«SLOWDIVE - Slowdive» la recensione di Rockol

Slowdive, vent'anni dopo nulla è davvero cambiato

Non si esce vivi dallo shoegaze. La nostra recensione di "Slowdive"

Recensione del 14 mag 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Un po’ come succede in quelle gemme d’ambra con qualche sgraziato animaletto imprigionato all’interno, gli Slowdive hanno cristallizzato nel tempo la loro essenza, per poi ritrovare quell’intesa che ha dato alle stampe un nuovo album dopo una pausa lunga due decadi. La band di Reading, una volta al centro del turbinio del movimento shoegaze, ha seguito un percorso per certi versi simile a quello accorso ai caposcuola My Bloody Valentine, inattivi per vent’anni fino alla pubblicazione nel 2013 di “m b v”. Facendo valere, con le dovute differenze del caso, lo stesso principio di ricostituzione di quanto rimasto in sospeso, il quintetto inglese riprende le proprie fila proprio là dove si erano andate a interrompere.

Ebbene, questo “Slowdive”, eponimo quarto album della ricostituita compagine guidata dalla chitarra di Neil Halstead e dalla voce vellutata di Rachel Goswell, è una finestra su una stagione che è andata rapidamente spegnendosi ma che ha lasciato un’impronta più che decisiva su quanto si è formato dopo.

Nelle sue otto tracce il lavoro del gruppo si presenta come il naturale successore di quel “Pygmalion” uscito nel lontano 1995 che aveva mostrato chiaramente qualche segno di stanchezza all’interno della formazione. “Slowdive” è pervaso come da copione da un’aura oscura che lo rende magnetico e suadente, con in più quella giusta dose di epica drammaticità perduta nella precedente e ormai distante sortita discografica.

Il sound è al solito contraddistinto da tempi dilatati e solide strutture ritmiche al servizio del grande tessitore Halstead, la cui voce si rende davvero protagonista lungo tutto l’album, stringedosi a più riprese con quella della Goswell, in un continuo intrico di tensioni e romanticismi. Evocativi e sognatori in “Everyone knows” e “Sugar for the pill”, ma anche estatici e decadenti come in “Go get it” e “No longer taking time”, i ricomposti Slowdive non si possono certo definire portatori di innovazioni nel loro alveo musicale, ma sembrano attingere con decisione dalla stessa vena ispiratrice dell’epoca.

Di nuovo liberi di scaricare le pulsioni melodiche come le folgorazioni elettriche, gli Slowdive trovano la retta via nel proprio mondo crepuscolare, saturo di indefinibili riverberi cinematografici in bianco e nero e di quell’uggia malinconica che ne ha caratterizzato senza eccezioni la produzione artistica.

Nonostante l’assenza di particolari sussulti creativi, la traiettoria tesa dalla band riesce ancora a colpire dritta al cuore come una volta, con le medesime languide stratificazioni sonore che non temono di apparire ormai datate o anacronistiche, come se questi anni non fossero mai realmente trascorsi. Così, tra voli onirici, distorsioni e riverberi, il nuovo “Slowdive” resta ben saldo su un modello già tracciato ma ancora suggestivo e avvolgente, a partire dall’adattamento solenne dell’introduttiva “Slomo” fino alla conclusiva “Falling ashes”, con un carico di pathos che sembra non concedersi pause.

Autoreferenziale, certo, ma anche in grado di riaprire porte che si pensavano ormai chiuse a doppia mandata. Con la stessa immutata grazia di sempre.

TRACKLIST

01. Slomo (06:53)
02. Star Roving (05:38)
03. Don't Know Why (04:36)
04. Sugar for the Pill (04:30)
05. Everyone Knows (04:22)
07. Go Get It (06:09)
08. Falling Ashes (08:00)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.