«SHARED LONELINESS - Secret Sight» la recensione di Rockol

Secret Sight: leggi qui la recensione di "Shared loneliness"

Shared loneliness” è il secondo lavoro dei Secret Sight, trio post punk / new wave anconetano attivo dal 2014, oggi formato da Cristiano Poli, Lucio Cristino e Enrico Bartolini.

Recensione del 12 set 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Shared loneliness” è il secondo lavoro dei Secret Sight, trio post punk / new wave anconetano attivo dal 2014. Dopo la separazione dal vocalist Matteo Schipsi, Cristiano Poli (voce e chitarra), Lucio Cristino (voce e basso) e Enrico Bartolini (Batteria) sono entrati in studio sotto la guida di Alessandro Ovi Sportelli per confezionare nove pezzi con l’obiettivo di proseguire il discorso musicale iniziato con il precedente “DayY.Night.Life” ma cercando di dare una nuova direzione concettuale al tutto. E per quanto il cambio di modulo da quattro a tre sia stato innegabilmente un passo importante, potenzialmente destabilizzante, i Secret Sight di Shared Loneliness hanno messo mano al nuovo disco alla ricerca di una compattezza che effettivamente si percepisce chiara e pulita. Compattezza data dalla forma e dal contenuto dei pezzi, quasi inevitabilmente dal taglio autobiografico:

I temi affrontati nelle liriche, spesso tramandate da un vissuto in prima persona, riflettono scenari di decadenza e alienazione così come di malinconia e speranza, penetrando il tessuto sonoro e legandosi perfettamente al potente flusso melodico dei brani.Il crudo post-punk/new wave degli esordi viene quindi rielaborato secondo un'ottica più meditata ed intimista, in cui a farla da padrone sono atmosfere e sensazioni, immagini e visioni di un realtà sofferta ma vitale.

“Shared loneliness” è un disco convincente. Una volta assimilata la breve intro strumentale “Lowest point”, il ritmo si alza immediatamente con “Stage lights”, primo singolo estratto, portando il motore a temperatura grazie ad una sezione ritmica tipicamente post punk su cui la chitarra di Poli va a ricamare un buon background per la linea vocale. Un approccio che sostanzialmente si ripete negli episodi successivi del disco, dove saltuariamente la melodia si fa più immediata e gli arrangiamenti meno dark, vedi “Blindmind”, l’eco dei Bauhaus si fa sempre più lontano, “Fallen”, mente qualcosa dei Cure emerge con delicatezza in “Flowers” e “Swans smile” grazie proprio alla combo basso/chitarra. La parentesi. E se “Over” (ri)chiama in causa gli Interpol, attualizzando un po’ il tutto, la doppietta finale “Surprising lord” e “Sometimes” riporta tutto in linea di galleggiamento, chiudendo in modo circolare un lavoro che si fa ascoltare senza dubbio con piacere. Un disco comunque di genere per quanto tendenzialmente meno affilato e meno schierato del precedente “Day.Night.Life”, “Shared loneliness” suona senza la pretesa di essere o sembrare ciò che non è, e proprio in questo trova la quadratura. Forse un pelo di garra in più non avrebbe stonato, giusto per rendere meno prevedibile lo scorrere dei nove pezzi, ma ci sta anche lavorare bene sulla costruzione di un ambiente sonoro più soft, meno post punk e più pop. Del resto si sta parlando di malinconia…

TRACKLIST

01. Lowest Point (02:22)
02. Stage Lights (04:39)
03. Blindmind (03:43)
04. Fallen (04:18)
05. Flowers (04:35)
06. Swan's Smile (03:51)
07. Over (04:18)
08. Surprising Lord (03:43)
09. Sometimes (05:36)
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