Recensioni / 10 dic 2017

Vasco Rossi - VASCO MODENA PARK - la recensione

Un Vasco in stato di grazia: bentornati nella leggenda di 'Modena Park'

Quella sera Vasco era proprio oltre. Aveva intorno a sé un'aura luminosa, raggiante: era davvero in stato di grazia. E sì, "Modena Park" resterà qualcosa di unico e irripetibile: ecco perché.

Voto Rockol: 4.0 / 5
Recensione di Mattia Marzi
VASCO MODENA PARK
© Universal Music Italia Srl (Digital Media)

Quella sera Vasco era proprio oltre. Aveva intorno a sé un'aura luminosa, raggiante. Era in splendida forma. Non che nei concerti degli ultimi tour fosse meno in forma, eh, anzi: soprattutto dopo il periodo della malattia, che lo ha tenuto per un po' lontano dai palchi, sembra aver ritrovato l'energia e la carica di un tempo. Ma quella sera, a "Modena Park", era davvero in stato di grazia. A quel concerto ci aveva lavorato per più di un anno, affiancato dal suo produttore, Guido Elmi, e dai suoi più stretti collaboratori. L'appuntamento era importante: una "festa epocale" dedicata ai suoi quarant'anni di carriera. E lui non voleva certo farsi trovare impreparato. L'aveva studiata nei minimi dettagli, quella festa: voleva che tutto funzionasse perfettamente, che non ci fosse niente fuori posto. Soprattutto, voleva che quel concerto lasciasse ad ogni singolo spettatore un segno profondo. E così è stato. Chi c'era, quel giorno, negli occhi ha ancora le immagini di quella giornata: una Modena praticamente sotto assedio, la processione dalla stazione verso il Parco Enzo Ferrari, la folla oceanica del "Modena Park", il palco mastodontico, la palla infuocata sui maxi-schermi, all'ora del tramonto, mentre in sottofondo il "Così parlò Zarathustra" di Strauss faceva la sua parte. E poi lui, Vasco: con quella giacca gialla, l'immancabile cappellino e il pugno alzato verso il cielo. Il boato dei 220.000: "Benvenuti nella leggenda".

Da quel 1° luglio 2017 sono passati cinque mesi, eppure siamo ancora qui a scriverne. D'altronde, il rocker di Zocca lo aveva promesso che sarebbe stato un concerto "senza fine". Dopo il libro fotografico e il film arriva ora il cofanetto ufficiale di "Modena Park": contiene le registrazioni audio e video del concerto e rappresenta a tutti gli effetti un modo per tornare nella leggenda.
Il cofanetto esce in vari formati: un'edizione standard che contiene tre cd e due dvd, un'edizione in vinile che contiene cinque lp e un box super deluxe limitato e numerato che contiene tre cd, due dvd, un disco Blu-ray e un vinile 10" con la registrazione del set acustico della serata.
Se l'edizione in vinile è destinata agli amanti del formato e se il box super deluxe è pensato per i collezionisti più sfegatati, l'edizione standard è quella più essenziale: è perfetta per il fan medio di Vasco, per chi quella sera c'era e vuole avere un ricordo di "Modena Park" (quasi come fosse un souvenir) e anche per chi quella sera non c'era e quindi così può ascoltare e guardare il concerto sul divano di casa.

Nell'edizione standard le canzoni, le 42 canzoni, ci sono tutte, ma proprio tutte: la tracklist dei tre cd e dei due dvd riproduce integralmente la scaletta del concerto, senza tagli, dall'apertura con "Colpa d'Alfredo" fino alla chiusura con "Albachiara".
C'è tutta la storia del rocker di Zocca, qui dentro, raccontata attraverso le canzoni-simbolo della sua carriera, a partire proprio da "Colpa d'Alfredo": Vasco non la cantava in concerto da parecchi anni e al momento di scegliere i pezzi da inserire in scaletta aveva voluto rispolverarla per fare una sorpresa ai suoi fan. Non solo: aveva anche deciso di aprire il concerto proprio con quella canzone, forse la più emblematica del suo repertorio, per suoni e linguaggio (nel 1980 la scure della censura era ancora piuttosto affilata e si abbatté su pezzo per quel verso in cui si parlava di un negro e di una troia). Il boato del pubblico su "Abito fuori Modena... Modena Park!" è da brividi.
Il medley con Gaetano Curreri al pianoforte ci riporta ai primi album di Vasco, quelli cantautorali, e resta uno dei momenti più belli della serata: i temi di "Jenny è pazza", "Silvia", "La nostra relazione" si rincorrono uno dopo l'altro in un crescendo strappalacrime che culmina in "Anima fragile", con un finale epico affidato alle chitarre elettriche di Stef Burns e Vince Pastano.

Il sax di "Bollicine" e i ritmi un po' latini di "Splendida giornata" rievocano i suoni di album come lo stesso "Bollicine", "Vado al massimo" e "Cosa succede in città": "Questo è un richiamo tribale... Benvenuti negli anni '80, i ruggenti anni '80! Quando si ballava, c'era la Milano da bere, la febbre del sabato sera", dice Vasco, dal palco, improvvisando un balletto goffo.
Ma ci sono anche momenti più riflessivi: su "Vivere una favola", "Liberi... Liberi" e "Vivere" i toni si fanno più seri. È la parentesi del concerto dedicata agli album pubblicati tra la fine degli anni '80 e i primissimi anni '90, quelli con i quali Vasco si guardò alle spalle e tracciò i suoi primi bilanci: "Vivere senza perdersi d'animo mai e combattere e lottare contro tutto contro", urla lui, aggrappandosi al microfono.
Nel medley acustico ci sono un paio di chicche che vale la pena citare: una è "Ridere di te" (ballata struggente tratta dall'album "C'è chi dice no" del 1987), l'altra è "Va bene, va bene così" (dal primo disco dal vivo di Vasco, uscito nel 1984 dopo il boom di "Vita spericolata").
E poi c'è il rock, quello crudo, duro e spigoloso degli ultimi anni, che qui è presente in buone dosi nella nuova versione di "Ieri ho sgozzato mio figlio" (riarrangiata in chiave heavy rock) e nel medley che mischia "Delusa", "T'immagini", "Mi piaci perché", "Gioca con me", "Stasera", "Sono ancora in coma" e "Rock'n'roll show", facendole sembrare quasi un'unica canzone.

"I soliti" è una bella dedica ai suoi fan, al suo popolo: "Noi siamo quelli delle illusioni, delle grandi passioni. Noi siamo quelli che vedete qui", dice Vasco, sorridendo, alle telecamere di Pepsy Romanoff dietro di lui sul palco, indicando i 220.000 alle sue spalle, che fanno partire un bell'applauso. E l'omaggio a Massimo Riva su "Canzone", tra quell'inno generazionale che è "Vita spericolata" e il finale esplosivo di "Albachiara", è un pugno allo stomaco: lo stesso Vasco si commuove, sul palco.

In una pagina di "Sbam", il libro che ha pubblicato in concomitanza con il suo ultimo album, Jovanotti commenta il concerto di "Modena Park" e scrive: "Vasco è la sintesi perfetta tra i Rolling Stones e la provincia italiana, una reazione chimica potente, radicata nel cuore di un certo tipo di persone che sono la maggioranza in Italia. Vasco è una delle cose più italiane che esistano al mondo".
È una delle migliori definizioni su Vasco. E questo disco dal vivo ne è la prova: è la fotografia più bella e più nitida di un fenomeno tutto italiano che in quarant'anni di carriera, combattendo contro pregiudizi e luoghi comuni, ha scritto alcune delle pagine più belle della musica italiana, rivoluzionando nel suo piccolo il modo di scrivere canzoni e di farle arrivare alla gente.

"Quando il tempo sarà finito, di tutto rimarrà soltanto il ricordo. Cerchiamo di vivere una vita con la volontà di lasciare un ricordo bello, unico e irripetibile come questa sera al Modena Park", dice l'immancabile Diego Spagnoli, storico direttore di palco dei concerti del rocker, alla fine del concerto, prima di "Albachiara".
Un disco dal vivo, per quanto bello e completo possa essere, non basta. Non nel caso di "Modena Park". Non basta a ricreare le emozioni, le sensazioni e l'atmosfera di quel 1° luglio 2017. Però bisogna averlo, questo disco: perché è un buon modo per documentarla, quella giornata, e per ricordare quello che è stato quel concerto: per fermare per sempre quei momenti, unici e irripetibili.
Bentornati nella leggenda.

TRACKLIST

#1
01. Colpa D'Alfredo - Live - (04:21)
02. Alibi - Live - (04:39)
03. Blasco Rossi - Live - (05:01)
04. Bollicine - Live - (06:07)
05. Ogni Volta - Live - (04:18)
06. Anima Fragile - Live - (07:23)
07. Splendida Giornata - Live - (05:11)
08. Ieri Ho Sgozzato Mio Figlio - Live - (03:27)
09. Delusa/T'Immagini/Mi Piaci Perchè/Gioca Con Me/Stasera!/Sono Ancora In Coma/Rock'N'Roll Show - Live - (04:23)
10. Vivere Una Favola - Live - (05:49)
11. Non Mi Va - Live - (05:51)
12. Cosa Vuoi Da Me - Live - (03:38)

#2
01. Siamo Soli - Live - (04:05)
02. Come Nelle Favole - Live - (04:13)
03. Vivere - Live - (06:04)
04. Sono Innocente ma... - Live - (03:42)
05. Rewind - Live - (04:22)
06. Liberi... Liberi - Live - (06:35)
07. Ed Il Tempo Crea Eroi - Live - (02:50)
08. Una Canzone Per te - Live - (01:40)
09. L'Una Per Te - Live - (02:10)
10. Ridere Di Te - Live - (02:54)
11. Va Bene, Va Bene Così - Live - (03:26)
12. Senza Parole - Live - (05:34)
13. ...Stupendo - Live - (08:24)

#3
01. Gli Spari Sopra (Celebrate) - Live - (03:55)
02. Sballi Ravvicinati Del 3° Tipo - Live - (06:35)
03. C'è Chi Dice No - Live - (05:18)
04. Un Mondo Migliore - Live - (05:50)
05. I Soliti - Live - (03:43)
06. Sally - Live - (04:54)
07. Un Senso - Live - (03:58)
08. Siamo Solo Noi - Live - (10:02)
09. Vita Spericolata - Live - (03:59)
10. Canzone - Live - (02:27)
11. Albachiara - Live - (07:00)