«BRASIL - Mario Biondi» la recensione di Rockol

La versione della musica brasiliana di Mario Biondi

Uscito da Sanremo Mario Biondi presenta il suo progetto musicale tutto brasiliano, suonato e prodotto a Rio de Janeiro con i migliori musicisti carioca.

Recensione del 12 mar 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Ci sono alcune tipologie di dischi che ricorrono spesso nella carriera di molti artisti pop internazionali: la raccolta delle canzoni di Natale, il disco di duetti, quello di cover di canzoni che li hanno ispirati, eccetera. Tra questa serie di dischi ricorrenti tra i cantanti pop europei e americani sta facendo capolino anche il disco “brasiliano”, dove l'artista si cimenta con i grandi classici della MPB (música popular brasileira): è successo a molti artisti, con alterne fortune e risultati, dai Manhattan Transfer a Fiorella Mannoia, da Paul Simon a Al Jarreau. 
Ed è proprio a quest’ultimo che si è ispirato Mario Biondi per questo “Brasil”, il disco appena uscito registrato a Rio De Janeiro prodotto da Mario Caldato - già produttore di Seu Jorge, Marisa Monte e Jack Johnson - e Kassin, collaboratore di Caetano Veloso. 

La samba e la bossa nova in realtà sono un pretesto per un classico disco di Mario Biondi ancora più internazionale dove canta in inglese, italiano, portoghese e francese. I pezzi che funzionano di più sono quelli con impostazione soul-funk (“Take me to the stars”, “Felicidade, “Sophia”) mentre quando si cimenta nelle interpretazione di capisaldi della bossanova come “Eu sei que vou te amar” (qui nella versione inglese “It's you I will always love”), “Luiza” di Jobim o nella versione bossa di “Smooth Operator” di Sade l'efficacia è decisamente minore.

C'è da dire che la produzione è eccellente e gli strumentisti coinvolti di primo livello (tra gli altri Pedro Sà, fedele chitarrista di Caetano Veloso e  Marlon Sette agli arrangiamenti dei fiati). Come suono e produzione siamo dalle parti degli ultimi dischi di Sergio Mendes che profumano di un Brasile assai americanizzato. 


L'impressione è che la voce baritonale di Biondi, nonostante  una certa somiglianza al carioca Tim Maia, non si sposi perfettamente con le melodie più bossanoveggianti; quindi è un piacere quando a Biondi si associa la voce di Ivan Lins e Clàudya (nella celebre “Deixa eu dizer” dello stesso Lins del 1974) e Ana Carolina che lo accompagna nella “Rio Version” di “Rivederti”, la versione del pezzo sanremese (anch'esso nel disco) presentato nella versione dei duetti del venerdì. 

“Brasil” è la versione di Mario Biondi della musica brasiliana che sarà sicuramente apprezzato dagli amanti del cantante catanese, sopratutto quello internazionale, mentre farà storcere la bocca degli appassionati di musica brasiliana. 

TRACKLIST

01. Felicidade (03:22)
02. Devotion (03:13)
03. Upside Down (Flor de Lis) (03:57)
05. Take Me to the Stars (04:00)
06. Sophia (04:09)
08. Deixa eu dizer (03:17)
09. On the Moon (03:22)
10. Jardin D'Hiver (03:11)
11. Smooth Operator (04:22)
12. Luiza (03:03)
13. Rivederti - Rio Version (03:30)
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