«FLOWER BOY - Tyler, the Creator» la recensione di Rockol

Tyler, the Creator - FLOWER BOY - la recensione

Recensione del 03 ago 2017 a cura di Redazione

La recensione

Il nome di Tyler the Creator non è molto noto nel nostro paese, ma negli Stati Uniti e in Inghilterra il rapper californiano - classe 1991 - ha cominciato già da qualche tempo a farsi notare da pubblico e addetti ai lavori: ha debuttato nel 2011 con un album pubblicato dalla XL Recordings (la stessa etichetta che lanciò, tra gli altri, Adele) e nel 2013 con il secondo disco, "Wolf", ha raggiunto il podio della classifica americana vendendo solamente nella prima settimana 90.000 copie. Questo "Flower boy" è il suo quarto album in studio e arriva a distanza di due anni dal precedente, "Cherry bomb".

Tyler the Creator è uno a cui piace fare tutto da sé. E infatti la produzione delle 14 tracce che compongono la tracklist di "Flower boy" porta la sua firma. Non solo: Tyler è anche autore di tutti i brani, anche se talvolta si è avvalso della collaborazione di altri autori: tra gli altri, vale la pena segnalare la presenza di Frank Ocean (autore di "911 / Mr. Lonely", in cui compare anche per un duetto con Tyler - ma non è la prima volta che i due scrivono e cantano insieme).

"Flower boy" è frutto di due lunghi anni di lavorazione: Tyler the Creator ha cominciato a lavorare ai nuovi brani nel 2015 e le lavorazioni sono andate avanti fino ai primi mesi del 2017, ospitate dal Chalice Recording Studio a Hollywood (già frequentato da, tra gli altri, Justin Bieber, Rihanna, Christina Aguilera, Lady Gaga, Prince, Beyoncé) e i Paramount Recording Studios.

Sono tanti gli amici e colleghi del rapper chiamati a partecipare alle lavorazioni del disco, tutti esponenti di punta della nuova scena hip hop (e r&b) - quella di cui lo stesso Tyler the Creator, insieme a Chance the Rapper, è probabilmente l'emblema. In "Ho dat boy" e "911 / Mr. Lonely" c'è Asap Rocky, in "Pothol" c'è Jaden Smith (figlio di Will, già superstar della serie di Netflix "The get down", cancellata - ahimé - dopo il flop della seconda stagione), in "Garden shed" c'è Estelle (ve la ricordate? Nel 2008 scalò le classifiche, anche nel nostro paese, con la hit "American boy", con lo zampino di Kanye West), in "Enjoy right now, today" c'è la voce di Pharrel Williams.

Rispetto ai tre precedenti album, qui Tyler sembra fare un piccolo salto in avanti. Non per il sound, che si mantiene piuttosto fedele alle precedenti produzioni, ma soprattutto per i testi. Ansia, isolamento, dolore per un amore non corrisposto: i temi principali del disco sono questi. E la produzione, talvolta cupa, enigmatica, riesce a mettere in luce - paradossalmente - proprio il mood che pervade tutto il disco. Un paio di riferimenti? James Blake e Frank Ocean. Provate a buttare un orecchio: Tyler the Creator potrebbe sorprendervi.

TRACKLIST

01. Foreword (03:14)
02. Where This Flower Blooms (03:14)
03. Sometimes... (00:36)
04. See You Again (03:00)
05. Who Dat Boy (03:25)
06. Pothole (03:57)
07. Garden Shed (03:43)
08. Boredom (05:20)
09. I Ain't Got Time! (03:26)
10. 911 / Mr. Lonely (04:15)
11. Droppin' Seeds (01:00)
12. November (03:45)
13. Glitter (03:44)
14. Enjoy Right Now, Today (03:55)
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