«SLEEPWALKERS - Brian Fallon» la recensione di Rockol

Brian Fallon, tra la carriera solista e i Gaslight Anthem

Mentre la sua band ritorna in pista per celebrare "The '59 sound", Brian Fallon ci riprova come solista.

Recensione del 13 feb 2018 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Più o meno 10 anni fa, nell'agosto del 2008, usciva uno dei più bei dischi rock degli anni zero: "The '59 sound" dei Gaslight Anthem. Una fucilata in mezzo al silenzio, una manciata di canzoni classic rock fino al midollo, ma con l'urgenza di una giovane band che vuole spaccare il mondo.
Da lì in poi, i Gaslight Anthem sono finiti sulla bocca di tutti gli appasionati - hanno firmato con una major, hanno duettato con Springsteen. Poi la fiamma si è spenta: i dischi successivi non hanno mantenuto quella promessa, e dopo "Get hurt" (2014) la band è andata in pausa, sembrava per sempre. 

Brian Fallon, che già aveva messo in piedi il progetto parallelo Horrible Crowes, ha debuttaro come solista con "Painkillers" nel 2016. Ora torna con "Sleepwalkers". A cui seguirà un tour con i Gaslight Anthem, per celebrare i 10 anni di "The '59 sound".

Cosa vuole fare da grande Brian Fallon? Non è chiaro, e "Sleepwalkers" non lo spiega fino in fondo. Se "Painkillers" era un buon esordio da solista, questo secondo album ha buone idee, ma è dispersivo. L'apertura con " If Your Prayers Don't Get To Heaven" è un bel tributo al suono della Motown, ma non è la direzione del disco. "Forget me not" è, musicalmente e tematicamente, un ritorno alle atmosfere dei Gaslight Anthem. "Her majesty's service" è rock-fm americano più dritto, mentre la title track "Sleepwalker" ha il suono dei fiati di New Orleans, senza però la passione di un Glen Hansard.

Insomma, di tutto, di più. La voce, la qualità di scrittura di Fallon ci sono sempre: rimane unico e riconoscibilissimo. Ma a "Sleepwalkers" mancano la carica e l'urgenza dei Gaslight Anthem, e l'intensità che hanno altri suoi colleghi. Un buon disco, a cui manca quella marcia in più che aveva reso unica la sua band. Speriamo la ritrovi presto.

TRACKLIST

02. Forget Me Not (03:48)
04. Etta James (04:49)
06. Proof Of Life (03:47)
07. Little Nightmares (04:34)
08. Sleepwalkers (03:46)
10. Neptune (05:21)
11. Watson (04:21)
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