«SOUND THE ALARM - Less Than Jake» la recensione di Rockol

Less Than Jake - SOUND THE ALARM - la recensione

Recensione del 13 feb 2017 a cura di Barbara Nido

La recensione

Se fate parte di quelli che “il punk non è morto” vi assicuro che non vorrete perdervi il nono EP dei Less Than Jake. S’intitola “Sound the alarm” e, come da tradizione, è un lavoro che si compone di tracce di ska, rock e punk; come risultato si ottiene un disco che sa di vecchia scuola.

I Less Than Jake hanno iniziato la loro carriera nel 1992 in Florida come trio, per poi evolversi nell’ormai noto quintetto composto da Chris Demakes, voce e chitarra, Roger Lima, basso e voce, Vinnie Fiorello, alla batteria, Buddy Schaub, con la sua tromba e Peter “JR” Wasilewski, al sassofono.

“Call to arms”, la prima delle sette tracce dell’EP, avvia il disco con un energico intro di basso a cui si unisce, come trascinata, l’intera band e che si amalgama alla perfezione con il sassofono e la tromba. In questa traccia, come in “Bomb drop”, lo stile punk-ska, tanto amato dai fan e che ha contraddistinto il gruppo nei suoi 25 anni di carriera, è semplicemente travolgente; altra caratteristica peculiare della band è sicuramente il suo ben noto mid-tempo, che rende “Welcome to my life” e “Years of living dangerously” pezzi facilmente riconducibili ai Less Than Jake.

Completano il disco “Good sign”, con il suo testo perfetto come inno di chi è pronto a criticare qualunque cosa ma che sta finalmente lottando per la cosa giusta, “Things change”, che si apre meravigliosamente con sax, tromba e batteria e sembra essere fatta per il divertimento dei fan durante i concerti, e “Whatever the weather”, che riprende i suoni del loro ultimo album “See the light”, uscito nel 2013.

“Sound the alarm” è stato prodotto da Roger Lima (non solo batterista della band, ma anche co-fondatore dell’etichetta Fueled By Ramen), è stato pubblicato con la Pure Noise Records e si presenta come un mix di generi impreziosito dal lavoro di Buddy e Peter “JR”; la tromba e sassofono aggiungono spessore ai brani senza appesantirli. L’alternanza dei pezzi è ben calibrata, così come le voci di Chris e Roger si alternano alla perfezione nei brani, e, nonostante la band non si sia spinta oltre i propri limiti preferendo territori ben noti, il risultato è decisamente buono. I vecchi fan potranno sicuramente ritenersi soddisfatti e nuovi seguaci non tarderanno ad arrivare.

 

TRACKLIST

01. Call To Arms (02:36)
03. Bomb Drop (03:06)
04. Welcome to My Life (02:43)
05. Good Sign (03:28)
07. Things Change (02:48)
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