«DUNK - Dunk» la recensione di Rockol

"Dunk", l'esordio per il supergruppo. Leggi qui la recensione.

Undici pezzi in scaletta, compresi l’intro e un outro intitolata strategicamente “Intermezzo”, compongono l’esordio dei Dunk, supergruppo formato da artisti per i quali parlare di esordio fa effettivamente un po’ sorridere.

Recensione del 18 gen 2018

La recensione

Undici pezzi in scaletta, compresi l’intro e un outro intitolata strategicamente “Intermezzo”, compongono l’esordio dei Dunk, supergruppo formato da artisti per i quali parlare di esordio fa un po’ sorridere. Ecco la storia: Marco Giuradei e Luca Ferrari (Verdena) si conoscono per caso durante una data dei Giuradei a Bergamo. L'amicizia si rafforza con una serie di interminabili Jam Session all’Hen House Studio di Albino, patria dei Verdena. Nel frattempo Ettore, fratello di Marco e compagno di band nei Giuradei, comincia a scrivere nuove canzoni con testi ispirati ad autori come Carmelo Bene e Antonin Artaud, toccando principalmente il tema del doppio e di una certa inadeguatezza dell’esistere. Ad aprile 2017 il trio fa il suo esordio ufficiale per celebrare i dieci anni della Latteria Molloy, storico locale bresciano trasferitosi da qualche anno in zona San Polo. La band funziona ma necessita della sostanza di una chitarra consistente per reggere meglio l’impatto. Ettore, fan dei Marta sui Tubi, contatta quindi l’ottimo Carmelo Pipitone: la band torna in sala prove a comporre nuovi pezzi che presenta poi, nel corso dell'estate, in alcuni live esclusivi. A settembre 2017 i Dunk si trovano in studio e registrato il primo album omonimo, questo “Dunk”.

Parliamo di undici pezzi molto variegati, al cui primo ascolto inevitabilmente viziato dalla ricerca quasi involontaria di riferimenti alle band di provenienza dei singoli elementi si sostituisce presto un approccio molto più omogeneo: i Dunk suonano sovente come i Marta con una ritmica che rimanda ai Verdena, o come i Verdena ma con le melodie dei Marta, il tutto condito dal piglio assolutamente bresciano doc della ditta Giuradei? Si. Però anche no, nel senso che in presenza di un disco come questo, nato per il puro piacere di suonare, stare a fargli le pulci sulla percentuale di derivazione è un processo direi piuttosto sterile. Stiamo parlando di quattro musicisti caratterizzati da uno stile molto preciso e riconoscibile, inevitabile da nascondere. A fare la differenza in questi casi dunque è l’amalgama e si può ben dire che questo “Dunk” per girare, gira bene. Si sente che i ragazzi si sono divertiti certo, ma si sono presi sul serio quel tanto che basta per confezionare un disco vero:

Un esperimento in progress al limite della performance, che è sfociato nella realizzazione di un disco robusto, viscerale, tormentato e visionario. Al centro, l'eterna lotta tra l'uomo e la sua coscienza, l'amore maniacale per le cose che non potrà mai avere, i dubbi sulla vita e sulla sua importanza. 

Insomma, un disco che sul lato della sostanza punta in alto, mentre su quello della forma si attesta nei dintorni di un rock cantautorale variopinto, che sa tingersi di alternative e psichedelia e che non disdegna mai la melodia più diretta. Un disco sicuramente divertente da ascoltare, in cui spiccano pezzi come la ballad “Mila”, il primo iperattivo singolo “E’ altro” (in cui la batteria di Luca Ferrari pesta sempre a dovere guidando la carica), la sincopata “Stradina” (eccolo qui il famoso mix di Verdena e Marta sui Tubi impastato in salsa Giuradei) o la travolgente “Noi non siamo”, forse il pezzo migliore del disco. Registrato da Domenico Vigliotti presso il Taverna Studio di Brescia, mixato da Domenico Vigliotti al Sonic Temple Studios di Parma e masterizzato da Giovanni Versari presso Studio La Maestà di Tredozio (FC), “Dunk” è il primo disco di una band nata per suonare, senza troppe pretese. Che poi è la cosa più bella.

TRACKLIST

01. Intro (01:16)
02. Avevo voglia (02:47)
03. Mila (03:40)
04. È altro (02:11)
05. Spino (02:53)
06. Ballata 1 (04:08)
07. Amore un'altra (03:50)
08. Stradina (04:12)
09. Ballata 2 (03:47)
10. Noi non siamo (02:43)
11. Intermezzo (01:01)
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