iniziata nel 2013 con l'album d'esordio "Long way down" e proseguita nel 2016 con "Wrong crowd". Se l'album precedente aveva visto il cantautore britannico sporcare la sua scrittura con suoni più elettrici e pop, qui Tom Odell torna ad un cantautorato più classico e tradizionale rende finalmente esplicito il debito artistico che ha con i grandi songwriter britannici e statunitensi (non solo Billy Joel, al quale è stato più volte accostato, ma anche Bob Dylan, Tom Waits e Leonard Cohen).

Tom ha scritto il disco in una casa affittata in una via nella zona nord-est di Londra, Jubilee Road appunto, dove ha vissuto per qualche mese insieme alla sua (ex) ragazza una volta conclusa la promozione del suo secondo album. Se le canzoni di "Wrong crowd" erano frutto dei vari spostamenti da una città all'altra, scribacchiate tra le stanze d'hotel e le sale d'attesa degli aeroporti, quelle di "Jubilee Road" sono nate in maniera più tranquilla (e senza troppa pressione): Odell le ha composte quasi tutte nel salone di quella casa, sedendosi al pianoforte e lasciandosi ispirare dall'ambiente e dai vicini. Ha voluto intitolarlo così per immortalare quel periodo della sua vita: "Se mi concentro posso ancora sentire il suono della tv provenire attraverso il muro della casa del vecchietto di fianco, oppure le grida dei ragazzini che giocano a calcio nella strada di sotto o il rumore dei passi della mia fidanzata sul pavimento di legno", ha raccontato.

Ascoltando queste canzoni si ha la sensazione di essere proprio in quell'appartamento, accanto a Tom. "Jubilee Road" sa dell'aria fredda sulle guance la mattina presto, mentre i primi raggi di sole riscaldano i tetti delle case (ascoltate la title track), sa di serate passate davanti al caminetto a rimettere insieme i pezzetti del proprio cuore infranto, sorseggiando un qualche superalcolico ("You're gonna break my heart tonight"), ma sa anche di grigliate all'aria aperta insieme agli amici e ai vicini ("If you wanna love somebody", "Go tell her now").

Da un punto di vista più strettamente musicale, con questo album (registrato insieme a soli tre musicisti, Max Clilverd, Max Goff e Andy Burrows) Odell mette da parte i suoni rumorosi e grintosi di "Wrong crowd" e torna allo stile del suo primo album, ma con una maturità diversa: "Jubilee Road", come ha spiegato lo stesso cantautore, è influenzato dai dischi che ha consumato negli ultimi mesi, su tutti Elvis Costello e Carly Simon. Più in generale, è un album caratterizzato da atmosfere decisamente retrò: l'assolo di sax di "You're gonna break my heart tonight" sembra arrivare direttamente da un disco rock degli anni '70-'80, il giro di pianoforte che apre "Queens of the diamond" ricorda lo stile di Peter Gabriel, gli arrangiamenti di "Son of an only child" e "Wedding day" richiamano l'Elton John più classico. Il punto di forza, però, sta tutto nelle melodie, così dirette e disarmanti: quando meno te lo aspetti, Tom ti manda al tappeto (come nel ritornello di "Jubilee Road", nel bridge di "You're gonna break my heart tonight" e nelle strofe di "Don't belong in Hollywood").

Nel 2013, quando uscì "Long way down", l'NME stroncò il disco dandogli 0 su 10 e presentò Tom Odell come "un malaccorto wannabe finito nelle mani dell'equivalente nell'industria discografica dei trafficanti ungheresi di prostitute". "Jubilee Road" rappresenta la sua risposta a quella stroncatura, cinque anni dopo: Odell lascia parlare la sua musica e il suo talento. E con questa manciata di canzoni fa capire una volta per tutte di che pasta è fatto.

TRACKLIST

01. Jubilee Road (05:13)
05. China Dolls (04:00)
06. Queen of Diamonds (04:34)
07. Half As Good As You (feat. Alice Merton) (03:30)
08. Go Tell Her Now (03:51)
10. Wedding Day (04:16)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.