«CAVEDWELLER - Matt Cameron» la recensione di Rockol

Oltre i Pearl Jam e i Soundgarden: Matt Cameron debutta da solista

Molto più che un grande batterista: Matt Cameron al primo disco a suo nome, dopo 30 anni di carriera: la recensione

Recensione del 26 set 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Dici: "Un batterista rock che fa un disco solista", e pensi male. Ma Matt Cameron è sempre stato di più: da oltre 30 anni è uno dei musicisti fondamentali della scena di Seattle, ben oltre il suo ruolo nei Soundgarden. E non è un caso che i Pearl Jam si siano stabilizzati  quando l'hanno arruolato quasi 20 anni fa: è entrato talmente in formazione da essere insostituibile, arrivando ad essere autore e coautore di diversi brani.

Matt Cameron non sta cercando il salto in avanti fatto da Dave Grohl con i Foo Fighters. E' più uno sfizio, una deviazione di percorso ed un atto in qualche modo dovuto: se seguite quel mondo, il pensiero, semmai è "Era ora". Stone Gossard, Jeff Ament - ovviamente Eddie Vedder e il compianto Chris Cornell: tutti si sono cimentati con dischi solisti, oltre che con progetti paralleli.

Di "Cavedweller", Cameron è  produttore, autore, cantante e chitarrista. Ed è esattamente quello che vi potete aspettare: un buon disco di rock. Cameron le canzoni le sa scrivere: si è preso complimenti da Vedder e nel penultimo album dei Pearl Jam ha messo la firma su due brani: il singolo "The Fixer" e "Johnny guitar". Ma diversi momenti di "Cavedweller" ricordano più un'altra canzone dei Pearl Jam con il suo contributo, "You are" da "Riot act".

La voce è buona, forse un po' esile per essere in primo piano e non in funzione di backing vocalist come di solito. Certo il confronto con i colleghi è impietoso, ma no  è questo il punto: Cameron se la cava dignitosamente, sia nel scrivere le melodie che nell'arrangiarle e nel suonarle. E si diverte pure a mettere suoni (per lui) inaspettati come le tastiere di "Real and imagined" o in tutto lo strano strumentrale "Into the fire". "Time can't wait" potrebbe stare tranquillamente nel repertorio dei Pearl Jam, e "Blind" è un rock acustico di pregevole fattura, tra le tante.

Insomma: la piacevole conferma di un grande musicista. Non un disco che farà storia, ma se amate il rock di Seattle, "Cavedweller" è un ascolto obbligato.

 

TRACKLIST

01. Time Can't Wait (02:45)
02. All at Once (03:32)
03. Blind (04:09)
04. Through the Ceiling (02:46)
05. One Special Lady (03:25)
06. In the Trees (03:26)
07. Into the Fire (02:47)
08. Real and Imagined (03:42)
09. Unneccesary (02:59)
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