«ECSTASY - Christaux» la recensione di Rockol

Christaux: leggi qui la recensione di "Ecstasy"

Dopo qualche anno di pausa dalla band, Clod, una delle due anime degli Iori's Eyes, torna con un nuovo progetto solista: Christaux, questo il nome della sua nuova incarnazione, rappresenta un nuovo inizio per l'artista milanese.

Recensione del 27 mag 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Christaux è un seme sotterrato all'inizio del 2014, che tra luce e buio ha dato vita ad un album che descrive la liberazione da una vita apparentemente vissuta nel presente, ma ancora fortemente ancorata al passato. E’ un album che racconta di un periodo di completa solitudine e di riflessione sulla mia persona, che ha portato ad un mutamento, anzi, ad un’evoluzione

Christaux è anche il nome del nuovo progetto solista di Clod, musicista milanese già noto nel giro indipendente per essere una delle due metà degli Iori's Eyes. Presosi una pausa (da capire) dalla band madre, Clod si è dedicato a questa nuova incarnazione del suo modo di fare musica. Nuova incarnazione che nei dieci pezzi di “Ecstasy” si traduce in un pop sintetico dal sapore anni Ottanta e dagli arrangiamenti barocchi, molto raffinato e dall’impatto particolarmente drammatico. Un lavoro serio sotto tutti i punti di vista, prodotto dallo stesso Clod e da Mario Conte, precedentemente al lavoro con Colapesce, Meg e Antico. Serio perché Clod ha un approccio che non esito a definire nobile nei confronti della sua arte. Per questo disco, ad esempio, le reference in termini di ispirazione sono, e cito, Caravaggio, la fotografia degli anni ’80/ ’90 (Richard Avedon, Helmut Newton, Nan Goldin, Peter Lindberg, Ara Gallant per citarne alcuni), l’iconografia cattolica (tutta, senza soffermarsi ad un periodo storico preciso) e i Carmina Burana.

Un mazzo piuttosto variegato da cui pescare, è vero, ma alla luce dei pezzi prodotti, una certa coerenza di fondo è quasi palpabile. In altre parole, quello che emerge e che lega stilisticamente “Ecstasy” è l’IO più intimo di un autore che ha vissuto la produzione di questo disco in uno stato di isolamento ed evasione dalla realtà, condizione autoindotta con l’unico scopo di ritrovare una direzione (artistica) chiara. Sono serviti quattro anni e immagino per Clod non sia stato facile, ma “Ecstasy” è sinceramente un ottimo lavoro e, a conti fatti, penso che ne sia valsa la pena. In questo senso, da un periodo così duro non poteva che uscire un disco musicalmente altrettanto duro: 

Un approccio drammatico ed esasperato per liberarmi da ciò che mi soffocava ed elevarmi ad uno stato mentale superiore e libero, quasi mistico

Come diceva quel tale… il dolore fa bene all’arte. Ascoltare per credere, "Human" e "A minute to now" e "The fire" su tutte. 

Sound denso, teso, epico a momenti, dorato, cupo, lucido e digitale. Molto bello. 

TRACKLIST

01. An Ode to the Beast (02:40)
02. Human (03:31)
03. Light Year (03:07)
04. Tonight (03:21)
05. More Than This (03:51)
06. A Minute to Now (03:47)
07. The Fire (03:01)
08. Surreal (03:10)
09. Spazio HD (04:56)
10. Recognize (01:38)
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