«THE SIREN'S SONG - Kacy & Clayton» la recensione di Rockol

Un folk tutto "fatto in casa": il ritorno dei canadesi Kasy & Clayton

A solo un anno di distanza dal loro ultimo lavoro, il duo canadese Kasy & Clayton torna in pista con il terzo album studio "The Siren's Song".

Recensione del 12 set 2017 a cura di Antonio Ciruolo

La recensione

La creatività del duo Kasy & Clayton, rivelazione del panorama folk nord-americano, sembra non arrestarsi affatto. Anzi, a distanza di quasi un anno dalla pubblicazione del loro secondo album “Strange Country”, i due cugini canadesi Kasy Anderson e Clayton Linthicum sono ritornati in scena con un disco bello da ascoltare, pulito nei suoni, che riesce a fondere perfettamente la voce celestiale ed elegante della dolce Kasy con i fraseggi ritmici della chitarra folk di Clayton. Il risultato che ne viene fuori è “The Siren’s Song”. 

Questo terzo lavoro della band ha visto la partecipazione - nonché l’influenza in fase di produzione del disco - del cantante e compositore Jeff Tweedy, leader della band Wilco, che ha messo in campo tutta la sua esperienza musicale per infondere originalità e modernità ai suoni e alle metriche delle nove tracce che compongono il disco, senza mai mettere da parte quel taglio folk tanto caro al duo canadese.

A differenza dei precedenti lavori, in “The Siren’s Song” è molto limpida la scelta dei due artisti di sperimentare nuove linee melodiche - forse proprio a causa della collaborazione con Tweedy - soprattutto per quanto riguarda i riff di chitarra che, molto spesso, vengono colorati con effetti che richiamo quel sound rock Californiano degli anni ’60, con riverbero ed echo che incidono senza dubbio sulla profondità dei suoni. Proprio nel brano di apertura “The Light of Day” è facilmente riconoscibile questa scelta stilistica; una perfetta colonna sonora alla Tarantino per intenderci. “Cannery Yard” invece, cela dentro di se un animo più spirituale; una chitarra acustica accompagna la sottile linea vocale di Kasy che sussurra quasi il testo all’ascoltatore. Solo sul finale del brano si aggiunge la voce di Clayton con una leggera sezione ritmica di batteria e basso, giusto per dare quel tocco di stacco dalla linearità iniziale del brano. “White Butte Country” è forse il pezzo più ritmato del disco. Una sorta di country-folk in pieno stile USA: effetti leggeri per le chitarre, alternanza nel cantato, pochi virtuosismi e tanta carica. L’omonima “The Siren’s Song” è forse la punta di diamante del disco. Una sonorità psichedelica enfatizzata dai vocalizzi delicati della bella Kasy che si sposano alla perfezione con i fraseggi acustici della chitarra di Clayton, il tutto completato da una leggera ritmica di batteria sul finale. Il brano conclusivo “Go and Leave Me” racchiude in se la vera essenza del duo canadese; basta una chitarra ben armonizzata e una voce sublime per fare della buona musica; qualità queste che certamente non mancano ai due musicisti.

L’unica nota stonata di in questo “The Siren’s Song” potrebbe essere la sua durata; trenta minuti scarsi che, forse, non danno la possibilità agli ascoltatori più intransigenti di farsi una idea ben precisa sulla musica dei cugini canadesi Kasy & Clayton.

TRACKLIST

01. The Light of Day (02:52)
02. Just Like a Summer Cloud (03:40)
03. Cannery Yard (03:17)
04. A Lifeboat (04:29)
05. White Butte Country (03:29)
07. This World Have Seven Wonders (03:43)
08. The Siren's Song (03:45)
09. Go and Leave Me (03:34)
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