«GIZMODROME - Gizmodrome» la recensione di Rockol

Gizmodrome, il supergruppo fuggito dallo zoo

“Non avrebbero dovuto farmi uscire dallo zoo”, recita un pezzo di "Gizmodrome", album divertente e bizzarro inciso da Stewart Copeland (Police), Adrian Belew (King Crimson), Mark King (Level 42) e il "nostro" Vittorio Cosma.

Recensione del 17 set 2017 a cura di Redazione

La recensione

“Vorrei tornare ad avere la testa del ventenne per dire a me stesso: oh, ma che roba hai fatto?!”. La racconta così, Vittorio Cosma. Da qualche mese il compositore, pianista, produttore, partner in crime di Elio e le Store Tese è membro dei Gizmodrome, il gruppo in cui suona le tastiere con Stewart Copeland dei Police, Adrian Belew dei King Crimson e Mark King dei Level 42. Il risultato, l’album omonimo, è spassoso e un po’ surreale, interamente basato sulla spontaneità delle performance che si sono svolte nello studio milanese di Cosma e alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani. È un disco anzitutto di musicisti: loro si divertono e di conseguenza fanno divertire chi li ascolta.

“È un progetto nato da me e Stewart, un divertissement per suonare dal vivo quando veniva in Italia. Poi un giorno il mio amico e produttore Claudio Dentes è venuto a trovarmi e mi ha detto che ero pazzo a non fare un disco con Copeland. Ho chiamato Stewart, gli ho proposto di far suonare la chitarra ad Adrian, che per me è un mito e con cui avevo suonato in un Dopofestival, a Sanremo. Chi chiamiamo al basso? Ci è venuta l’idea di coinvolgere qualcuno che non c’entrava niente. Stewart ha mandato un sms a Mark King che nel giro di mezz’ora ha risposto: ci sto”. Quest’idea di spontaneità si riflette nella scelta di suonare in grande libertà e nella decisione di non rifinire il disco cercando il singolo perfetto o la canzone accattivante. “La mancanza di committenza ci ha reso liberi”, dice Cosma. “Era una situazione da amici, non da supergruppo col fiato dei manager sul collo”. “Gizmodrome” è un parco giochi per musicisti che suonano in libertà. Come recita il testo di “Summer’s coming”, “non avrebbero dovuto farmi uscire dallo zoo”.

Non cercate grandi composizioni in “Gizmodrome”, ma quattro ottimi musicisti provenienti da mondi lontanissimi che si mettono assieme e creano musica in totale libertà. Cadono occasionalmente in ingenuità e lungaggini, ma fa parte del gioco. “Dentro questo disco c’è spontaneità, verità e gioia”, dice Cosma. Ci sono canzoni fischiettabili sugli zombie, poliritmi, assoli schizzati, interessanti fioriture, sense of humour. E poi, un pezzo basato su un riff che Stewart scrisse per il la colonna sonora del videogioco “Spyro the dragon” (“Zombies in the mall”), uno strumentale che ammicca alle sigle dei telefilm anni ’70 (“Stark naked”), un pezzo già abbozzato per uno spin-off di “Star wars” (“Stay ready”) e uno basato su un groove ideato per Taylor Hawkins (“Sweet angels”). Ci sono echi delle band in cui hanno suonato i protagonisti, ma neanche tanti. Ad esempio, “Spin this” è l’unico brano in cui King tira fuori lo stile slap per il quale è celebre, mentre il testo rimanda agli anni ’80, quando Copeland era oggetto dell’attenzione dei tabloid.

Tra le sorprese del disco c’è la decisione di far cantare soprattutto il batterista, celebre come batterista, arrangiatore, compositore, certo non come vocalist. “Ma le canzoni sono soprattutto sue, era giusto che le cantasse lui. Dal disco emergono le sue doti di storyteller che fino a oggi non sono state molto considerate”. Copeland non è un gran cantante, usa una sorta di parlato ritmato che si sposa bene con il carattere narrativo e umoristico di certe canzoni, ma che alla lunga può risultare limitante. Forse si poteva dare più spazio a cori e armonie vocali che si sentono qua e là. “La prossima volta” afferma Cosma “daremo più spazio alla voce di Adrian”.

La milanesità del progetto è accentuata dalla presenza di Elio, che interpreta in una specie di miscela di italiano e inglese maccheronico una canzone nonsense intitolata “Zubatta Cheve” (a proposito di strane espressioni, “Amaka pipa” sta per “American people”). “Alla fine questo disco è un po’ Elio e le Storie Tese internazionale”, scherza Cosma che non sapeva che il libretto del CD avrebbe ospitato foto scattate nel suo studio. “Guarda qui, pazzesco, c’è anche il mio cane”, dice sfogliando il libretto. “Stiamo già pensando a un tour mondiale e al secondo album”.

PS. Esiste anche un EP in edizione limitata titolato “Riff tricks. The Instrumentals Vol. 1”. Contiene le versioni strumentali alternative di sette di queste canzoni prodotte ad Amburgo da Eike Freese senza avere ascoltato i mix finali inclusi nell’album. È, insomma, una visione alternativa dell’album. L’ottava traccia è “Zombies in the mall” cantata da Raiz.

TRACKLIST

01. Zombies in the Mall (03:59)
02. Stay Ready (04:01)
03. Man in the Mountain (03:43)
04. Summer's Coming (03:30)
05. Sweet Angels (Rule the World) (02:56)
06. Amaka Pipa (03:39)
07. Strange Things Happen (02:55)
08. Ride Your Life (03:43)
09. Zubatta Cheve (04:01)
10. Spin This (06:09)
11. I Know Too Much (03:47)
12. Stark Naked (04:03)
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