«KO COMPUTER - Artisti Vari» la recensione di Rockol

KO Computer, ecco l'omaggio italiano ai vent'anni di" OK Computer"

Marlene Kuntz, Benvegnù, Nada, Iosonouncane, Appino & Motta: tutti insieme per il compleanno di "OK Computer". La nostra recensione

Recensione del 22 giu 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

“OK Computer” è uno dei grandi festeggiati di questo 2017. I vent’anni appena compiuti dell’album manifesto dei Radiohead sono una ricorrenza che non è passata di certo inosservata, perché, come in pochissimi altri casi del nuovo corso della musica, il terzo disco della band di Oxford è riuscito a creare un prima e un dopo, compiendo di fatto un incredibile giro del mondo con suoni e intuizioni che all’epoca sembravano arrivare da chi vede il futuro dritto davanti a sé. Un’epifania di idee tra rock, elettronica e sperimentazioni assortite che hanno segnato un punto di svolta imprescindibile nella rivoluzione a cavallo tra vecchio e nuovo millennio e che avrebbe portato il quintetto britannico a misurarsi definitivamente con lo status di venerabili maestri.

Per l’evento, non solo “OKNOTOK”, la nuova speciale edizione ampliata del disco uscito nel 1997, perché a celebrare l’anniversario c’è il tributo tutto italiano pubblicato in free download (qui) in occasione dei due concerti dei Radiohead nel nostro Stivale - quello appena passato del 14 giugno all’arena di Visarno a Firenze e quello atteso il 16 giugno all’I-Days Festival di Monza. Dal titolo programmatico di “KO Computer”, la compilation conserva le stesse dodici tracce di “OK Computer”, secondo l’interpretazione resa dagli artisti coinvolti nel progetto, appartenenti al nostro miglior panorama indipendente. Il risultato è un lavoro che pur nella sua ovvia eterogeneità conserva la stessa visionaria tensione e drammaticità dell’originale, senza mai perdersi nel gioco banale del karaoke.

Ecco quindi una buona selezione di all star italiche, tra big e nuove proposte, per dirla con un linguaggio un po’ sanremese, mettersi alla prova con i brani del disco, riproposti nella loro esatta sequenza, da quelli più d’avanguardia ai celebri singoli, secondo le differenti prospettive artistiche. Senza il timore di confrontarsi con un mostro sacro, fin dalle prime note dell’iniziale “Airbag”, qui rimodellata in acustico dall’inedito duo Appino & Motta - uno che con il tempo e le sue disillusioni ha già avuto di che raccontare con l’acclamato “La fine dei vent’anni”, appunto - si respira quella stessa cura e attenzione che bisogna prestare nel maneggiare oggetti preziosi.

C’è dolenza e una vena estatica nella “Karma police” reinventata dai Marlene Kuntz che si riappropriano in chiave rock della versione originale nel mantra conclusivo “For a minute there I lost myself”, si passa per un adattamento dark e alquanto à la Depeche Mode di Iosonouncane alle prese con “Climbing up the walls”, fino a una delicata “No surprises” interpretata con tangibile trasporto dalla voce ruvida e unica di Nada. Sul finale, Cristina Donà canta “Lucky” a cappella e Paolo Benvegnù fa completamente sua “The tourist” al punto da passare per farina del proprio sacco. Ma sono senza dubbio i passaggi meno conosciuti del disco a destare le sorprese maggiori, come il caldo arrangiamento western che il già Bud Spencer Blues Explosion Adriano Viterbini e la sua chitarra fanno di “Electioneering”, oppure quello strano collage sonoro di “Fitter happier”, la robotica traccia numero sette in scaletta in cui si elencano le istruzioni per essere una “persona normale” - ma anche uguale a tutte le altre - viene umanizzata e resa più accessibile nella versione offerta degli Spartiti, il progetto musical/letterario di Jukka Reverberi (Giardini di Mirò) e Max Collini (Offlaga Disco Pax). Su tutte, infine, spiccano le evoluzioni desert blues di Viterbini in “Electioneering”, la passionale e intensa “Let down” della coppia Dimartino & Cammarata, un po’ debitrice della stessa polvere del Messico che i due hanno respirato nell’album congiunto “Un mondo raro”, fino allo straordinario estro di Fabi in una emozionante “Subterrenean Homesick Alien”.

Un progetto certamente complesso ma che riesce a trovare la sua quadra nel ricreare attraverso voci ed espressioni diverse lo stesso spirito libero e curioso che si respira ancora oggi nel lavoro dei Radiohead di “OK Computer”: aperto alle contaminazioni e agli input offerti da un mondo che rapidamente stava cambiando col grande boom della rete, prima che la crisi globale ingrigisse tutto. Proprio come vent’anni fa.

 

TRACKLIST

01. Motta & Appino - Airbag - Motta & Appino (04:43)
02. Diodato - Paranoid Android - Diodato (07:01)
03. Niccolò Fabi - Subterranean Homesick Alien - Niccolò Fabi (04:04)
04. Colapesce - Exit Music (For A Film) - Colapesce (04:38)
05. Dimartino & Cammarata -Let Down - Dimartino & Cammarata (03:56)
06. Marlene Kuntz - Karma Police - Marlene Kuntz (04:36)
07. Spartiti - Fitter Happier - Spartiti (01:42)
08. Adriano Viterbini - Electioneering - Adriano Viterbini (05:52)
09. Iosonouncane - Climbing Up The Walls - Iosonouncane (04:16)
10. Nada & Alazka - No Surprises - Nada & Alazka (04:18)
11. Cristina Donà - Lucky - Cristina Donà (03:00)
12. Paolo Benvegnù - The Tourist - Paolo Benvegnù (03:16)
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