«ROSSO OPERA - Federico Paciotti» la recensione di Rockol

Una nuova via per rivisitare il patrimonio operistico italiano

Federico Paciotti, ex membro della band dei Gazosa (ve li ricordate?), pubblica "Rosso opera", un album che costruisce un ponte tra musica classica e chitarra elettrica. Il risultato è sorprendente.

Recensione del 28 mag 2017 a cura di Redazione

La recensione

Davvero non avete mai sentito parlare di Federico Paciotti? Ex membro dei Gazosa, la band di giovanissimi che nei primi anni 2000 salì alla ribalta grazie a hit come "Stai con me (Forever)" (con cui vinse, tra i "giovani", il Festival di Sanremo 2001) e "www.mipiacitu", dopo lo scioglimento del gruppo Paciotti ha studiato canto lirico al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e ha avviato un progetto decisamente interessante, che fonde le sue due passioni: da un lato quella per la chitarra elettrica, che parte da Jimi Hendrix e arriva a Steve Vai, attraversando i territori dell'hard rock di Deep Purple e Led Zeppelin; dall'altro quella per l'opera lirica di Puccini, Mascagni e Verdi. Con questo progetto, che al pubblico italiano fu presentato nel 2015 con un'ospitata al Festival di Sanremo, il musicista si è inserito perfettamente nel filone del crossover tra rock e classica, che a livello internazionale ha caratterizzato il successo dei vari David Garrett e 2Cellos.

"Rosso opera", il suo album, che esce per Sugar, contiene delle curiose rielaborazioni con chitarra elettrica solista e voce tenorile di arie d'opera come - tra le altre - "Vesti la giubba" (tratta da "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo), "Lascia ch'io pianga" (di Händel), "Va, pensiero" (tratta dal "Nabucco" di Verdi), "Recondita armonia" (dalla "Tosca" di Puccini).

Il disco è frutto di due annidi lavoro che hanno visto Paciotti collaborare con i produttori Celso Valli e Simone Benyacar, tra l'Italia a Los Angeles: il primo ha messo mano agli arrangiamenti di "Vesti la giubba", "Lascia ch'io pianga", "Il lamento di Federico" e "Recondita armonia"), mentre il secondo ha curato le rielaborazioni di "E lucevan le stelle", "Va, pensiero" e "Mater misericordiae" (una rivisitazione dell'intermezzo della "Cavalleria rusticana" di Mascagni con un testo riadattato da Kaballà e ispirato al tema della misericordia e della compassione, che unisce frasi tratte dal "Salve Regina" e dall'"Ave Maria".

Elaborazione, arrangiamenti, chitarra elettrica solista e voce tenorile sono di Federico Paciotti, che con questo lavoro sembra voler tracciare una nuova via per rivisitare il patrimonio operistico italiano.

TRACKLIST

01. Vesti la giubba (da "Pagliacci") (03:50)
02. E lucevan le stelle (da "Tosca") [duetto con Ramon Vargas] (03:50)
03. Il lamento di Federico (da "L'Arlesiana") (02:14)
04. Lascia ch'io pianga (da "Rinaldo") (03:39)
05. Recondita armonia (da "Tosca") (02:12)
06. Mater misericordiae (03:24)
08. Va, pensiero (da "Nabucco") (03:20)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.