«POLVERONE - Amari» la recensione di Rockol

Amari: leggi qui la recensione del nuovo "Polverone"

Dariella, Pasta e Cero tornano con tredici pezzi inediti, pubblicati per Bomba dischi, a quattro anni distanza da "Kilometri"

Recensione del 02 nov 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Ripartiamo da “Kilometri”. Quattro anni si possono quantificare, in termini di polvere, come un periodo piuttosto importante. Polvere: unità di misura ufficiale per misurare il nuovo lavoro degli “Amari”.

La polvere copre tutto, copre le cose che ci circondano, i libri letti e mai più riaperti, i dischi, le chitarre che non suoniamo più. La polvere ci da l’illusione di mantenere tutto inalterato, a volte, persino le consuetudini ed i rapporti umani. La polvere congela il tempo e per fare ciò bisogna che tutto rimanga immobile. Ma basta poco, basta una semplice folata d’aria improvvisa e si alza il polverone.

“Polverone” conta la bellezza di tredici pezzi in cui l’ormai più che consolidato pop sui generis della band friulana va a cercare fortuna in ambito più esplicitamente elettronico. Dal punto di vista formale va registrata quindi un’evoluzione che, visti i tempi che corrono, potevamo tranquillamente prevedere, se non addirittura auspicare. Evoluzione che però nulla toglie alla coerenza stilistica che la band di “Grand Master Mogol” ha dimostrato di saper mantenere nel corso degli anni e degli ormai tanti dischi all’attivo: Dariella, Pasta e Cero hanno fatto scuola per tutta una classe di nuovi autori che in questi ultimi anni stanno calamitando una fetta importante dell’attenzione del mondo indie (basta ascoltare qualsiasi cosa a caso uscita negli ultimi 3/4 anni per capire) portando contemporaneamente avanti un discorso tutto personale che li vede far gara esclusivamente su loro stessi. Dei nuovi Amari dunque conviene parlare in rapporto a cosa sono stati gli Amari stessi fin qui. E se il “Polverone” programmatico annunciato dal titolo forse non è qualcosa di così così sconvolgente, è interessante apprezzare l’eleganza con cui gli Amari hanno spolverato le idee migliori (originali o campionate) per creare tredici pezzi di sano e corposo cantautorato electro pop, dagli inattesi risvolti piuttosto cupi. C’è ancora tanto Bersani che va a mischiarsi con il passato (remoto ma mai dimenticato) hip -hop del non più duo, vedi “L’amore si prova”, “Gatto di polvere” o l’ottima “Portami in vacanza con te”. Sintetismi che si sposano benissimo con il flow sempre elegante di Dariella e Pasta, uno scorrere sicuro di immagini che sembrano galleggiare in un passato fatto di ricordi portati in primo piano

… quadretti esistenziali, nati nel trambusto di un trasloco, nella perdita di un amico che va a vivere in un’altra città oppure ritornando in luoghi vissuti nel passato ora completamente diversi da come ce li ricordavamo.

“Polverone” è però soprattutto sperimentazione, (hip) pop surreale creato con il preciso scopo di raccontare un mood, vedi “Italian smemorato” che lancia la volata alla ballad sghemba “Dinosauro” e le sue citazioni amarissime di Ken il guerriero. Drum machine, sample e profumo di vecchi vinili: gli Amari ripartono da qui: quello che sono stati definisce ciò che sono e che saranno; “Polverone” è un disco contemporaneo, a tratti dark proprio perché coperto dal peso del tempo e dalla conseguente disillusione. Poi per carità, oggi scegliere di contaminarsi di elettronica può sembrare una scelta ovvia, e la maggior parte delle volte da una scelta ovvia esce un prodotto scontato, ma se a maneggiare il suono c’è una band che sa quello che vuole prima di come lo vuole, allora il discorso cambia.

Gli Amari sono grandi abbastanza per vivere una storia a parte. Bel disco.

TRACKLIST

01. Prima Di Partire (04:43)
02. Arte Primitiva (03:28)
03. L'Amore Si Prova (03:25)
04. Gatti Di Polvere (03:41)
05. Punkabbestia (04:01)
07. Italian Smemorato (02:06)
08. Dinosauro (04:03)
09. Lamentele (04:32)
10. I Documentari Sullo Spazio (03:24)
11. Tu Tramonto (03:20)
12. Le Ragazze Nei Sogni (02:58)
13. Telefonata Con Mia Mamma (02:06)
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